“Molti la considerano un gioiello unico al mondo”.
È il pezzo forte del museo e uno dei più importanti dell’isola.
A Tenerife c’è un pezzo che molti considerano unico al mondo. Non è visibile dalla strada né si scopre per caso: bisogna entrare nel Museo di Arte Sacra della chiesa di San Marcos per capire perché quest’opera è descritta come “il cuore del museo”.
Una croce in filigrana d’argento che, per le sue dimensioni, i suoi dettagli e la sua storia, è diventata uno dei grandi gioielli del patrimonio del comune.
L’itinerario inizia al piano inferiore del museo, situato sotto la chiesa di San Marcos.
Qui sono esposti oggetti di oreficeria e ornamenti liturgici, tra cui calici, custodie, libri antichi, immagini e dipinti, oltre a un’importante collezione di arte tessile, dove si possono ammirare ricami di grande qualità.
La Croce in Filigrana d’Argento di Icod de los Vinos è un capolavoro dell’oreficeria del XVII secolo, il più grande e spettacolare del suo genere al mondo, creato all’Avana da Jerónimo de Espellosa su commissione del decano Nicolás Estévez Borges, spicca per i suoi 2,40 metri di altezza, i 47 kg di argento e l’intricato lavoro in filigrana su un piedistallo ottagonale.
Autore: Jerónimo de Espellosa, argentiere residente a Cuba.
Dimensioni: misura 2,40 metri di altezza e pesa circa 47 kg di argento.
Materiale: argento lavorato con una complessa tecnica di filigrana.
Origine: commissionato da Nicolás Estévez Borges, originario di Icod de los Vinos, e donato alla sua parrocchia battesimale.
Storia: Arrivò a Icod probabilmente nel 1667, dopo essere stata commissionata nel 1665.
Apparteneva alla cappella della Magdalena del Convento di San Francisco fino alla confisca, quando passò alla chiesa parrocchiale.
La croce è un simbolo dell’arte barocca cubana e canaria, che rappresenta un apice nell’oreficeria in filigrana, con un lavoro eccezionale nella sua base ottagonale che ne sottolinea ancora di più la monumentalità e i dettagli.
La croce colpisce per le sue dimensioni, con quasi due metri di altezza, ma anche per il livello di dettaglio della sua realizzazione.
Non si presenta solo come un oggetto artistico, ma come un’opera che richiede vicinanza e contemplazione.
Secondo quanto riportato la croce fu commissionata da don Nicolás Estévez Borges alla parrocchia, realizzata dall’orafo Jerónimo Despellosa e arrivò a Tenerife nel XVII secolo, in un’epoca in cui trasportare un’opera di tale valore comportava un rischio considerevole.
Da allora gli abitanti del paese l’hanno protetta come un tesoro, conservandola di generazione in generazione come uno dei pezzi più preziosi del loro patrimonio.
Chi visita Icod de los Vinos dovrebbe entrare nel museo e prendersi il tempo necessario per contemplarla.
Oltre a questo gioiello religioso a Icod de los Vinos, Tenerife conserva altri pezzi che sottolineano la ricchezza del suo patrimonio sacro.
A Santa Cruz de Tenerife è custodita, dall’inizio del XVIII secolo, una reliquia attribuita a San Clemente Martire, quarto papa della Chiesa, conosciuta come la canilla de un papa, che arrivò sull’isola conservata in una piccola scatola di legno legata con un cordoncino di seta rossa.
Questa reliquia ha fatto parte del patrimonio spirituale della capitale ed era venerata soprattutto nei momenti di crisi come epidemie o carestie, quando i fedeli la consideravano un simbolo di conforto e protezione.
Attualmente è esposta nella parrocchia madre di Nuestra Señora de La Concepción e continua ad essere una delle testimonianze della devozione storica della popolazione di Tenerife.
Ugo Marchiotto
