Monkey Beach Club

Le prime accuse per l’ampliamento del Monkey Beach Club riguardano il governo delle Isole Canarie e la città di Adeje

Il tribunale di Arona indaga l’ex assessore alla Politica Territoriale delle Isole Canarie, il sindaco Rodriguez Fraga e il resto del Consiglio del Governo locale per aver autorizzato i lavori di un locale situato sul lungomare.

La struttura ha aumentato la sua superficie in 440 metri quadrati e la sua altezza a due piani, pur essendo situato in una zona protetta dalla Legge Costiera.

Il procedimento penale per l’espansione del Monkey Beach Club, un locale situato sulla spiaggia di Troya nel comune di Adeje, ha preso velocità negli ultimi mesi.

Il Tribunale numero 4 di Arona, dopo aver trovato le prove di presunti illeciti amministrativi, ha indagato l’ex consigliere di politica territoriale delle Isole Canarie Jesus Romero (CC), il sindaco di Adeje, Jose Miguel Rodriguez Fraga (PSOE), il resto del Consiglio di governo locale che ha autorizzato i lavori del noto stabilimento di Tenerife sud e i tecnici comunali che avevano riferito favorevolmente.

Il tribunale ha dichiarato la complessità del caso, per cui il periodo di indagine è stato esteso ad un massimo di un anno e mezzo, periodo che potrà essere ulteriormente ampliato.


Negli ultimi mesi sono state prese in carico le dichiarazioni dei principali accusati, politici e tecnici che hanno preso parte ai dossier autorizzativi dei lavori del Monkey Beach Club, e si prevede che nelle prossime settimane saranno effettuate nuove verifiche.

Alle amministrazioni interessate è stato inoltre chiesto di fornire tutta la documentazione relativa alle diverse autorizzazioni concesse al locale.

Il Monkey Beach Club, la cui costruzione originaria risale al 1977, occupa la protezione e la servitù di transito del demanio pubblico marittimo-terrestre, dove la Legge Costiera del 1988 impedisce i lavori che comportino un aumento del volume degli edifici costruiti prima dell’entrata in vigore della normativa statale.

Nonostante le disposizioni che regolano le modifiche ai locali, il Dipartimento di Politica Territoriale del Governo delle Isole Canarie e il Consiglio Comunale di Adeje hanno concesso i permessi necessari per autorizzare un primo progetto di espansione e una modifica presentata durante lo sviluppo dei lavori.

Il Monkey Beach Club, un punto di riferimento tra i locali nel sud di Tenerife per i suoi famosi festival sulla spiaggia, è stato chiuso lo scorso aprile dal Comune di Adeje, non disponendo di una licenza per le attività della rinnovata struttura.

Il Concistoro aveva già ordinato la cessazione degli eventi nel luglio 2018, ma un errore nella procedura, ne ha permesso la riapertura nel mese di agosto.

Sono state rilevate diverse violazioni durante l’indagine, avviata a seguito di una denuncia presentata dalla Procura della Procura Provinciale di Santa Cruz de Tenerife.

La Legge Costiera stabilisce che dovrebbe essere evitata la formazione di schermi architettonici o l’accumulo di volumi nell’area di influenza del demanio marittimo-terrestre pubblico, compresa la servitù di protezione, su cui si trova la nuova installazione del Monkey Beach Club.

La Legge Costiera comprende anche una disposizione transitoria, la quarta, che è la chiave per comprendere i dubbi che gravano sull’espansione del locale.

In riferimento agli edifici in zona franca di protezione, si afferma che possono essere effettuati lavori di riparazione, miglioramento, consolidamento e ammodernamento purché non comportino un aumento di volume, altezza o superficie.

La ristrutturazione del Monkey Beach Club ha permesso di aumentare le sue dimensioni di 440 metri quadrati e di svilupparsi su due piani.

L’eventuale illegalità potrebbe essere ancora maggiore se si tiene conto di una relazione del Servizio Provinciale della Costa che afferma che non ci sono permessi per la costruzione originaria del Monkey Beach Club, i cui titoli dovevano essere concessi sulla base della legislazione vigente prima dell’entrata in vigore della legge costiera.

La quarta disposizione transitoria stabilisce che gli edifici che non hanno le necessarie autorizzazioni saranno demoliti quando la loro legalizzazione non procederà per motivi di interesse pubblico.

Il governo regionale e il Consiglio comunale di Adeje hanno sostenuto la concessione di permessi per l’estensione del Monkey Beach Club nell’approvazione del Piano di modernizzazione, miglioramento e aumento della competitività di Costa Adeje (PMM), che è stato annullato in prima istanza dall’Alta Corte di Giustizia delle Isole Canarie (TSJC) ma è in vigore fino a quando la Corte Suprema non si pronuncerà sul ricorso presentato dall’esecutivo autonomo.

Il documento, che è stato approvato prima delle elezioni del 2015, nonostante le numerose irregolarità successivamente riscontrate nella giurisdizione amministrativo-contabile, ha incorporato all’ultimo minuto un’unica disposizione aggiuntiva che respinge la necessità di conformarsi alla legge costiera.

Su richiesta del Servizio costiero provinciale, con relazione del 20 maggio 2015, due giorni prima dell’approvazione del PMM con decreto, il Dipartimento di politica territoriale ha inserito nel documento un’unica disposizione aggiuntiva che elimina ogni dubbio sull’obbligo di conformarsi alla normativa statale specificando, al quarto paragrafo, che le opere e gli impianti esistenti alla data di entrata in vigore della Legge Costiera, nonché quelli nuovi da eseguire, ubicati nell’area di pubblico dominio o servitù, sono disciplinati dalle disposizioni di cui alla terza e quarta disposizione transitoria.

Nonostante quanto stabilito dalla Legge Costiera e dalla stessa PMM, il 18 gennaio 2017, l’allora vice-consigliere della Politica Territoriale delle Isole Canarie, Jesús Romero, ha emesso una risoluzione che autorizza l’esecuzione del progetto di estensione del Monkey Beach Club a favore di “Nuevo Servicio y Turismo JCC SL”, la società che gestisce il noto centro ricreativo.

L’azienda è di proprietà dei fratelli Cabrera, figli di José Fernando Cabrera, ex Ministro del Turismo del Governo delle Isole Canarie.

Il 10 maggio 2017, con l’autorizzazione del governo regionale sul tavolo e diverse relazioni tecniche favorevoli, il consiglio di amministrazione della città di Adeje ha concesso alla società che gestisce il Monkey Beach Club la licenza comunale per i lavori di ampliamento dello stabilimento.

Né il Governo delle Isole Canarie né il Concistoro del Sud di Tenerife hanno tenuto conto delle disposizioni della Legge Costiera e dell’unica disposizione aggiuntiva del Piano di Modernizzazione.

Già con il procedimento penale in corso, dopo la denuncia della Procura della Repubblica, avvenuta a metà del 2018, l’architetto responsabile dell’ampliamento del Monkey Beach Club ha richiesto a fine anno l’approvazione di un progetto modificato che giustificava per esigenze di lavoro e di proprietà.

Ancora una volta Jesús Romero, ex assessore alle Politiche Territoriali ed ex direttore dell’Urbanistica del Governo Autonomo, ha emesso una risoluzione il 14 febbraio 2019 per autorizzare il cosiddetto Progetto di Espansione Modificato del Monkey Beach Club.

Secondo fonti ufficiali, il Consiglio comunale di Adeje ha recentemente concesso la licenza comunale per l’esecuzione dei lavori.

In entrambi i casi, le amministrazioni coinvolte sostengono la loro decisione nella determinazione del PMM per l’area urbana occupata dal tempo libero locale, senza tener conto del fatto che i lavori si svolgono su un edificio situato in un’area di servitù di protezione, con le limitazioni imposte dalla Legge Costiera per questo tipo di azione.

Parallelamente all’elaborazione dell’ampliamento del Monkey Beach Club, i responsabili della struttura hanno chiesto al Servicio Provincial de Costas l’approvazione di un progetto per riformare le terrazze del locale, in quanto una parte occupava l’area di dominio pubblico marittimo-terrestre.

I lavori, oltre alla zona demaniale, hanno interessato la servitù di transito, che la legislazione statale chiarisce che deve sempre rimanere libera.

I lavori alle terrazze sono stati autorizzati dal Servizio Provinciale delle coste di Santa Cruz de Tenerife il 1° marzo 2017 e segnalati favorevolmente dal Comune di Adeje, che il 9 marzo ha concesso alla società dei fratelli Cabrera la licenza comunale necessaria per iniziare i lavori.

Oltre alle infrazioni nella zona di protezione, sono state osservate irregolarità anche in relazione alla servitù di transito, che deve essere sempre mantenuta permanentemente libera per gli attraversamenti pedonali pubblici e per i veicoli di sorveglianza e di soccorso.

Una condizione che non è stata soddisfatta durante l’esecuzione dei lavori e che ancora oggi non è rispettata.

La servitù di transito è occupata dall’edificio del Monkey Beach Club, che costringe i passanti a scendere sulla spiaggia, o sul viale, per aggirare la struttura.

La quattordicesima disposizione transitoria della Legge Costiera stabilisce che il modo per garantire la libera circolazione è quello di mantenere l’area permanentemente libera da occupazioni di almeno tre metri di larghezza dalla riva del mare, con uno scartamento libero in altezza di tre metri.

Il rispetto di questa condizione legale non è stato imposto nelle autorizzazioni concesse dalle pubbliche amministrazioni.

I vicini interessati dall’ampliamento del Monkey Beach Club, proprietari della Comunità Galassia, hanno chiesto spiegazioni alle diverse amministrazioni interessate, in particolare al Servizio Provinciale della Costa di Santa Cruz de Tenerife, che ha passato la palla al tetto del Governo delle Isole Canarie.

Il Dipartimento di Politica Territoriale, attraverso Romero stesso, ha inviato una breve risposta in cui spiega che l’autorizzazione delle opere è stata concessa in applicazione del Piano di modernizzazione, miglioramento e aumento della competitività.

Oltre al sindaco, che funge da presidente, erano seduti nel Consiglio del Consiglio Comunale di Adeje che ha concesso la licenza per l’estensione del Monkey Beach Club, Ermitas Moreira, attuale direttore per lo sviluppo socioeconomico del Cabildo de Tenerife, Carmen Rosa Gonzalez, Encarnación Trujillo, Adolfo Alonso, Maria Isabel Fernandez e Manuel Luis Mendez.

(Tradotto dalla Redazione)

(NdR chi l’ha visto non ha potuto evitare di pensare: FENOMENI…)