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    Rumore dai locali, necessaria un’applicazione univoca della normativa

    Il problema del rumore proveniente dai locali pubblici è stato preso in considerazione dal Gobierno de Canarias al fine di facilitare un’omogenea interpretazione della relativa normativa, includendone un’eventuale revisione.

    La notizia arriva dopo che le varie attività interessate hanno chiesto di poter distinguere, in sede di applicazione della vigente legge, tra zone residenziali e zone turistiche.

    In particolare gli imprenditori del CEST nel corso di una recente riunione con il vice consigliere del Turismo Cristóbal de la Rosa e il Antonio Llorens direttore generale di Transparencia Y Participación Ciudadana, avrebbero evidenziato, attraverso un comunicato ufficiale, la necessità di una migliore definizione della normativa in materia di rumore, al momento considerata troppo generica.

    Il CEST, rispondendo così al volere dei suoi membri, appoggia la richiesta di unificazione dei criteri nei comuni delle zone turistiche, sottolineando che uno standard unico per misurare il rumore e la certezza giuridica nella regolamentazione delle attività, porterebbero sostanzialmente a una maggiore chiarezza sul tema.

    Il settore privato riterrebbe che le norme che disciplinano il rumore nelle zone residenziali non possano essere uguali per le zone turistiche, benché entrambe facciano parte dello stesso comune.

    A complicare la questione, le autorizzazioni rilasciate per diffusione di musica nei locali, che, secondo gli imprenditori, non possono avere gli stessi criteri per tutti gli esercenti e tutte le situazioni, visto che uno spettacolo dal vivo ha un impatto in decibel differente da un sottofondo musicale che accompagna la serata in un ristorante.

    Il CEST precisa infine che la recente revisione della normativa sulle attività turistiche di ristorazione contiene doppiezze che complicano inutilmente il lavoro di operatori e professionisti.


    Cristobal de la Rosa, vice ministro del Turismo, concorda con la necessità che i titolari di bar e caffetterie possano realizzare mediante una unica procedura amministrativa, le azioni necessarie alla promozione delle proprie attività, seguendo altresì le disposizioni della direttiva europea Bolkestein, in modo tale che sia sufficiente un’autodichiarazione di responsabilità o una preventiva autorizzazione.

    Del resto il circuito auspicato prevede che i turisti escano dagli alberghi, mangino nei ristoranti e sfruttino i divertimenti offerti, ma ancora le norme di regolamento rimangono indietro, con ritardi nella concessione dei permessi e poca chiarezza.

    L’azione del Gobierno in questo senso dovrebbe concentrarsi sullo studio approfondito della normativa per trovare le debite soluzioni.

    (NdR controllare ACCURATAMENTE che il locale che si sta per acquistare possa ragionevolmente fare “rumore”, sia musica o semplicemente il chiacchiericcio dei clienti, è da considerarsi ESSENZIALE per evitare di restare scottati quando arriva la Policia e TE LO CHIUDE!!! Accertarsi non significa fidarsi di quello che ti dice quello che te lo vende/affitta…)

    di Daniele Dal Maso

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