È largamente diffusa la convinzione che donazioni di denaro di modesta entità non siano sottoposte al regime di tassazione delle donazioni; altresì diffusa è la convinzione che il concetto di “modesta entità” coincida con il limite oltre il quale le banche sono obbligate a segnalare ad Hacienda prelievi e depositi di contanti in c/c (tra 2.500 e 3.000 euro).

Niente di più lontano dalla realtà.

Il limite imposto agli istituti di credito ha come unico scopo prevenire il riciclaggio di denaro e impedire la libera circolazione di capitali non dichiarati (Ley 10/2010 e Ley 7/2012).

Per quanto riguarda le donazioni, invece, deve essere dichiarato qualsiasi importo di denaro o bene lasciato ad un’altra persona a titolo gratuito, a prescindere dal suo valore.

Questo significa che se un padre regala a suo figlio 200 euro come regalo di compleanno dovrà pagare un’imposta di donazione?

Da un punto di vista strettamente legale, sì.


Tuttavia il deposito di piccoli importi o lo scambio di piccoli bonifici (soprattutto tra parenti, come genitori che aiutano i figli o viceversa), è una prassi talmente estesa che Hacienda non è solita intervenire.

Poiché l’applicazione della normativa alla lettera o, in alternativa, del buon senso resta a discrezione della Pubblica Amministrazione, è bene fare un paio di considerazioni per evitare di trovarsi nei guai anche solo per pochi spiccioli.

Se davvero si tratta di piccolissimi importi (come per esempio i 200 euro di regalo ricevuti per il compleanno) molti, semplicemente, evitano di effettuare bonifici bancari o di depositare i contanti sul c/c.

Se invece l’importo è più considerevole (anche solo di alcune migliaia di euro) è senz’altro conveniente rispettare la legge.

Infatti, da una parte, le multe per non aver assolto ai doveri impositivi sulle donazioni possono essere molto salate e, dall’altra, le Canarie sono una delle regioni più convenienti per ricevere una donazione (o un’eredità), soprattutto se effettuate tra familiari: per fare un esempio con grandi importi, un residente di 30 anni che riceve una donazione di 800.000 euro in contanti da suo padre senza una destinazione specifica e senza alcun grado di disabilità, pagherà solo 200 euro di imposte (in questo caso si applicherà una bonificazione dell’imposta di oltre il 99%).

Ne consegue che piccoli importi richiederanno un pagamento davvero irrisorio.

Va inoltre specificato che chi riceve la donazione (donatario) non è l’unico soggetto obbligato fiscalmente.

Infatti, mentre il donatario pagherà l’imposta prevista per la donazione (e, in caso di beni immobili, l’imposta sulla cosiddetta plusvalia municipal), il donante dovrà, in base alla natura della donazione, pagare nella dichiarazione dei redditi corrispondente all’anno dell’avvenuta donazione le eventuali plusvalenze conseguenti alla trasmissione patrimoniale.

Mi spiego meglio: se l’oggetto della donazione è denaro contante, che di per sé non genera plusvalore, il donante non dovrà effettuare alcuna dichiarazione; se si tratta di immobili o di altri beni, il cui valore abbia avuto un incremento dal momento dell’acquisito da parte del donante al momento della donazione, il donante dovrà pagare le imposte corrispondenti al suddetto incremento di valore.

Ad esempio, se il bene donato è un appartamento o la  quota di un fondo, che sono stati a suo tempo acquistati per 100.000 euro ma il valore al momento della donazione è cresciuto a 150.000, il donante si vedrà tassata la differenza di 50mila euro (se invece la risorsa donata è stata svalutata, questa diminuzione non conterà come una perdita patrimoniale) esattamente come in una compravendita.

A prescindere dalle generali informazioni di cui sopra e dalle innumerevoli altre che si possono reperire in rete,  qualora si decida di effettuare una donazione è sempre consigliabile rivolgersi previamente ad un professionista del settore.

Ogni situazione patrimoniale e familiare può presentare peculiarità che solo un professionista è in grado di valutare correttamente.

Avvocato Elena Oldani