La reina de la romería, un personaggio chiave delle feste estive

Le romerie canarie sorprendono molti italiani che arrivano nell’arcipelago e scoprono che, dietro la musica, i costumi tradizionali e i carri trainati dai buoi, si nasconde un universo simbolico profondamente radicato nell’identità di ogni municipio delle isole.

In questo contesto emerge la figura della Reina della romeria, un ruolo civile, non è un elemento religioso che accompagna le feste tradizionali, ma un elemento civico che incarna la continuità di una tradizione generazionale ormai.

Ragazze di varia età concorrono annualmente per essere la regina della romeria, si preparano con tantissima emozione e speranza, per comprendere il significato bisogna partire dalla romeria stessa.

Un rituale che unisce l’eredità dei romeri cristiani alle celebrazioni antiche agricole di radice guanche, trasformandosi in una festa popolare dove devozione, memoria rurale e identità comunitaria si fondono e convivono senza contraddizioni.

Non si conosce il limite tra religioso e mondano: nelle chiese si entra vestiti con “traje de mago”, si accompagna in processione il santo con stendardi bandiere e carri di buoi.

Ogni paese aspetta gli ultimi giorni di maggio e i primi di giugno per stare in strada al ritmo folcloristico che da secoli accompagna la vita nell’arcipelago.

La regina della romeria nasce nel XX secolo come figura incaricata di rappresentare la gioventù e le tradizioni del municipio.

Non è un concorso di bellezza ma un riconoscimento attribuito a chi conosce le usanze e sa trasmetterle diventando così ambasciatrice culturale per un anno intero.

La sua elezione è uno degli eventi più seguiti e attesi del calendario festivo: le candidate si preparano con devozione, con cura dei dettagli e con un entusiasmo che coinvolge famiglie, quartieri e associazioni.

Per molte ragazze è un momento di responsabilità e orgoglio, vissuto come un modo per rappresentare la propria comunità e custodire un patrimonio che continua a essere parte viva della quotidianità.

Due comuni del nord dell’isola avvertono l’evento con particolare euforia: Los Realejos e La Orotava più tradizionale ed esigente.

La romeria di Los Realejos,  celebrata intorno al 25 maggio, è una delle più antiche e partecipate di Tenerife.

Qui la regina non è un elemento decorativo, ma una figura che accompagna agricoltori, allevatori e famiglie che hanno mantenuto viva la tradizione per decenni.

In un territorio segnato dalla storia agricola, la sua presenza diventa un richiamo alla continuità e al rispetto per la terra, e la sua partecipazione agli atti preparatori, alla processione e alle celebrazioni successive sottolinea il ruolo centrale dell’identità rurale nel municipio.

Una dinamica simile si ritrova a La Orotava, dove la romería di San Isidro Labrador e Santa María de la Cabeza si svolge a metà giugno, solitamente la domenica successiva al Corpus Christi, anche se quest’anno la visita del Papa ha spostato alcune date, all’interno di un ciclo festivo che comprende anche le celebri alfombras del Corpus.

Qui la regina si inserisce in un tessuto culturale che unisce religiosità, tradizione agricola e un forte senso di appartenenza.

La storia del municipio, legata ai coltivi delle medianías e agli antichi possedimenti terrieri, fa della romería un omaggio alla vita contadina che ha modellato il territorio per secoli.

La regina rappresenta la gioventù del paese e la continuità di una tradizione vissuta con solennità e orgoglio, accompagnando carrette, gruppi folcloristici e famiglie che partecipano alla festa.

Queste romerías, insieme a quella di San Benito a La Laguna, mostrano come la figura della regina assuma sfumature diverse a seconda del municipio, pur mantenendo un filo comune legato all’identità locale.

In tutte, la regina è un simbolo di coesione e un volto che rappresenta la volontà di mantenere vive le tradizioni e trasmetterle alle nuove generazioni.

Potrebbe sembrare inizialmente un elemento folcloristico, ma comprendendone la funzione si rivela una componente essenziale del sistema culturale dell’arcipelago.

In queste isole la tradizione resta un valore centrale nella vita comunitaria: assistere all’elezione di una reina de la romeria, in qualunque comune si svolga, è una delle sensazioni più autentiche di partecipazione viva nella cultura canaria.

 Giovanna Lenti

 

 

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