I lavoratori part time alle Canarie sarebbero 127.300, vale a dire il 6% in più rispetto al 2018 e, dal 2008, questo indice ha continuato a crescere fino a raggiungere il suo picco nel 2017, con un +17% e solo 2,6 punti percentuali in meno rispetto al tasso europeo.

I lavoratori canari, che rappresentano il 4% del totale nazionale, attualmente si attestano al 13,9%, al di sotto della media nazionale che è del 14,8% ovvero pari a 2,9 milioni di lavoratori dipendenti.

Il tasso di occupazione part time è generalmente un indicatore positivo del dinamismo del mercato del lavoro; ad esempio nel caso dell’Europa, i paesi con i più alti tassi di lavoro a tempo parziale sono quelli con i tassi di disoccupazione più bassi.

In questo modo le assunzioni a tempo parziale possono rappresentare un’opportunità per creare nuovi posti di lavoro e ridurre la disoccupazione, ha affermato Luis Pérez, direttore delle relazioni istituzionali di Randstad.

In particolare tutti i paesi europei con i più alti tassi di dipendenti part time (oltre il 25%) hanno di contro tassi di disoccupazione inferiori al 6%, come i Paesi Bassi, il paese europeo con la più alta percentuale di dipendenti part time (49,8%) e il tasso di disoccupazione più basso (4,9%).

Anche Austria, Germania e Danimarca mostrano percentuali similari, mentre Croazia, Portogallo, Grecia e Spagna sono quelli che, con i più bassi tassi di occupazione part time, hanno percentuali di disoccupati superiori al 9%.


A non seguire questa logica sono Polonia e Repubblica Ceca, gli unici due paesi che hanno sia disoccupazione che lavoratori part time con percentuali al di sotto del 7%.

Randstad rileva nel suo rapporto che più è giovane il lavoratore e maggiore è il tasso di occupazione part time, pertanto il 37,4% dei lavoratori di età inferiore ai 25 anni ha un impiego a orario ridotto, seguito dal 15% di lavoratori tra i 25 e i 45 anni e dal 12% di quelli oltre i 45.

Per comunità autonome, Estremadura è la regione che mostra il tasso più elevato di impieghi part time, con il 16,5%, seguito dai Paesi Baschi, Navarra, Andalusia e Aragona, Castilla y León, Valencia Asturie, Cantabria, Murcia e La Rioja.

I tassi più bassi sono in Catalogna, Castilla La Mancha, Canarie e Galizia, Baleari e Madrid.

In termini assoluti la Catalogna, con 495.400 lavoratori part time, Andalusia, con 492.100 e Madrid con 395.100, sono le regioni con il maggior numero di lavoratori in questa modalità, mentre di contro, con il minor numero di professionisti part time, si situano La Rioja, Cantabria e Navarra.

Redazione