L’agevolazione fiscale nell’arcipelago aumenta le cessioni di immobili e di denaro per contribuire all’anticipo tra parenti diretti.
Nessuno può stupirsi se si afferma che acquistare una casa sul mercato delle Canarie è sempre più difficile.
Non solo per le famiglie con maggiori difficoltà economiche, ma anche per chi ha un capitale medio.
Per questo motivo, chi può, non esita ad aiutare i propri familiari diretti a diventare proprietari della propria casa. Come?
Una delle formule che ha registrato la maggiore crescita negli ultimi anni nell’arcipelago è quella delle donazioni.
Da molto tempo i notai delle Canarie non gestivano così tante cessioni gratuite di beni.
L’anno scorso hanno raggiunto quota 11.500, il secondo dato più alto della storia, il che significa che ogni giorno lavorativo ne venivano formalizzate in media 50 negli studi notarili delle isole.
Questo tipo di trasferimenti patrimoniali consistono nella cessione gratuita di qualsiasi bene a un terzo, che deve accettare tale patrimonio.
In pratica è possibile cedere qualsiasi bene: un’abitazione, un terreno, un’auto, una barca o denaro.
Tuttavia, le più comuni sono quelle effettuate dai genitori ai figli per consegnare loro una casa o i fondi necessari per l’anticipo al momento dell’acquisto di un immobile.
Le donazioni sottoscritte nei notai delle Canarie nel 2025 rappresentano la cifra più alta in 14 anni
Sebbene i dati statistici del Consiglio Generale del Notariato non siano disaggregati per poter conoscere il tipo di bene ceduto in ciascuna donazione, se si incrociano questi dati con quelli forniti dall’Istituto Nazionale di Statistica (INE) relativi ai trasferimenti di diritti di proprietà, si può verificare come la donazione sia una formula sempre più comune per diventare proprietari.
L’anno scorso circa 1.400 case sono passate di mano nell’arcipelago attraverso questo tipo di cessioni gratuite. Il dato più alto degli ultimi sei anni.
Ma, oltre alla difficoltà di accedere a un alloggio sul mercato delle Canarie, esiste un altro fattore che sta contribuendo all’aumento delle donazioni nelle Canarie da diversi anni.
Il motivo non è altro che il bonus sull’imposta di successione e donazione che il governo delle Canarie, composto dalla Coalición Canaria (CC) e dal Partido Popular (PP), ha ripristinato nel settembre 2023.
In quel momento, l’Esecutivo ha deciso di estendere nuovamente tale agevolazione del 99% – che in pratica significa eliminare l’imposta – a tutte le donazioni fino al secondo grado di consanguineità.
Ciò significa che i beni donati tra genitori, figli, nonni, nipoti o fratelli non devono pagare nulla per formalizzare questo processo.
È innegabile che questa decisione abbia avuto un impatto sul numero di donazioni effettuate nell’arcipelago.
Basta guardare i dati.
L’agevolazione è già stata applicata tra il 2016 e il 2019.
In quegli anni, il numero di donazioni ha iniziato a decollare, raggiungendo nel 2019 quello che finora è stato il massimo storico.
Nel 2020, il governo ha deciso di mantenere tale bonus del 99% solo per eredità o donazioni inferiori a 300.000 euro.
Il motivo? L’argomentazione era la necessità di aumentare le entrate per poter finanziare i servizi pubblici.
Attraverso l’imposta di successione sono stati incassati 18 milioni di euro all’anno.
In un solo anno, tra il 2019 e il 2020, le donazioni sono crollate della metà.
E nel 2021 e nel 2022 non hanno raggiunto le 8.000 all’anno.
L’aumento è iniziato a partire dal 2023, con un’attività economica anch’essa in forte crescita e il ripristino della nuova agevolazione fiscale, il numero di donazioni è salito a 8.343.
Ma è stato nel 2024, quando l’imposta zero era già in vigore da dodici mesi, che ha preso definitivamente il volo.
In quel momento, nelle Canarie sono state formalizzate 9.785 donazioni.
E tutto lascia pensare che continueranno ad aumentare.
Se la situazione economica attuale e, soprattutto, le tensioni sul mercato immobiliare dovessero persistere, sarà sempre più comune che chi ne ha la possibilità aiuti i propri figli ad acquistare un immobile o ceda loro un immobile che fino a quel momento era stato affittato o era la loro seconda casa.
Perché quella piccola spinta potrebbe essere l’unico modo che molti hanno per diventare, finalmente, proprietari nell’arcipelago.
Franco Leonardi
