L’isola ha uno dei più alti indici di veicoli per abitante e per km quadrato di tutta Europa

Se c’è un problema che attualmente preoccupa sempre di più il Cabildo di Tenerife, questo è quello della mobilità, che sull’isola, con 3 aree metropolitane come Santa Cruz, il Sud e il Nord, un parco autovetture in crescita costante e una rete obsoleta di infrastrutture stradali, incide sulla vita di decine di migliaia di persone ogni giorno.

Ingorghi chilometrici fin dalle prime luci dell’alba, inquinamento e un elevato tasso di incidenti sono le macro questioni di cui deve occuparsi Miguel Becerra, direttore della Mobilità del Cabildo dell’isola e indicato come colui che dovrà sviluppare le migliori soluzioni per un problema che appare tutt’altro che facile.

Tenerife, ammette Becerra non senza rammarico, ha uno dei più elevati indici di veicoli per abitante e per km quadrato di tutta l’Europa, una situazione drammatica dovuta, a suo modo di vedere, alla dispersione dell’isola.

I tre grandi centri urbani che superano di gran lunga i 200.000 abitanti, tendono a espandersi verso l’interno, generando una maggior dispersione delle persone che, per cultura, utilizzano automezzi privati anziché affidarsi a quelli pubblici (laddove esistono).

Questo fa sì che a Tenerife vi siano attualmente 800.000 veicoli e 1 milione di abitanti in 2.000 km quadrati di territorio, dei quali la metà spazi naturali e privi di costruzioni.


Interrogato sul futuro della mobilità dell’isola e sulle misure che il Cabildo intende adottare per alleviare la saturazione del traffico, Becerra afferma che esiste già un accordo circa i principali lavori di miglioria delle maggiori arterie: il passaggio da 4 a 6 corsie sia per la TF-1, tra San Isidro e Las Américas, che per la TF-5, tra La Laguna e Valle de La Orotava, incorporando anche le corsie prioritarie per autobus e veicoli di grandi dimensioni, e la chiusura dell’anello insulare nel suo tratto tra El Tanque e Santiago del Teide.

Queste azioni hanno un budget stimato pari a oltre 800 milioni di euro ma, precisa Becerra, la vera grande sfida politica sarà quella di convincere la popolazione che gli interventi nominati non risolveranno al cento per cento i disagi legati alla mobilità, visto che esiste un problema di base: il modo in cui il cittadino medio si muove.

Potenziando le linee di autobus e sensibilizzando coloro che normalmente utilizzano l’auto a muoversi con i mezzi pubblici, farebbe raggiungere quel 100% di risoluzione delle problematiche legate alla mobilità.

Convincere chi si sposta regolarmente in auto a vedere la guagua come una valida alternativa, sarà l’obiettivo più difficile da raggiungere, non tanto relativamente alla realizzazione di infrastrutture efficaci, ma piuttosto circa il cambiare un modo radicato di muoversi.

Si tratta in breve non tanto di migliorare il servizio ai clienti già esistenti, ma di attirarne di nuovi, adattando l’offerta in base alla tipologia degli spostamenti, che generalmente sono quelli da nord a sud.

Per fare questo sono stati osservati i movimenti delle persone attraverso le tracce dei cellulari, arrivando quindi alla conclusione che occorre realizzare corsie solo per i mezzi pubblici con passaggi ogni 15 minuti attraverso la trafficata TF-5 e collegando tutti i punti cruciali lungo il percorso.

Cambiare una cultura non è un gioco da ragazzi e il fallimento del progetto pilota che consente di lasciare in un parcheggio nella Valle di La Orotava la propria auto per utilizzare un mezzo pubblico ne è l’esempio.

Becerra non si spiega il motivo di questa debacle, se non nell’attaccamento forse addirittura morboso di ogni cittadino alla propria auto; la guagua consentirebbe oltretutto di potersi dedicare ad attività impossibili mentre si è alla guida, quali dormire, leggere, chattare su whatsapp o guardarsi un film su tablet.

Eppure la cosa non funziona.

Becerra ammette che a Tenerife, rispetto a Gran Canaria, si stia pagando inoltre lo scotto dei ritardi nell’ideazione e realizzazione dei progetti, benché, a discolpa, vi sia stata la reale mancanza di sufficienti fondi per investire in infrastrutture stradali.

Il progetto del doppio collegamento Las Chafiras-Oroteanda è stato redatto anni prima dell’inizio dei lavori e quello invece della chiusura dell’anello insulare, il più costoso in assoluto attualmente in Spagna, con un budget di oltre 300 milioni di euro, è ancora nella fase di licitazione della gara, benché se ne ipotizzi la realizzazione, salvo ulteriori stop burocratici, agli inizi dell’estate 2019.

Superata la crisi economica, i problemi di mobilità sono aumentati, osserva Becerra, a ritmi insostenibili: se l’economia cresce del 2%, gli spostamenti aumentano del 6%, più lavoro infatti si traduce in più distribuzione di merci, più acquisti, più attività nel tempo libero, etc.

Quando circolano i soldi, e l’economia quindi va bene, le persone si muovono di più e lo fanno in auto.

E come ogni cosa, anche questa ha il rovescio della medaglia: il boom del turismo soprattutto al sud, si è tradotto in maggiore domanda di energia e quindi in aumento dell’inquinamento.

Fortunatamente il concetto del circolo virtuoso alle Canarie è piuttosto sentito e la centrale termoelettrica di Granadilla, nonché i parchi eolici e fotovoltaici in espansione, sono il primo e fondamentale passo per far diventare l’Arcipelago autosufficiente e sostenibile.

Tenerife nello specifico è oggi un’isola fortemente proiettata nel futuro, sottolinea Becerra, con un hub tecnologico come ITER, un porto che diventerà molto importante per il traffico merci e un’agricoltura che sta tentando di mettersi al passo con l’industria 4.0 grazie a nuovi impianti di desalinizzazione e depuratori acque.

Insomma, a questo frenetico e variopinto quadro manca solo una mobilità efficace e sostenibile, oltre, ricorda Becerra, a un piano edilizio che miri alla salvaguardia del territorio (più edifici verticali e maggiori aree lasciate al verde).

E il famigerato Tren del Sur?

Becerra è convinto che, a lungo andare, la realizzazione di questo discusso progetto diventerà inevitabile; Tenerife del resto si sta trasformando in una grande area metropolitana e in ogni area metropolitana di questa estensioni, gli spostamenti di 40 km sono generalmente effettuati su rotaia, un modo che non solo funziona al meglio ma che risulta il più sostenibile, visto che utilizzerebbe energia elettrica e parte della linea sarebbe interrata.

Un progetto, quello del Tren del Sur, che ha ormai raggiunto un budget di oltre 2.000 milioni di euro, una cifra che potrebbe effettivamente spaventare, ma che se paragonata a quella che lo Stato spende per collegare Santiago de Compostela con La Coruña, o Murcia con Valencia, si ridimensiona notevolmente.

Non privo di polemiche anche il rapporto del Cabildo con AENA circa l’ampliamento del terminal dell’Aeroporto del Sur; il Cabildo, nella fattispecie, ha formalmente chiesto l’interruzione dei lavori e la correzione di un progetto che, a suo dire, mostra grandi limiti tecnici e non possiede i 3 elementi che si ripetono in ogni grande aeroporto del mondo, vale a dire una sala comune molto capiente, tanta luce e altrettanto verde.

Il Cabildo avrebbe già inviato un documento tecnico con tutte le osservazioni del caso e il team degli addetti ai lavori è già all’opera per dimostrare che quanto proposto non è un capriccio politico, ma un reale interessamento affinché la nuova struttura sia consona ai più moderni dettami in fatto di aeroporti.

Ilaria Vitali