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    Tenerife, non solo mare, anche rituali di streghe e antiche magie

    Questo mese l’arca del mistero torna a navigare nelle oscure acque della nostra cara isola per “scudrignare” un pezzo di cultura dimenticato e che oggi è la base distorta da cui prendono vita rituali e sette locali.

    Da quando l’uomo ha messo piede per la prima volta sulle isole, tutto l’arcipelago delle Canarie è sempre stata circondato da un alone di mistero intrinsecamente legato a riti e rituali magici di indole religiosa. In tutte le isole e in maniera uniforme sono apparse quasi contemporaneamente forme religiose molto simili, quale retaggio della cultura aborigena primogenita.

    Durante la conquista spagnola dell’arcipelago queste antiche credenze si sono mescolate e fuse con la nuova religione portata dai conquistatori, convertendosi in cerimonie che sono entrate a far parte del folclore popolare. Con il passare dei secoli le abitudini e le credenze ancestrali del popolo Guanche si sono trasformate al punto di diventare la base di partenza per la nascita di credenze relazionate con l’occultismo e la stregoneria.

    A Tenerife vi sono luoghi che per la difficoltà di essere raggiunti grazie alla struttura montagnosa dell’isola, hanno visto nascere piccole comunità isolate dalle influenze esterne e questo ha permesso loro di mantenere quasi inalterate le usanze e i miti passati.

    La zona di Anaga ricca di fauna e flora autoctona è stata considerata un’area sacra fin dall’epoca degli antichi Guanche, che utilizzavano le anomalie magnetiche delle rocce e i frutti della terra per creare rituali di cura e per festeggiare gli eventi astronomici più importanti.

    Il posto concreto dove si svolgevano questi culti è conosciuto oggi come il Bailadero di Anaga, situato tra la dorsale di San Andrés e Taganana, ed è stato utilizzato in epoche posteriori per la realizzazione di Sabba dalle streghe locali.

    Secondo i testi storici le streghe di Anaga, durante le notti fredde e prive di luna, adornate con lunghe e spesse vesti nere, ascendevano fino alla pianura superiore, addentrandosi nel fitto bosco della zona, da cui si poteva ascoltare il sussurrare di canti oscuri e pagani, accompagnati da cori di seguaci riuniti attorno al fuoco, che si concludevano con una processione maledetta, dove le streghe nude scendevano fino al mare per lavarsi annunciando la fine dei rituali oscuri.


    Secondo varie fonti però questi riti non prevedevano l’uccisione rituale di esseri umani o animali, limitandosi a riunioni a carattere prettamente sessuale e liberatorio tipico delle culture pagane legate al mondo naturale e non al mondo infernale e luciferino delle streghe europee. Solo come riferimento storico uno di questi rituali è il denominato Ballo del Gorgojo, dove i ballerini intorno al fuoco erano nudi, che si eseguiva in luoghi appartati dalla vista dei cattolicissimi spagnoli.

    In epoche più moderne però questi antichi riti hanno attirato l’interesse di persone provenienti da varie zone del mondo che, importando la propria cultura e religione, hanno fuso le proprie credenze con i luoghi sacri degli aborigeni canari creando così delle sottoculture a sfondo religioso satanico che ormai non hanno più una vera connessione con il passato e si convertono in rituali di santeria o altre credenze animiste.

    Già in un precedente articolo avevamo menzionato in questa zona la scoperta di resti di animali morti trovati dagli abitanti della zona e parlato della preoccupazione degli stessi, però in quell’occasione avevamo approfondito il caso concreto senza spiegare però l’origine di questi fenomeni.

    Con questo articolo vogliamo dare la possibilità al lettore di conoscere la vera storia di questi luoghi magici e se possibile capire che la stregoneria antica non era legata al diavolo ma al rispetto della natura e della vita e che gli attuali riti che vengono celebrati in quelle zone sono tipici del Sud America e non hanno una connessione con il passato della nostra cara isola.

    di Loris Scroffernecher

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