Le Canarie incassano sempre di più pro capite, ma spendono il doppio per i servizi pubblici

Gli ultimi dati sul gettito fiscale mostrano che nel 2024 le Canarie hanno incassato 2.100 euro pro capite attraverso le imposte, ma la spesa è stata notevolmente superiore: 5.409 euro pro capite.

Nonostante si stia diffondendo sempre più l’idea di rifiutare il pagamento delle tasse, la realtà è che, almeno nelle Canarie, la spesa per i servizi pubblici supera di gran lunga quella che viene riscossa in media da ogni cittadino delle Canarie.

I dati ufficiali mostrano che nel 2024 (ultimo anno con dati pubblicati) la spesa pubblica pro capite ha raggiunto i 5.409 euro, mentre il gettito fiscale proprio, comprese le imposte dirette, indirette e le tasse, si attesta in media 2.100 euro a persona.

Ciò significa che solo il 39% circa della spesa è finanziato con il gettito fiscale autonomo diretto.

La differenza riflette la dipendenza strutturale della Comunità Autonoma dal sistema di finanziamento autonomo e l’importanza delle risorse esterne per mantenere i livelli dei servizi pubblici.

L’evoluzione di questi indicatori rivela diversi cicli economici.

Tra il 2008 e il 2010, il gettito fiscale ha subito un forte calo, passando da 1.175 euro pro capite a un minimo di 900 euro, come conseguenza diretta della crisi finanziaria.

Nello stesso periodo, la spesa pubblica è diminuita da 3.230 euro a 2.801 euro, mentre gli investimenti, che includono opere pubbliche e attrezzature, sono passati da 248 a 123 euro pro capite, riflettendo il fatto che gli investimenti sono stati la variabile più colpita dal contenimento di bilancio.

Tra il 2011 e il 2019, la Comunità Autonoma è entrata in un periodo di graduale ripresa.

Il gettito fiscale è cresciuto in modo sostenuto, raggiungendo i 1.539 euro pro capite nel 2019, mentre la spesa pubblica si è attestata a 3.333 euro.

Tuttavia, gli investimenti sono rimasti relativamente bassi e instabili, indicando che la maggior parte delle risorse era destinata alla spesa corrente, principalmente in sanità, istruzione e servizi sociali.

Con la pandemia si è verificato un aumento straordinario della spesa fino a 5.801 euro pro capite, mentre il gettito fiscale è sceso leggermente a 1.425 euro.

L’aumento della spesa non è stato dovuto solo alle misure sanitarie, ma anche alle politiche di sostegno sociale ed economico, che hanno aumentato in modo strutturale l’entità del bilancio pubblico nella Comunità Autonoma.

A partire dal 2021, anche se il gettito fiscale si è rapidamente ripreso fino a raggiungere i 2.100 euro nel 2024, la spesa è rimasta a livelli elevati, consolidando un nuovo standard di spesa pubblica pro capite che è più del doppio di quanto viene raccolto direttamente.

Le entrate fiscali pro capite comprendono la quota autonoma dell’IRPF, l’imposta sulle successioni e donazioni, il patrimonio, l’IGIC, le trasmissioni patrimoniali e gli atti giuridici documentati, nonché le tasse sul gioco e le tasse amministrative.

Queste rappresentano l’effettiva capacità fiscale autonoma, ma non includono altre imposte statalicontributi sociali.

Pertanto, il contrasto tra entrate e spesa evidenzia che la pressione fiscale propria della Comunità non è sufficiente a finanziare l’attuale livello di servizi pubblici senza il sostegno di trasferimenti esterni.

Gli investimenti, che nel 2024 ammontano a 257 euro pro capite, rappresentano meno del 5% della spesa totale, il che dimostra che la maggior parte delle risorse è destinata alla spesa corrente e ai servizi strutturali permanenti.

(reddito di cittadinanza, contributi sociali, incentivi, bus gratuito, assenza dal lavoro (baja laboral).

Ciò spiega anche perché gli investimenti sono la variabile più flessibile e quella che storicamente viene adeguata per prima nei periodi di crisi.

Franco Leonardi

 

 

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