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    200 posti letto occupati da anziani già dimessi paralizzano l’ospedale della Candelaria

    La metà dei posti letto è occupata da malati cronici che sono stati dimessi, ma non vengono portati a casa dalle famiglie né trasferiti in centri sociosanitari pubblici che non esistono.

    L’ospedale ha dovuto riprogrammare gli interventi non urgenti.

    Intersindical Canaria (IC) ha denunciato pochi giorni fa un nuovo collasso dei servizi di Urgenza dell’ospedale Nostra Signora di Candelaria, causato dalla mancanza di posti nei centri sociosanitari e dai pazienti di geriatria affetti da malattie croniche che sono stati dimessi, ma rimangono lì.

    La situazione è arrivata a saturazione già da una settimana e si è arrivati al punto di dover rimandare gli interventi programmati in mancanza di posti letto in cui trasportare il paziente per il periodo post-operatorio.

    Patricia Hernandez, delegata del personale all’Area Sanità di Tenerife per Intersindical Canaria, ha definito la situazione critica, un vero e proprio collasso nei servizi che colpisce i pazienti in ingresso i quali non possono essere curati perché non c’è più posto per ricoverarli.

    L’epidemia di influenza sta mettendo a dura prova tutto il personale e a questo si aggiunge la presenza di pazienti geriatrici con malattie croniche che occupano posti letto, e per i quali non è prevista una sistemazione in centri sociosanitari pubblici.

    Secondo il sindacato ci sono circa 200 posti letto bloccati nell’ospedale della Candelaria, di cui un centinaio sono occupati da pazienti già dimessi.


    Per fare fronte alla gravità della situazione la Direzione dell’ospedale si è vista obbligata a improvvisare nuove corsie per spostare i pazienti e liberare i corridoi dell’area di Urgenza.

    Il sindacato ha verificato che la sala annessa al reparto di Urgenza, situata al secondo piano della torre nord e che normalmente è utilizzata per sistemare i pazienti nei momenti di grande affluenza, era stracolma.

    La situazione che si vive all’ospedale della Candelaria è tanto penosa che anche la sala d’attesa del servizio di Radiologia è stata sistemata per accogliere fino a sette pazienti, separati da un semplice paravento.

    Intersindacal ha anche potuto constatare che sono stati accolti pazienti in attesa di un posto letto e subito ricollocati. Da due mesi, infatti, le vecchie sale di Chirurgia, ubicate ai piani bassi di Traumatologia, vengono utilizzate come annessi del reparto di Urgenza.

    In particolare, le sale di Neurochirurgia e  di Maxillofacciale attualmente in disuso e senza ristrutturazione adeguata, vengono impiegate per collocare fino a 20 pazienti.

    Intersindical Canaria ha lanciato un appello affinché si metta mano alla creazione di centri sociosanitari pubblici attraverso i quali offrire un servizio di qualità ai malati geriatrici cronici, visto che la situazione è insostenibile e continua a peggiorare.

    Un tema su cui manca sensibilità e attenzione dal momento che il centro di Ifara è in chiusura a discapito di più di 170 anziani.

    L’allarmante realtà impedisce al personale sanitario di offrire un servizio di qualità alla cittadinanza che soffre sempre più per la mancanza di risorse. Può succedere che ci sia una situazione occasionale di emergenza, ma, secondo Patricia Hernandez, non deve diventare abituale uno scenario indegno e umiliante come quello che si vive all’ospedale della Candelaria.

    Il Dipartimento al Lavoro, Politiche Sociali e Casa del Governo delle Canarie ha comunicato che a Tenerife e Gran Canaria ci sono circa 300 persone nelle liste di attesa per un posto letto, pertanto è stato siglato un Piano delle Infrastrutture supportato da un fondo di 260 milioni di euro, che prevede 5 mila posti in tutte le isole tra residenze per anziani e centri diurni.

    Il leader regionale del PP, Asier Antona, la settimana scorsa ha denunciato il fatto che le Canarie dispongono di soli 3.700 posti per 310 mila anziani e che questi vengano ammassati nei corridoi di urgenza dell’ospedale, senza aiuto a domicilio o teleassistenza.

    La direzione dell’ospedale della Candelaria ha fatto sapere che non sono stati sospesi gli interventi, ma che quelli meno gravi sono stati riprogrammati.

    L’ospedale, inoltre, non ha mai smesso di lavorare sulle urgenze e sui casi vitali, garantendo sempre l’assistenza sanitaria e dando priorità alle necessità del momento.

    La Direzione ha riconosciuto di essere di fronte a un periodo di grande pressione per il reparto di Urgenza che riceve sempre maggiori richieste di assistenza da parte della popolazione.

    Quando si creano picchi di urgenze, viene attivato il Piano di Contingenza dell’ospedale, che prevede la mobilitazione di tutte le risorse disponibili e anche, come in questo caso, l’abilitazione di nuove aree per dare la migliore risposta possibile all’utente.

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