Nell’arcipelago, lo scorso anno sono stati venduti 25.358 immobili, di cui poco più di 6.000 sono stati acquistati da stranieri, con una media del 25% del totale, contro il 13,5% dell’intero Paese.
La provincia di Tenerife ha registrato, in media, una percentuale superiore, pari al 26,5% nell’ultimo trimestre dell’anno, cifra che ha raddoppiato la media nazionale, con un peso degli acquirenti stranieri pari al 13,5%.
Del totale delle abitazioni vendute lo scorso anno, 6.902 erano di nuova costruzione e 18.396 erano immobili usati.
Le statistiche immobiliari dei registri spagnoli rivelano che, alla fine del 2025, le Canarie erano la terza comunità autonoma con la più alta percentuale di acquisti da parte di stranieri, superata solo dalle Baleari (31,4%) e dalla Comunità Valenciana (27,1%).
Santa Cruz de Tenerife, dal canto suo, si è classificata al quarto posto tra le 50 province spagnole in cui gli stranieri preferiscono acquistare un’abitazione, superata solo da Alicante (42,9%), Baleari (31,5%) e Malaga (31,1%).
La stragrande maggioranza degli acquisti nelle Canarie è effettuata da cittadini dei paesi dell’Unione Europea, che rappresentano circa otto su dieci degli immobili acquistati da stranieri.
I cittadini di altri paesi europei completano praticamente l’elenco delle provenienze, mentre la percentuale di acquisti di immobili da parte di cittadini africani o americani è irrisoria.
I cittadini provenienti da Germania, Italia e Regno Unito sono i principali clienti del mercato immobiliare delle isole.
I registri indicano l’intensità turistica come il fattore chiave che determina il maggiore peso relativo negli acquisti di immobili da parte di stranieri, essendo le isole e le province mediterranee quelle in cui la rappresentanza straniera è più significativa.
Nel corso del 2025, la provincia di Tenerife ha registrato un picco del 35,7% nel peso delle abitazioni acquistate da stranieri.
Nello specifico, questo picco è stato raggiunto nel secondo trimestre dell’anno, seguito dal 29,6% nel terzo trimestre, dal 28,9% nei primi tre mesi dell’esercizio e dal 26,4% alla chiusura dell’anno.
I dati dei Registri di Spagna mostrano un quadro scoraggiante del mercato immobiliare nelle Canarie nell’ultimo trimestre dell’anno.
Da un lato, le case costano il 14% in più rispetto a un anno fa nelle isole, raggiungendo un prezzo medio di 2.721 euro al metro quadrato, collocando la comunità autonoma tra i costi più elevati, dietro Madrid, le Baleari, i Paesi Baschi e la Catalogna.
Le case usate hanno registrato un aumento leggermente superiore, del 15,3% e una media di 2.799 euro al metro quadro, mentre quelle di nuova costruzione hanno raggiunto i 2.359 euro, il 10,7% in più.
D’altra parte, l’arcipelago è la regione in cui sono state vendute le case con una superficie media inferiore, pari a 88,3 metri quadrati, contro i 100 metri medi dell’intero Stato.
Inoltre, nelle isole sono stati pagati i secondi tassi di interesse più elevati del paese per l’acquisto di mutui ipotecari, raggiungendo il 3,19%, contro una media del 2,97% in Spagna.
Proprio in relazione ai mutui ipotecari, nel quarto trimestre del 2025 le Canarie sono state la terza comunità in cui la percentuale della rata del mutuo era più alta rispetto al salario.
In media, gli acquirenti hanno destinato il 38,6% del loro stipendio al pagamento della casa, una cifra superata solo dalle Baleari, con il 55%, e da Madrid, con il 43,7% dello stipendio.
Franco Leonardi
