Fuencaliente, il delizioso comune dalle mille sfaccettature e dall’infinita generosità

Oltre ai suoi rinomati vini, questa enclave nel sud di La Palma nasconde una moltitudine di segreti che conquistano il visitatore fino a farlo innamorare.

La strada che porta al quartiere di Las Indias, uno dei sei che compongono il comune di Fuencaliente de La Palma, è mozzafiato.

Sotto l’imponente presenza del vulcano Teneguía, ci lasciamo alle spalle quel paesaggio verde che dà origine ai gloriosi vini meridionali dell’Isola Bonita, dalla zona vinicola di Las Machuqueras al celebre e ambito terroir di Llanos Negros.

Imbottigliare quel paesaggio vulcanico dove avviene il miracolo della vigna deve essere emozionante quanto assaporare un bicchiere di alcuni dei vini che ne derivano.

Un buon esempio è la cantina mil7ochentaynueve, un’iniziativa familiare guidata da Eduardo Justo Pérez, che è riuscita a lanciare vini così singolari e ammirevoli come il Versos de La Capitana, 100% Malvasía Aromática, dal colore dorato brillante e dal sapore avvolgente, delicato, dolce, morbido ed estremamente elegante.

Un gioiello da gustare senza fretta, come un buon vino da dessert.

Naturalmente il Blanco Marina o l’Albillo Criollo non sono da meno.

Suo padre, Fermín Pérez, oltre ad essere una figura storica nel mondo dei vini delle Canarie, offre una lezione magistrale in qualsiasi conversazione sul settore.

Abbiamo avuto il lusso di conversare e degustare con lui nella piccola cantina, dove si è generosamente recato per questo scopo.

A Las Indias ci aspettava Nélida Rodríguez, donna affascinante con una storia eroica, basata sul lavoro instancabile quasi da quando ha memoria.

Ancora una volta, le porte sono state spalancate per accogliere questo visitatore, che non solo ha apprezzato il racconto che ci descrive il Fuencaliente del passato, ma è rimasto affascinato anche dai famosi merengues e dall’ineguagliabile flan, perché non ne ho ancora assaggiato uno migliore.

Fuencaliente è una terra che si conosce in profondità parlando con la sua gente, con quei vicini che continuano a praticare quella routine ormai estinta della conversazione senza fretta.

È un comune dalle porte aperte, dove anziani e giovani condividono sentimenti comuni, aneddoti e un’identità sincera.

Sono orgogliosi di ciò che hanno, e a ragione.

Guardano al passato con il rispetto di chi ha visto quasi tutto, ma convivono nel presente con l’illusione di continuare a portare avanti tutto questo.

Ci ha fatto entrare anche in cucina, nel vero senso della parola, Eduardo Pérez, dello storico Bar Parada.

È la seconda generazione di un’attività che è uno dei punti di incontro nel quartiere di Los Canarios.

Lì, nel centro operativo, Eduardo sta preparando quei famosi biscotti alle mandorle che gli hanno dato prestigio a livello regionale.

Non perde il filo del discorso mentre con i suoi gesti abili prepara, uno ad uno, i 1.500 dolci che vende ogni giorno nel bar.

Naturalmente, non mancano i panini con la pata o quelli con il chorizo e il formaggio.

In questo locale ho incontrato Luis Manuel Hernández, illustre concittadino di Fuencaliente, che avevo particolare interesse a conoscere.

È uno dei fondatori del Gruppo del mercoledì, un incontro gastronomico settimanale che non manca da oltre trent’anni.

Sulla costa del comune, a El Faro, la casetta di Honorio è il luogo in cui Luis Manuel e il suo gruppo edonista cucinano il caldero, che è sempre a base di patate, patate dolci e il pescato del giorno, pescato da loro stessi.

I sei o sette membri che compongono questo gruppo selezionato si divertono a chiacchierare attorno a una buona tavola, quella via di fuga del mercoledì dove sistemare il mondo tra amici in una piacevole tradizione.

Una delle particolarità di questo gruppo è che ogni membro sa già cosa deve fare, cosa deve portare, “tutto prodotto o pescato da noi”, e cosa deve cucinare. Brodo di pesce, mojo bollito, patelle, sardine, fulas, viejas, sgombri, saraghi, cernie, l’escaldón in inverno, cucuruchos de gofio, frutta di stagione… e persino i dolci di mele cotogne con biscotti e formaggio bianco per dessert.

Alla marinara, fritto con legna, arrosto… “la chiave è che sia sempre a base di patate, patate dolci e pesce che peschiamo noi.

L’unica cosa che bisogna comprare è l’olio”.

E, cosa più importante, non ci sono cellulari.

Il fuoco viene riacceso, è ora di condividere di nuovo.

La vera festa a Fuencaliente è all’interno delle case, su quei tavoli enormi pieni di cibo, sorrisi e dove c’è sempre una chitarra.

I miei ospiti in questo breve ma intenso viaggio mostrano, all’unanimità, il volto gentile del comune, l’accoglienza sincera.

Parlo, ovviamente, della famiglia Medina Santos, a cominciare da Ciela Hernández, madre di Sandra, Zulay e Celia Santos, e moglie del sempre ricordato Andrés Santos, presente in ogni ricordo, in ogni aneddoto, in ogni pane che esce da Zulay, orgogliosa azienda di Fuencaliente che non smette di crescere grazie a quell’impulso infinito del nonno Andrés.

È stata nella cantina di Rubén Medina, padre di Rubén Medina Jr, Bryan e Aday, che si è svolto un pranzo di quelli che si ricordano a lungo.

Quei pranzi di agosto, quei ricordi di famiglia, quel profumo di legna e il sapore delle patate dolci con salsa mojo rojo.

Quella vitalità di Ciela, che gestisce tutto con innata eleganza.

Che dessert, tra l’altro! In questa famiglia, i dolci e le nonne sembrano essere di serie.

E la cottura della carne di Rubén padre, che sembra piuttosto il quarto fratello, era perfetta.

Dopo questa giornata festosa e familiare, era il momento di festeggiare per strada.

Giorno della Festa della Vendemmia, che rende omaggio ai quartieri e ai vini di Fuencaliente.

È stato il coronamento di un idillio che sembra non finire mai.

Mi affaccio per l’ultima volta alla finestra di Las Caletas, mentre ricordo il bagno nelle piscine naturali di Echentive.

Questo posto ha tutto.

Liberamente tradotto da ED

 

 

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