Tra gennaio e marzo di quest’anno 298 famiglie hanno perso la casa a causa del mancato pagamento dei mutui ipotecari nell’Arcipelago, il 5,3% in più dello scorso anno.

I licenziamenti individuali sono cresciuti del 20,9% nelle Isole Canarie nel primo trimestre del 2019 rispetto allo stesso periodo del 2018, secondo la relazione periodica “Effetti della Crisi economica sugli Organi Giudiziari” pubblicata dalla sezione statistica del Consiglio Generale della Magistratura (CGPJ).

I dati raccolti dalla CGPJ presso i tribunali insulari tra gennaio e marzo di quest’anno indicano che nella Comunità Autonoma delle Isole Canarie, i tribunali sociali (ex magistratura del lavoro) hanno registrato 2.434 domande di licenziamento, il 20,9% in più rispetto allo stesso periodo del 2018, che ha calcolato 2.014 casi.

Provincia per provincia, Las Palmas ha registrato un aumento del 22,8% dei licenziamenti (1.499 casi contro 1.221 nel primo trimestre 2018) e Santa Cruz de Tenerife ha registrato un aumento del 17,9% (935 casi tra gennaio e marzo 2019 rispetto ai 793 dello stesso periodo del 2017).

Per quanto riguarda i licenziamenti collettivi, lo scorso inverno l’Arcipelago ha registrato un solo caso, contro i due verificatisi nello stesso trimestre del 2018.

I dati sulle procedure di insolvenza (il vecchio concetto di fallimento) raccolti dai giudici governativi rivelano che nel primo trimestre del 2019 sono stati registrati 41 casi (3,6% in meno rispetto allo stesso periodo del 2018).


La sezione relativa agli sfratti per il mancato pagamento dei mutui, nelle Isole sono stati praticati tra gennaio e marzo di quest’anno per un totale di 298 casi, il 5,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2018, quando si sono verificati 283 casi.

Per provincia, sono stati 155 a Las Palmas (38,4% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, che erano 112) e 143 a Santa Cruz de Tenerife, il 16,4% in meno rispetto all’inverno precedente (171 casi).

A livello nazionale, il numero di sfratti effettuati nel corso del primo trimestre 2019 ha raggiunto le 15.559 unità, con una diminuzione complessiva del 2,2% rispetto allo stesso trimestre del 2018. Di questi, il 65,9% (10.224) deriva da procedure previste dalla legge sui contratti di locazione urbana (LAU), mentre il 27,9% (4.341) deriva da pignoramenti. I restanti 994 erano dovuti ad altre cause.

Il numero di sfratti legati a esecuzioni ipotecarie è nuovamente diminuito del 19,2 % rispetto all’anno precedente.

Di conseguenza, ci sono stati 15 trimestri consecutivi in cui si è registrato un calo degli sfratti ipotecari.

Prosegue il trend di crescita degli sfratti derivanti dalla Legge sul Leasing Urbano, in crescita del 5,2% rispetto al primo trimestre 2018.

Come nei trimestri precedenti, la Catalogna (con 3.557 che rappresentano il 22,9% del totale nazionale) è stata la Comunità Autonoma in cui sono stati effettuati più sfratti.

Seguono l’Andalusia (con 2.499), Valencia (con 2.119) e Madrid (con 1.730).

Per quanto riguarda gli sfratti derivanti da procedure derivate dalla LAU, al primo posto c’è di nuovo la Catalogna (con il 2.335, 22,8% del totale), seguita da Andalusia (1.422), Madrid (1.365) e Valencia (1.254). Per quanto riguarda i derivati di pignoramento, l’Andalusia (914) è in cima alla classifica, seguita da Catalogna (826), Valencia (787) e Murcia (417).

La relazione include anche il numero di sfratti richiesti ai servizi comuni, anche se il fatto che uno sfratto sia stato richiesto non significa che venga effettuato.

Con queste premesse, i dati disponibili mostrano che il numero di sfratti richiesti ai servizi comuni nel primo trimestre 2019 è stato pari a 19.913, cifra che riflette un incremento del 5,6% rispetto allo stesso trimestre 2018.

Di questi, 11.625 si sono conclusi in maniera positiva, con un incremento del 3,6% rispetto all’anno precedente.

Il numero di pignoramenti avviati è stato il più basso dal quarto trimestre del 2006. Nei primi tre mesi dell’anno sono stati registrati 5.092 pignoramenti, il 26,2% in meno rispetto a quelli iniziati un anno fa.

La Comunità Autonoma con il maggior numero di pignoramenti è stata la Catalogna con 1.092, che rappresenta il 21,4% del totale nazionale, seguita dall’Andalusia con 1.065, Valencia con 706, Madrid con 415 e Murcia con 291.

Il numero di pignoramenti avviati è stato il più basso dal quarto trimestre del 2006. Nei primi tre mesi dell’anno sono stati registrati 5.092 pignoramenti, il 26,2% in meno rispetto a quelli iniziati un anno fa.

Il numero totale delle offerte presentate nel primo trimestre 2019 – sia quelle registrate presso i Tribunali di commercio che quelle dei singoli individui presso i Tribunali di primo grado e di primo grado e di prima istanza e istruzione – è stato pari a 2.796, con un incremento del 29,3% rispetto al primo trimestre 2018. Di questo totale, 1.113 (pari al 39,8 per cento) corrispondono a non imprenditori.

Nel primo trimestre dell’anno, i tribunali commerciali hanno registrato 1.683 gare d’appalto, il 17,7% in più rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno.

La Catalogna è stata la Comunità in cui sono state presentate più offerte negli enti commerciali: in totale, 520, che rappresentano il 30,9% del totale e quasi il doppio della comunità che si colloca al secondo posto, che è Madrid, con 265.

È seguita dalla Comunità Valenciana, con 254, e l’Andalusia, con 169.

Per quanto riguarda le offerte presentate dai singoli individui in primo grado, hanno raggiunto un totale di 1.113, con un incremento del 52% rispetto al primo trimestre 2018.

La Catalogna è stata la Comunità Autonoma con il maggior numero di gare d’appalto presentate, per un totale di 367, che rappresenta il 33% del totale nazionale.

Seguirono la Comunità Valenciana, con 171, Madrid, con 163, e l’Andalusia, con 137.

Concorsi dichiarati

Nel primo trimestre del 2019 sono state dichiarate nei Tribunali Mercantili 1.004 gare d’appalto, con un incremento del 22,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

A questa cifra si aggiungono le 408 offerte dichiarate e concluse ai sensi dell’articolo 176 bis 4 della legge sull’insolvenza.

Nello stesso periodo 120 procedure di insolvenza hanno raggiunto la fase di accordo, mentre 678 hanno avviato la fase di liquidazione, il 4,4% in meno rispetto al primo trimestre 2018.

I dati relativi ai fascicoli di cui all’articolo 64 della legge sull’insolvenza, relativi alla modifica sostanziale delle condizioni di lavoro collettivo (ERE), mostrano una diminuzione del 31,3%, in quanto nei primi tre mesi dell’anno sono stati depositati 121 fascicoli, rispetto ai 176 dello stesso periodo di del 2018

Per la prima volta, nella relazione sono incluse gare consecutive.

Regolamentati dalla legge 14/2013, del 27 settembre sul sostegno agli imprenditori si tratta di fallimenti che possono colpire persone fisiche (imprenditrici o meno) e alcune persone giuridiche (quando le loro attività e passività sono inferiori a 5 milioni di euro e i creditori sono meno di 50) che hanno tentato una transazione extragiudiziale dei pagamenti e non l’hanno raggiunta o, se approvata, il debitore non vi si è conformato.

I tribunali commerciali hanno ammesso 27 offerte consecutive nel primo trimestre del 2019, rispetto alle 31 dello stesso trimestre dell’anno precedente.

Sono state dichiarate 265 offerte consecutive (123 nel primo trimestre del 2018), di cui 199 nella Comunità Autonoma di Catalogna.

Il numero di cause per licenziamento è salito nel primo trimestre del 2019 a 29.511, la cifra più alta dallo stesso periodo del 2014.

Rispetto al primo trimestre del 2018, le richieste di licenziamento hanno registrato un aumento del 7%.

Madrid (con il 5.869, 19,9% del totale nazionale) e la Catalogna (con 5.625 casi, il 19,1%) sono state le comunità in cui sono state presentate altre rivendicazioni di questo tipo.

Seguono l’Andalusia (con 4.422 sinistri, il 15% del totale nazionale) e Valencia (con 2.903, 9,8%).

Il numero di domande per somme presentate presso i Tribunali Sociali è stato pari al 34.203, superiore del 9% rispetto a quelle presentate nel primo trimestre 2018.

Di questi, 7.062 sono stati depositati a Madrid, che rappresentano il 20,6% del totale; 5.732 in Andalusia e 4.013 in Catalogna.

I procedimenti di ingiunzione di pagamento depositati nel corso del primo trimestre 2019 presso il Tribunale di primo grado sono stati 194.715, con un incremento del 28,1% rispetto all’anno precedente.

Anche se l’uso maggiore di questo tipo di procedura si è verificato in Andalusia (40.679), seguita da Madrid (30.235) e Catalogna (28.656), sono stati osservati aumenti in tutte le corti superiori della giustizia.

Per quanto riguarda l’ingiunzione di pagamento europea, un significativo aumento era già stato osservato nel corso del 2018: dalle 655 presentate nel 2017 alle 5.884 presentate nel 2018. Nel primo trimestre 2019 ne sono già stati depositati 2.852, di cui 793 a Madrid e 603 in Catalogna.

Questo tipo di procedura serve a riscuotere debiti monetari liquidi, determinati, scaduti ed esigibili, e comprende gli importi dovuti per le spese comuni delle associazioni dei proprietari di immobili urbani.

La legge 5/2018 in relazione all’occupazione illegale degli alloggi ha modificato l’articolo 250 della legge sui procedimenti civili.

Dal terzo trimestre del 2018 sono disponibili informazioni statistiche sui processi verbali di possesso per occupazione illegale di abitazioni per i casi in cui i proprietari sono persone fisiche, enti senza scopo di lucro o enti pubblici che possiedono alloggi sociali.

Nel primo trimestre del 2019 sono stati presentati 901 reclami, di cui 647 sono stati risolti.

Il maggior numero (265, pari al 29,4% del totale nazionale) si trova in Catalogna.

Seguono Andalusia (134), Valencia (122) e Madrid (100).