Adriano Celentano, il monello della via Gluck

Sapete perché il Molleggiato è diventato il Maestro della suspense?

Adriano Celentano nacque in 1938 a Milano, visse la sua infanzia e adolescenza nella via Gluck 14, nel quartiere periferico di Greco; da bambino ascoltava i suoi zii suonare il mandolino nel marciapiede di quella via, quindi il nipote d’arte iniziò a suonare la chitarra a quindici anni.

Conobbe il rock and roll quando riceve in regalo nel 1955 un disco  di Bill Haley; il rock’n’roll era la musica dei giovani negli Stati Uniti, e Celentano fu dei primi a introdurla in Italia.

Quindi decide di diventare un cantante di rock’n’roll, formando la sua prima band i “Rock Boys”, la quale fece il suo esordio nel 1956 suonando nei locali della periferia milanese.

Per scherzare con gli amici imitava Bill Halley ma anni dopo assunse che suonava con impostazione ma squadrato.

In questi spettacoli spaziava già le canzoni con spezzoni di cabaret imitando Jerry Lewis e anche ballando.

Per me è un eroe: infatti dal momento che non sapeva l’inglese era obbligato a cambiare le parole!

Volete sapere da dove viene il suo soprannome Il Molleggiato?

Era l’epoca dei festival di rock’n’roll e danze jazz che si tenevano nelle diverse città italiane, e assolutamente il nostro rockettaro ebbe un colpo di c***.

Nel primo festival nel 1957 a Milano dovette sostituire Jack La Cayenne alias Torquato il Molleggiato.

Celentano che cantava nel “suo” inglese e ballava come lui ebbe un grande successo.

Questo fu il suo battesimo di fuoco come “il Molleggiato”, perciò Jack La Cayenne decise di non usare più il suo vecchio  pseudonimo.

Quest’anno fa anche la sua prima apparizione televisiva.

L’anno seguente registra in inglese quattro brani di rock’n’roll americano con successo iniziale.

Però il vero successo arriverà nella nuova etichetta Jolly, dove poté mescolare l’inglese con brani in italiano.

L’anno dopo, nel 1959, c’è la prima collaborazione con Mina; e inizia anche una tournée in tutta l’Italia.

Tornato a Milano la sua band i “Rock Boys” diventa “I Ribelli”.

Gli anni sessanta sono meravigliosi perché partecipa nel film “La dolce vita”di Fellini, pubblica il suo primo disco Long Playing, quello è seguito da un secondo, e dopo Celentano parte per il servizio militare.

Con una dispensa del ministro, perché militare, partecipa con Little Tony al Festival di Sanremo 1961 con il brano “24 mila baci” dove vincono il  il secondo posto.

Che carriera meteorica aveva soltanto 23 anni!

Ma col successo vengono i problemi… e anche la soluzione, infatti per liberarsi della tirannia dalla Jolly decide di creare insieme ai suoi amici e per scoprire nuovi talenti, la sua propria casa discografica Clan Celentano.

In questo periodo è quasi sull’orlo di diventare predicatore, infatti inizia a cantare con tematica religiosa… ma un predicatore pauroso.

Mi credete che rifiutò un invito di Frank Sinatra, per fare un tour per gli Stati Uniti perché aveva paura di volare?

Sebbene io sia un marinaio militare mancato, da sempre ho anche avuto paura di volare ma sono obbligato a farlo per raggiungere la mia sirena a Napoli!

 Negli anni settanta continua con le sue preoccupazioni ecologiste iniziate già con “Il ragazzo della via Gluck”, adesso attaccando la speculazione edilizia e l’inquinamento col brano “Un albero di trenta piani”.

Aggiungo che la canzone Prisencolinensinainciusol cantata con suoni pseudo-inglesi è un successo mondiale, ed è considerata dal Nostro come il primo rap italiano.

 Gli anni ottanta sono di splendore tra il cinema e la televisione, ad esempio con film come “Grand Hotel Excelsior” e nella conduzione del programma tv “Fantastico”.

In quest’ultimo ebbe un grande successo ma devo dire che il nostro, da sempre un vero provocatore, fece un appello ai telespettatori a spegnere il televisore per 5 minuti!

Esso fu seguito da 8 milioni di persone.

Gli anni novanta: trascorsero tra i suoi propri progetti discografici e un altro album con Mina, diversi show in televisione, e un film flop criticato da lui stesso: Jackpot.

Nel 1994 fece l’ultima tournée europea e pubblicò l’album “Quel punto”.

Questa canzone fu criticata perché il Nostro ebbe il coraggio di parlare della perdita della femminilità dovuta ai transessuali.

Negli anni duemila pubblica cinque album e una raccolta antologica; e nel 2012 ritorna a Sanremo come ospite provocando come di solito polemiche: in quest’occasione per il suo alto cachet e anche per le sue dichiarazioni politiche e religiose.

Ritorna anche alla televisione con il cartoon Adrian, scritto, diretto e curato da lui; prodotto in 10 anni circa e costato decine di milioni di euro.

In termini di costi-benefici fu un flop.

Perché una cosa è avere alta autostima e diversa è quella cecità che ci impedì di vedere le cose come realmente sono, visto che questo mondo capitalista punisce l’insuccesso.

Finalmente per celebrare i quasi 25 anni di collaborazione con Mina pubblica nel 2021 il cofanetto MinaCelentano-The complete Recordings dove include tutti i duetti dal 1998 fino al 2017.

Celentano non è soltanto politicamente scorretto, è un rompiscatole al sistema, e questo è fondamentale perché oggi abitiamo nel mondo del pensiero dominante dove è cancellato tutto quello che  il potere non gradisce.

Il politicamente corretto entra nel mio elenco di parole stupide come “consumare”: io non consumo cinema, io vedo cinema!

Altre tre (non sono un poeta?): woke, stigmatizzare, percepirsi.

Come diceva Totò: per carità!

Che altro posso aggiungere su questo uomo poliedrico: cantante e attore, regista e sceneggiatore, compositore, conduttore televisivo, comico, produttore discografico?

Risposta: sinceramente non avevo mai conosciuto un artista tanto polemico quanto lui.

Ma sempre sono necessari questi ribelli senza causa per non avere una società addomesticata, come alcuni vogliono.

Finalmente sapete perché il Molleggiato è diventato il Maestro della suspense?

Semplice, viene la terza serata del Festival di Sanremo e non sappiamo se il nostro verrà sul palco dell’Ariston!

di Commissario Steneri

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