Diario di un difensore dell’ordine

Questo mese vorrei parlare del Carnevale alle Canarie senza giri di parole, dal punto di vista di chi la notte non festeggia ma lavora per evitare che la festa degeneri. Chi opera nella sicurezza privata e chi indossa una divisa sa bene che il Carnevale di Santa Cruz de Tenerife e di Las Palmas de Gran Canaria non è solo musica e colori: è uno degli eventi più complessi dell’anno, dove basta abbassare la guardia perché la situazione sfugga di mano.

C’è una verità che va detta chiaramente: il mito del “tutto è permesso” ha fatto danni. Abuso di alcol, droghe a basso costo, tolleranza verso comportamenti aggressivi e microcriminalità hanno trasformato alcune notti di Carnevale in un problema di ordine pubblico. A pagare il prezzo non sono quelli che cercano lo scontro, ma famiglie, residenti, lavoratori e turisti normali, quelli che vorrebbero solo divertirsi senza rischiare furti o risse.

Dal lato della sicurezza, la differenza tra una festa gestibile e una notte fuori controllo la fanno presenza e competenza. La polizia svolge un lavoro enorme, spesso sottovalutato, fatto di controlli, interventi rapidi e decisioni prese sotto pressione. Senza una presenza forte delle forze dell’ordine, il Carnevale non sarebbe sostenibile né socialmente né economicamente.

Accanto alla polizia, la sicurezza privata ha un ruolo operativo decisivo, soprattutto nella gestione delle folle e delle aree sensibili. Proprio per questo il recente cambio dell’impresa incaricata dal comune, con l’affidamento del servizio a una società con minore esperienza in grandi eventi, rappresenta un rischio concreto. Il Carnevale non è un banco di prova: o si è preparati a gestire migliaia di persone alterate dall’alcol, oppure il carico ricade interamente sulle forze dell’ordine.

Chi partecipa dovrebbe chiarirsi un concetto semplice: le regole non limitano la libertà, la proteggono. Chi beve fino a perdere il controllo, chi provoca o cerca lo scontro, è il primo nemico del Carnevale stesso. È anche per questo che aumentano controlli, identificazioni e interventi: non per rovinare la festa, ma per salvarla.

Se le Canarie vogliono continuare a proporre il Carnevale come evento internazionale e sicuro, serve una linea chiara: rispetto delle regole, sostegno pieno alle forze dell’ordine e sicurezza privata qualificata. Tutto il resto è retorica. La festa funziona solo perché qualcuno, tutta la notte, si assume la responsabilità di impedire che diventi un problema.

 

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