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    Gli uccelli della morte

    p02kq7ljGli uccelli della morte

    di Loris Scroffernecher

    Questo mese l’arca del mistero non poteva non fare omaggio al giorno in ricordo dei morti. Per questa ragione tratteremo un tema legato alle tradizioni agricole del mondo per poi arrivare a descrivere quelle locali dell’isola. Nelle tradizioni popolari di tutto il mondo sempre si può trovare un legame tra alcune specie di animali con la morte imminente di famigliari.

    Dopo i celebri film intitolati con il nome di questo uccello, molti riconoscono nel corvo l’animale per eccellenza portatore di disgrazie. Questa brutta fama gli deriva per la dimensione e il colore completamente nero, che da sempre è legato con l’oscurità e la morte. Secondo le tradizioni popolari questo animale che si nutre anche di carogne può trasportare le anime dal mondo dei vivi a quello dei morti, e per questo si vede spesso vicino agli ospedali.

    Altri uccelli associati alla morte sono le civette. Secondo le tradizioni del nord Europa se si ascolta il canto di questo animale notturno in breve tempo morirà qualcuno. Le civette di solito nidificano in zone tranquille, lontane dai centri abitati e dove trovano topi e piccoli animali, questo le portava a trovarsi spesso nelle zone limitrofe ai cimiteri. Nel medio evo i morti venivano velati durante la notte nei cimiteri e le torce accese attiravano l’attenzione di questi uccelli, così cantavano e venivano udite da coloro che vegliavano il defunto; nacque così la credenza che “il canto della civetta annuncia il morto”. 

    Nella penisola iberica si trova un altro strano uccello chiamato La che non trova un corrispettivo reale con qualche specie specifica. Secondo la tradizione questo animale avrebbe un color cenere, una dimensione simile ad un barbagianni e un aspetto simile a una civetta. I racconti popolari narrano che possa parlare pronunciando il nome del malaugurato che presto lascerà questo mondo, mentre in altre zone della campagna si dice che pronunci ripetutamente la frase “Es todo para mi” tradotto con è tutto per me.

    Tenerife non poteva astenersi dall’avere una tradizione popolare simile ed infatti nella zona nord dell’isola si parla di un uccello notturno chiamato il “Pajaro Cochino”. Questo strano volatile sarebbe simile ad un gabbiano o a una pardella, però sorvolando le case dove si trova un moribondo emette un suono molto simile a quello di un maiale e da questo deriva il suo nome. Molti ricercatori hanno provato ad associare questo strano animale a qualche specie di pardella ancora non conosciuta dal mondo scientifico, però fino ad oggi non è stato trovato nessun esemplare per poterlo studiare.


    Anche nell’isola de El Hierro si può trovare un uccello del malaugurio che però si è riusciti a identificare con il chiurlo. Si tratta di un animale lungo circa 40 cm con le piume bianche e marroni ed occhi grandi. Si alimenta di insetti durante la notte e vive in zone sabbiose e nei campi. Lo abbiamo menzionato perché nel caso di questo volatile l’ironia herregna lo ha chiamato con un nome piuttosto grazioso e che toglie un pochino l’ombra oscura degli altri poveri uccelli, infatti lo chiamano il pirulí, questo nome è molto simile al termine spagnolo pirulo e che significa chi non compie correttamente il proprio dovere religioso.

    Sperando di non aver inquietato con questa carrellata di ornitologia oscura vi diamo appuntamento al prossimo mese.

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