Era il 10 di ottobre del 2011 quando la terra a poche miglia a sud di La Restinga ha cominciato a sussultare per poi sputare lava e lapilli in quella che fu un’eruzione singolare e responsabile del cambiamento dell’isola di El Hierro.

L’eruzione di El Hierro produsse oltre 3 milioni di tonnellate di zolfo, che trasformarono il mare di Las Calmas in una macchia verde e pestilenziale che si sparse in tutto l’Atlantico per alcuni anni, tanto da essere ripresa da diversi satelliti della Nasa.

Ma quello che risultò più singolare fu la nascita, contestuale all’eruzione, di un nuovo vulcano, il Tagoro, che gli esperti vulcanologi ebbero la possibilità di seguire in diretta, minuto per minuto, pubblicando poi l’incredibile reportage sulla rivista Earth and Planetary Science Letters.

L’Instituto Español de Oceanografía, la Universidad de Las Palmas de Gran Canaria e la Agencia Nacional de los Océanos y la Atmósfera de Estados Unidos (NOAA) pubblicarono invece nello scorso mese di maggio dati precisi riguardanti l’eruzione, che aveva provocato enormi emissioni sottomarine di anidride carbonica che alzarono del 20% l’acidità delle acque più vicine al vulcano.

I calcoli dei tre istituti che collaborarono nello studio del fenomeno, indicarono che la millesima parte dell’anidride carbonica espulsa da tutti i vulcani della Terra in quell’anno, proveniva tutta da El Hierro.

Quattro ricercatori delle università di New York (CUNY), di Montreal (McGill), di Brema in Germania e del Woods Hole, l’istituto oceanografico statunitense, hanno recentemente precisato i dati relativi all’eruzione, grazie ad un’accurata analisi dei gas contenuti nel tipo di lava espulsa dal vulcano di El Hierro, affermando che in particolare Tagoro fu responsabile dell’emissione di 1,3-2,1 milioni di tonnellate di anidride carbonica e di 1,8-2,9 milioni di tonnellate di composti di zolfo.


Questo ultimo dato rappresentò la conferma dell’eruzione già nei primi momenti in cui iniziarono i sussulti e soprattutto la conferma della nascita di Tagoro, da molti esperti messa in dubbio.

Il team in particolare ha stimato che l’anidride carbonica emessa da Tagoro equivale a una percentuale tra l’1 e il 7 % di tutta l’anidride carbonica emessa negli oceani dalle isole vulcaniche e le dorsali sottomarine e che il volume di zolfo liberato corrisponde all’1-2% delle emissioni annuali.

E se questi dati possono apparire modesti, in realtà sottolineano come i 4 mesi di eruzione di Tagoro trasferirono alla superficie una quantità notevole di sostanze volatili e che le concentrazioni di CO2 nella lava prodotta da El Hierro sono paragonabili a quelle dell’Etna o di Erebus, il vulcano in Antartide.

di Franco Leonardi