Prendo spunto dal titolo di un bellissimo libro di Edoardo Nesi per condividere con voi le riflessioni che ho tratto da un toccante video di un medico ospedaliero canario in lacrime.

Ha ricevuto ordine di staccare i respiratori a chi ha più di 65 anni per un criterio di “utilità“ applicabile alla vita… ma non da un medico.

…E il giuramento di Ippocrate?…

La carità cristiana?

E’ la guerra dello Stato bigotto ai cittadini che chiedono il diritto di decidere quando possono e vogliono levare il disturbo e andare a vedere cosa c’é dall’altra parte?

Nessun parente, nessuna distinzione fra un docente meraviglioso di filosofia, un truffatore, un uomo violento, un benefattore… un numero e zac, disinfettare un tubo, cambiare utente, buttare via una vita.


Nemmeno in un termitaio tanta freddezza.

Fra tutte, una sola domanda: quanti aspiratori si comprano con il denaro stanziato per le sfilate di Carnevale permesse prima di chiuderci tutti in casa?

Quanti, con gli stipendi dei politici ancora una volta inetti, assenti, inefficienti, inadeguati, però protetti e soprattutto immuni dal rischio di dover render conto di non esserci mai quando davvero al cittadino servirebbe poter contare sullo Stato?

Secondo voi, quanto denaro dobbiamo stanziare come indennizzo per l’elevato rischio cui si espone il personale sanitario ogni giorno?

Più o meno dello stipendio di un volontario “in missione di pace“ in Iraq?

Dove si possono prendere i soldi… diciamo dai succosi  proventi del gioco d’azzardo?

Dai finanziamenti ai partiti?

Dai conti multimilionari di attricette e calciatori come provvedimento d’urgenza?

Qualcuno ha proposto perlomeno una raccolta fondi su internet prima di buttare le persone?

Quanto vale una guerra alla vita di medici e paramedici, gente che ha studiato e sudato sangue per uno stipendio indecente e deve semplicemente presentarsi ogni giorno disarmato, senza strumenti per lavorare, senza la dovuta protezione e uccidere a comando, poi se ci riesce convivere con se stesso, perché “non ci sono abbastanza respiratori” per parare una emergenza della quale la Cina ci ha fornito l’entità e i numeri per tempo?

Mio marito ha 62 anni e ancora solleva montagne… se si ammala lo ammazziamo svelti e facciamo passare il fratello minore?

Come le chiamiamo… esecuzioni di stato?

Emerge da questi giorni strani un dato che già conoscevamo ma ora non abbiamo più il diritto di ignorare: per chi ci governa e ingrassa i propri conti nei paradisi fiscali grazie ai nostri sacrifici non siamo NIENTE, non valiamo NIENTE, non c’é nessuno in sala regia.

Siamo soli.

Come possiamo fare a USARE l’esperienza che stiamo vivendo a metà fra stupore e incredulità?

Il femminismo nacque dopo che le donne smisero di lavare i piatti e cullare i bambini per costruire bombe nelle fabbriche mentre i mariti erano in guerra, gli ebrei lasciarono l’Egitto dopo l’eruzione di Santorini che causó conseguenze meno divine di quanto si scrisse, ma tuttavia utili ad aprire un varco nell’orgoglio di un popolo di schiavi.

Intendo dire, le emergenze svegliano consapevolezze.

A ridosso delle grandi emergenze si verificano i grandi cambiamenti.

Quando questo incubo arriverà al traguardo e usciremo dalle tane come lepri dopo il temporale…

RICORDIAMOCI che a Bruxelles ci sono solo industriali e banchieri che imbavagliano le libere costituzioni di democrazie legittime per trasformare i cittadini in sudditi e i sudditi in numeri senza volto, sacrificabili per fasce d’età, con la legge Fornero o con un colpo di telefono agli ospedali affollati… come pulcini d’allevamento.

RICORDIAMOCI che le riforme che ci imbavagliano e ci indeboliscono nutrendosi della forza di costituzioni democratiche di paesi liberi possono essere fermate, basta stancarsi un po’.

RICORDIAMOCI che al momento di saltare nel buio in Italia come in Spagna, come in Francia, non c’era nessuna rete del trapezista per reggerci.

RICORDIAMOCI che nessuno paga quando i ponti crollano, quando i missili abbattono gli aerei di linea, quando i virus cancellano dalla nostra storia le persone che amiamo.

RITROVIAMOCI nei nostri panni dismessi di CITTADINI TITOLARI DI UNA SOVRANITA’ CHE POSSIAMO E DOBBIAMO RIPRENDERE perché è il solo strumento davvero efficace di cui disponiamo per restare padroni delle nostre vite.

RICORDIAMOCI che è stato tolto qualsiasi valore alla nostra stessa vita a fronte dell’incapacità di comprare bombole e tubi di gomma con un poco di rapidità.

RIPRENDIAMOCI IL DIRITTO DI DECIDERE QUANTO VALIAMO, CHI SIAMO, COSA VOGLIAMO.

Se così fosse, anche questo brutto sogno, avrebbe avuto come tante altre tragedie, la sua utilità e il suo senso.

In bocca al lupo a tutti.

Claudia Maria Sini