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ATTENZIONE AGLI SPECCHIETTI PER LE ALLODOLE: Sai leggere le etichette degli alimenti che acquisti?

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Di certo l’industria agro alimentare non ha come obiettivo primario la nostra salute, bensì fare più profitti possibili. La ricerca dell’industria agro alimentare ha due direzioni ben precise: Usare mix di sostanze per condizionare il più possibile il nostro “gusto” e creare frasi ed immagini accattivanti per indurci a consumare i prodotti.
Se vi interessa informarvi su come l’industria alimentare ci ha condizionato e ci condiziona, leggetevi questo ottimo libro scritto da Michael Moss, “Salt Sugar and Fat” esiste anche in italiano “Grassi Dolci e Salati”.
Nel tempo i governi hanno obbligato le aziende a porre le etichette sugli alimenti specificando gli ingredienti e le proprietà nutrizionali. Non è difficile scoprire che mentre la parte del nome commerciale del prodotto con le parole chiave commerciali è scritta a caratteri cubitali, gli ingredienti sono riportati con scritte spesso poco leggibili, sia per il contrasto con il fondo che per il carattere (font) molto piccolo.

 

L’obiettivo sembra quello di scoraggiare le persone a leggere ed informarsi.
Iniziamo dalla lettura degli ingredienti.
Gli ingredienti DEVONO essere inseriti in ordine per quantità di contenuto decrescente. Quindi il primo ingrediente riportato sarà quello maggiormente contenuto nell’alimento. Alcune volte accanto alla descrizione dell’alimento possiamo trovare tra () la quantità.
Prendiamo in considerazione 2 regole base:
1° regola: I primi 3 ingredienti permettono di capire la qualità salutare dell’alimento che stai per acquistare.
2° regola: Più numerosi sono gli ingredienti, maggiormente l’alimento è industrializzato, quindi più è industrializzato meno salutare è.

Proviamo a prendere in considerazione a titolo di esempio, un alimento molto conosciuto in tutto il mondo: la Nutella.
Sull’etichetta degli ingredienti si legge in ordine progressivo: Zucchero, Olio Vegetale (olio di palma), Nocciole (13%), cacao magro (7,7%), latte scremato in polvere (6,6%) e poi via via altri ingredienti minori. I primi due ingredienti sono quindi lo zucchero ed i grassi. Recentemente, dopo la campagna contro l’olio di palma, molte industrie si limitano a scrivere solo olii vegetali. Ora per capire bene la relazione di questi ingredienti dobbiamo confrontarli con la tabella dei dati nutrizionali riportati.
La tabella dei dati nutrizionali ha una struttura standard, così detta di minima informazione


Nella tabella vengono riportati i dati della porzione di 15gr. l’industria in effetti gioca con queste cose per proteggersi legalmente, sapendo che le persone essendo condizionate dal mix zuccheri, grassi e sale sono portate a mangiarne ben di più che 15gr per volta. È la stessa storia di mettere le immagini “scena” sui pacchetti di sigarette. Purtroppo, i condizionamenti non conoscono ostacoli.

Devono essere riportati i 3 alimenti fondamentali che sono, Grassi (Lipidi), Zuccheri (In termini generici Carboidrati) e Proteine, oltre al sale e spesso anche le fibre.
I grassi poi vengono suddivisi tra grassi totali e grassi saturi.
Mentre i carboidrati vengono suddivisi in zuccheri, che sarebbero gli zuccheri più semplici.
Questo modo di rappresentare le tre principali categorie di alimenti lascia spazio a rappresentazioni non corrette per i consumatori. Nella suddivisione dei grassi, per esempio, non vengono specificati eventuali grassi idrogenati e altre forme di grassi modificati industrialmente.
Ci sono tabelle nutrizionali anche molto più complete di questa ma sono a discrezione del singolo produttore.

Ora dobbiamo confrontare la lista degli ingredienti con la tabella nutrizionale. Questa tabella nutrizionale viene rappresentata per quantità riferita a 100 gr di prodotto. Di conseguenza la somma dei componenti riportati nelle varie categorie dovrebbe fare 100. Se non fa 100 il resto deve essere inteso come acqua o altre sostanze non specificate.
Se facciamo la somma delle sostanze, incluso il sale, nella colonna dei 100 gr. otteniamo 95,3 gr. Questo vuol dire che il mancante 4,7% per ottenere 100%, dovrebbe essere rappresentato da acqua o sostanze in quantità trascurabile per legge.





Negli ingredienti abbiamo: zucchero, grassi, nocciole 13% quindi 13 grammi, cacao in polvere 7,4% e latte scremato 6,6%. Ora dobbiamo considerare che cacao, nocciole e latte in polvere, contengono a loro volta grassi, carboidrati e proteine. La quota è a carico di minerali e vitamine, o più comunemente detti oligo (pochi) alimenti sono quantitativamente, in proporzione al resto, trascurabile al fine dei nostri calcoli.
Senza perdere tempo, facendo proprio 2 conti alla mano, nella tabella nutrizionale viene riportato che i grassi totali sono 31,6 gr. di cui 10,9 gr. saturi. (i grassi saturi sono quelli che dovremmo assumere il meno possibile).

Perché il dato riportato sull’etichetta non è corretto?
Il grasso di palma contiene 87% di grasso saturo, quindi di quei 31,6 gr di grassi totali, anche togliendo 3 gr. di grassi derivanti dalle nocciole e cacao, rimangono pur sempre quasi 29 gr di grassi totali derivanti dal grasso di palma. L’87% di 29 gr ci dà 25,23 gr di grassi saturi e non 10,9 come riportato sull’etichetta.

Assunto che quello riportato sia corretto, vuol dire che di quei 31 gr. di grasso ci sono allora dei grassi idrogenati ricavati dal grasso di palma che non sono dichiarati?

Saper leggere nel dettaglio una tabella dei nutrienti, presuppone di conoscere molto bene gli alimenti e poter far riferimento a delle banche dati per reperire le informazioni corrette. Ecco perché l’industria alimentare si può permettere di giocare sulla nostra ignoranza di consumatori.
Per chi fosse interessato, la più grande banca dati disponibile è quella del governo USA (USDA United State Department Agricolture) https://ndb.nal.usda.gov/ndb/.
Concludo questo breve articolo lasciandovi dei consigli rapidi ma molto importanti per la vostra salute.
1) fate attenzione sempre ai primi 3 ingredienti nella lista:
quando il primo è zucchero o grasso in qualsiasi forma, lasciatelo sullo scaffale. Lo stesso vale quando abbiamo le farine tipo 00.
2) più lunga è la lista degli ingredienti, maggiore è stato il processo di industrializzazione del cibo, meglio evitare il più possibile cibi altamente processati.
3) Ricordate che ci sono bel oltre 50 nomi per chiamare diversamente lo zucchero, la maggior parte delle industrie alimentari non sono mai dal lato del consumatore per tutelare la sua salute.
4) Le farine 00 (pane bianco, pasta, ecc.. fatti con farine raffinate), il riso bianco raffinato sono privi di fibre, quindi a tutti gli effetti sono zuccheri raffinati con un indice glicemico molto elevato. Ricordatevi che anche lo zucchero di canna integrale vero, è sempre zucchero con un indice glicemico molto alto.
5) Nel leggere le etichette nutrizionali alla voce:
– CARBOIDRATI preferite sempre gli alimenti il cui rapporto CARBOIDRATI TOTALI / ZUCCHERI abbia il minor contenuto possibile di zuccheri.
– LIPIDI TOTALI O GRASSI TOTALI, preferire sempre quelli con il contenuto più basso possibile di grassi saturi.
– FIBRE, preferire alimenti ad alto contenuto di fibre
– SALE, preferite sempre alimenti a basso contenuto di sale
6) Limitare il più possibile i cibi che contengono zuccheri artificiali (edulcoranti) e glutammati (insaporitori).
7) Conservanti, coloranti, insaporitori sono spesso indicati con Exxx (xxx sta per un numero), lasciateli sullo scaffale.
Prendetevi il tempo di leggere le etichette quando fate la spesa, ne vale della vostra salute ed oltre ad aiutare voi stessi aiuterete gli altri ed il pianeta.
Sarà molto sorprendente scoprire che all’interno di questi supermercati i prodotti che veramente tutelano la nostra salute sono molto pochi, fatto eccezione il reparto verdura e frutta.
Al riguardo della frutta e verdura qualcuno potrebbe a ragione sollevare il problema, pesticidi, fertilizzanti e molto altro. Di questo faremo senz’altro chiarezza in un prossimo editoriale.

Dr. Ivan Dus, MD, PhD, DDS

Il Dr. Ivan Dus si è certificato in Nutrizione alla Cornell University USA con il Dr. Colin Campbell autore del libro “The China Study”.
Potete seguire le conferenze del Dr. Ivan Dus su YouTube digitando il nome Ivan Dus.

 





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