Il progetto di un’oasi senza precedenti nel sud di Tenerife

Il nuovo polmone verde di Adeje coprirà un’area di 32mila metri quadrati e, oltre alla vegetazione, avrà un centro di formazione e impiego, un mercato di prodotti dell’agricoltura e una zona riservata al campeggio per i bambini.

Il progetto di un’oasi senza precedenti nel sud di Tenerife testimonia il grande impegno ambientale di Adeje che cerca di contribuire a generare ossigeno per tutta la popolazione del territorio.

José Miguel Rodríguez Fraga, Alcalde dell’Ayuntamiento di Adeje, ha annunciato che è stato approntato il progetto ecologico del polmone verde che sorgerà nella zona di Las Nieves-Las Torres, per complessivi 32mila metri quadrati dei quali 27.700 di aree boschive e 4.600 di strutture e offerte per il tempo libero.

Questa oasi, chiamata bosque productivo, germoglierà in un parco urbano già esistente che verrà ampliato con laghi, zone umide, piante semi-acquatiche, erbe, fiori decorativi, palme, bambù, ortaggi, alberi da frutta, piante tropicali e semi-tropicali.


Vi saranno poi spazi dove la natura entrerà in aula e quindi centri di formazione e di diffusione della cultura ambientale, punti vendita dei prodotti dell’orto, aree d’accoglienza turisti per visite guidate, un centro per l’impiego e di attenzione per persone con disabilità, bar, caffetteria e ristorante.

Nell’area degli attuali edifici comunali, pari a 4.600 metri quadrati, sorgerà il centro di interpretazione della biodiversità locale, il mercato agricolo, una sala congressi e sale di formazione e spazi multifunzionali per uso pubblico.

Il polmone verde di Adeje sarà ovviamente energicamente autosufficiente, produrrà frutta, verdura, ortaggi, tuberi, piante medicali, legna da ardere e foraggi: sarà, in breve, una vasta area ecologica produttiva.

L’intento dell’Ayuntamiento è quello di creare una fondazione che sia generatrice di tutte le risorse necessarie per la gestione efficace del parco e di tutti i suoi elementi e che accolga tutte le persone con disabilità, affinché possano essere inserite nel mondo del lavoro.

L’oasi sarà il punto di riferimento più visibile dell’impegno dell’Ayuntamiento di rafforzare l’economia circolare, migliorando l’efficienza dei servizi pubblici e perseguendo la cultura anti spreco, sensibilizzando tutta la comunità per aumentare il livello del riciclaggio con contributi economici per ogni cartone o imballaggio recuperati.

Ma non finisce qui, visto che l’Ayuntamiento di Adeje ha già preso contatti con i principali esperti locali e nazionali in materia di biodiversità, foreste produttive e il trattamento del carbonio, per triplicare il numero di alberi piantati nel comune e creare una cintura verde intorno all’area urbana, integrata con infrastrutture di interesse pubblico che serviranno a recuperare e rigenerare le terre abbandonate.

L’idea dell’oasi è nata da uno studio dell’Universidad de Verano di Adeje, in collaborazione con le università di La Laguna e Siviglia, con il sostegno della Asociación Domitila Hernández dedicata alla promozione delle pari opportunità.

Gli esperti concordano che tra i benefici di un progetto di questo tipo, vi sono la riduzione dell’effetto serra, dell’erosione del suolo e il miglioramento delle falde acquifere sotterranee, tutti elementi che contribuiranno a frenare il deterioramento dell’intero pianeta.

L’oasi, per le sue caratteristiche, sarà uno spazio che imiterà perfettamente una tipica foresta naturale combinando però quante più specie diverse possibili; la maggior parte del terreno non sarà arato o coltivato tradizionalmente, bensì la fertilità sarà garantita in maniera naturale dalle stesse piante.

Si stima che un ettaro di foresta assorba circa 18 tonnellate di CO2, produca 12 tonnellate di ossigeno e contribuisca con altre 13 tonnellate di materia organica, oltre a costituire una barriera naturale per vento, pioggia e rumore.

Magda Altman