Raccontiamo il bellissimo esperimento fatto da Eratostene da Cirene nel III secolo avanti Cristo per dimostrare la sfericità della Terra.

Il concetto di sfericità della Terra risale all’antica filosofia greca intorno alla fine del VI secolo a.C., ma rimase una questione di speculazione filosofica fino al III secolo a.C., quando l’astronomia ellenistica stabilì la forma sferica della Terra come un dato fisico.

Il paradigma ellenistico fu gradualmente adottato in tutto il Vecchio Mondo durante la tarda antichità e il Medioevo.

Una dimostrazione pratica della sfericità della Terra venne conseguita dalla spedizione di circumnavigazione di Ferdinando Magellano e Juan Sebastián Elcano (1519-1521).

Il concetto di una Terra sferica prese il posto di precedenti credenze in una Terra piatta.

Nella prima mitologia mesopotamica, il mondo veniva raffigurato come un disco piatto galleggiante nel mare e circondato da un cielo sferico, costituendo ciò la premessa alle antiche mappe del mondo come quelle di Anassimandro ed Ecateo di Mileto.


Esistono ulteriori fonti per le quali la Terra sarebbe una ziqqurat a sette strati, una montagna cosmica, accennata nell’Avesta e in antichi scritti persiani (vedi i sette climi), o una ruota, una ciotola o un piano a quattro angoli, accennato nel Rigveda.

La consapevolezza che la figura della Terra è più accuratamente descritta come un ellissoide risale al XVIII secolo (Maupertuis).

All’inizio del XIX secolo, l’appiattimento dell’ellissoide Terra venne determinato nell’ordine di 1/300 (Delambre, Everest). Il valore moderno è vicino a 1/298,25, come calcolato negli anni ‘60 dal Sistema Geodetico della Terra (World Geodetic System).

Il  concetto di Terra sferica è ormai accettato da tutti e da quando i primi satelliti artificiali orbitano attorno alla Terra non esistono più dubbi circa la forma reale del nostro Pianeta.

La diffusione di internet ha portato una massa di informazioni immane nelle nostre case e le fonti telematiche sono sì dispensatrici di cultura ma anche luoghi ove si può leggere tutto ed il contrario di tutto.

Il celebre astrofisico e scrittore californiano David Brin, ha paragonato le informazioni reperibili sul web come ad un idrante che lancia un potentissimo getto d’acqua verso il cielo, così potente che è virtualmente impossibile per un assetato servirsene per soddisfare la propria sete.

Su internet vi sono alcuni gruppi di pensatori chiamati “terrapiattisti” i quali affermano con dovizia di particolari a loro dire scientifici che la Terra è ahimè piatta!!!

Non prendiamo troppo sul serio questi “buontemponi” e usiamo il contraddittorio per raccontare invece l’esperimento veramente geniale condotto da Eratostene nel III secolo a.C.

Leonardo da Vinci profuse grandi lodi alla semplicità col suo celebre detto: “la semplicità è la più grande delle sofisticatezze”.

In quest’ottica Eratostene merita di certo un premio.

Passiamo ora all’esperimento veramente geniale: a quei tempi era ben noto come durante il solstizio estivo nella città di Siene, l’odierna Assuan, i raggi del Sole fossero verticali ossia il Sole riuscisse ad illuminare il fondo dei pozzi.

Nella città di Alessandria d’Egitto posta sullo stesso meridiano, ma più a Nord, il Sole non giungeva nello stesso giorno allo Zenit.

Fissando un bastone verticale detto GNOMONE al terreno e misurandone la lunghezza dell’ombra, Eratostene calcolò che l’altezza del Sole fosse circa 83°, contro i 90° di Siene.

Con mezzi rudimentali come il contare in numero di giri della ruota di un carro di circonferenza nota, venne calcolata la distanza tra le due città in circa 5000 stadi (uno stadio corrispondeva a 157,5 metri ).

A questo punto Eratostene fece il semplice ma geniale ragionamento, avente come postulato la Terra sferica ed impostò la seguente proporzione: 7°:360°=5000 stadi:x              da cui si ricava x=257.142 stadi che equivalgono a 40.500 km. valore incredibilmente vicino al valore corretto, ossia  40.009 km.

Possiamo notare che il postulato “Terra sferica” fosse corroborato in modo molto circostanziato da osservazioni inequivocabili, ad esempio lo scomparire delle navi all’orizzonte iniziava lentamente dallo scafo e le vele erano le ultime a celarsi alla vista, la Luna era osservata tonda e le eclissi proiettavano su di essa ombre circolari.

Oltre al genio di Eratostene, da questo breve racconto è possibile evincere come quando gli uomini avevano pochi mezzi a loro disposizione riuscissero dalle loro osservazioni a capire molto, (interpretando alla perfezione  il detto di Galileo Galilei: “non è sufficiente guardare, si deve osservare con gli occhi che vogliono vedere!”).

Al contrario oggi, sparute minoranze negano realtà scientifiche da secoli ormai acquisite.

Questo deve far riflettere.

Un commiato con una bella frase di un celebre scienziato del quale ho dimenticato il nome: “tutto quel che è capito è bene”.

Un grande saluto a tutti

Rodolfo Piralla