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    Aumenta la popolazione scolastica nel sud di Tenerife

    Così come tanti settori, anche quello delle strutture educative ha sofferto la crisi economica delle isole e ora che ci si ritrova in periodo di ripresa, è più che mai necessario fare il punto della situazione in materia scolastica, circa le esigenze rimaste in sospeso e quelle emerse recentemente, come l’aumento del numero di studenti soprattutto al sud di Tenerife.

    La direttrice delle infrastrutture educative, Ana Dorta, dopo un’accurata diagnosi dello stato dell’arte, ha confermato la necessità di costruire nuove scuole, per la precisione nove, che vanno dai centri per l’infanzia, alle scuole primarie e secondarie, fino ai centri integrati di formazione professionale, questi ultimi finanziati con fondi Feder e nati con l’obiettivo di promuovere la formazione con l’occupazione.

    La costruzione di nuove scuole, precisa la Dorta, in realtà rappresenta una soluzione parziale a quello che la crisi ha lasciato, soprattutto in un particolare momento in cui la popolazione scolastica delle aree meridionali di isole come Lanzarote, Fuerteventura e Tenerife, risulta in notevole crescita.

    Le isole del resto presentavano già gravi carenze e i piani predisposti appositamente, da oltre un decennio non venivano seguiti nella loro totalità.

    Ulteriore intervento sarà l’acquisizione dell’istituto IES di Las Chafiras, nel comune di San Miguel e centro di educazione speciale per la regione meridionale, e il recupero di quello di Padre Anchieta, chiuso per un grave problema strutturale.

    L’età media degli edifici scolastici delle Canarie è difficile da determinare poiché molto variabile a seconda di ogni singola isola; ad esempio le infrastrutture a Lanzarote e Fuerteventura sono più recenti rispetto a quelle di Tenerife o di Gran Canaria e nelle due isole capitali ci sono più centri, quasi 300 ciascuna.

    È evidente che gli interventi dovrebbero essere quindi personalizzati in ristrutturazione o ampliamento a seconda delle singole esigenze, precisa la Dorta che non manca di sottolineare la difficoltà di attribuire le varie competenze dei lavori; la manutenzione e la conservazione delle strutture scolastiche sarebbero di competenza dei comuni che devono mettere a budget gli interventi.


    Gli istituti, le scuole linguistiche o i conservatori sono invece sotto la responsabilità del Ministero.

    L’anno scorso le Canarie hanno ottenuto le autorizzazioni per recuperare parte del piano delle infrastrutture educative e l’impegno previsto per il 2018, pari a 42 milioni di euro, deve ancora tradursi in opere concrete.

    La Dorta auspica che con il nuovo governo statale si arrivi a spendere questa somma, mantenendo un dialogo costante con le istituzioni, ma i bilanci, che dovevano essere approvati a giugno, non sono ancora stati sottoscritti.

    «Prima si firmano gli accordi – ha obiettato la direttrice – poi si va in vacanza!».

    La grande preoccupazione della Dorta è che questo ritardo slitti al 2019 e, considerando l’aumento progressivo e costante della popolazione scolastica, le emergenze sono destinate a diffondersi.

    Le opere da intraprendere infatti sono diverse e variegate: dalla gestione corretta dei campi sportivi, alla costruzioni di nuovi centri e alla pulizia di quelli già esistenti, alla riabilitazione di infrastrutture con più di 50 anni di età, alla restaurazione degli impianti elettrici, fino alla realizzazione di nuove mense scolastiche.

    In merito a questa ultima esigenza, la direttrice precisa che il servizio mensa, benché complementare, rappresenta un’esigenza fondamentale per tutte quelle famiglie dove entrambi i genitori lavorano e devono conciliare impegni e famiglia.

    Insomma, tutto il piano in materia scolastica si è rivelato a tutt’oggi un fallimento e occorre porvi rimedio al più presto.

    Carlo Zappata

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