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    Residenti fuori dalle zone turistiche

    Di tutto il gran parlare degli affitti turistici in zone turistiche, poco si dice dei residenti, coloro che, nel corso di un anno, hanno dovuto affrontare aumenti inaccettabili delle quote mensili e soprattutto una penuria di alloggi disponibili.

    A tal proposito il Gobierno de Canarias intende cercare formule risolutive al problema, congiuntamente al Cabildo di Gran Canaria e all’Ayuntamiento di San Bartolomé de Tirajana, come annunciato recentemente dal ministro Pablo Rodríguez durante una riunione tenutasi a Gran Canaria.

    Nel caso specifico, il Gobierno intende incoraggiare i cittadini che risiedono nei complessi turistici a migrare progressivamente in altre zone, per non mettere in pericolo l’equilibrio di località dall’alto valore turistico.

    La richiesta, opinabile o meno, parte dal presupposto che le aree turistiche rappresentano un autentico gioiello per l’arcipelago e che quindi devono essere tutelate affinché rimangano tali.

    La risoluzione della questione, come afferma il vice presidente della comunità autonoma Pedro Rodríguez, deve affrontare sia la salvaguardia del diritto dei proprietari degli appartamenti che quello di interesse generale, in modo da trovare soluzioni alternative interessanti affinché si possano trasferire i residenti di zone prettamente turistiche in altre a caratteristica totalmente residenziale.

    Una sfida complessa ma che riguarda un problema che si trascina da troppo tempo e che, allo stato attuale, risulta aggravato da tensioni tra le parti.

    Il Plan General di San Bartolomé de Tirajana, promosso dal Gobierno de Canarias, ha già ricevuto 14.000 reclami e la Plataforma de Afectados por la Ley Turistica, un’associazione di vittime della legge sul turismo, minaccia di rivolgersi direttamente alla Corte di Strasburgo.


    L’approvazione del Plan General nello scorso mese di agosto ha acceso gli animi, soprattutto dei proprietari di appartamenti e bungalow che hanno visto nella legislazione un tentativo di limitare i loro diritti sulle proprietà di pertinenza.

    Ed è proprio in questo scenario di confusione e tensione che è nata la Plataforma de Afectados por la Ley Turistica, una realtà no profit che riunisce più di 500 persone decise ad abbattere il Plan General e le norme turistiche che lo sostengono.

    Norme turistiche che, come affermano i portavoce della Plataforma, hanno condannato all’ostracismo i proprietari, stabilendo un regolamento che colpisce i diritti alla proprietà nel zone turistiche di più di settantamila famiglie, lasciate nell’indifferenza.

    Migliaia di proprietari non potranno usufruire dei propri immobili su suolo turistico come residenza, seconda residenza o come investimento, se verranno abrogate le leggi turistiche.

    Le rivendicazioni, accolte tanto dal presidente del Gobierno canario Fernando Clavijo come dal presidente del Cabildo Antonio Morales, hanno portato a un primo risultato rappresentato dalla bozza di progetto della Ley del Suelo, attraverso la formula transitoria che concilia l’uso turistico a quello residenziale, in attesa che si cambi la legislazione turistica nel 2017.

    Ovvia la tensione tra la Plataforma e la Asociación de Empresarios de Alojamientos Turistico, il cui presidente Tom Smulders ha ufficialmente difeso il buon utilizzo del territorio nella zona turistica del sud.

    Ma per i residenti lo spettro di un utilizzo puramente turistico delle zone residenziali si configura come una disfatta, dove le proprietà, di cui hanno pagato ampiamente le spese, vengono letteralmente abbandonate agli imprenditori del settore, che ne godranno in termini di redditività.

    dalla Redazione

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