I comuni della regione meridionale chiedono un maggiore sostegno per garantire i servizi e le infrastrutture di base di fronte al forte aumento demografico.
Il tasso di crescita demografica di Arona, Granadilla de Abona, Adeje e San Miguel de Abona, i quattro comuni del sud con il maggior numero di residenti, è quadruplicato rispetto a quello di Santa Cruz e La Laguna negli ultimi dieci anni.
I dati ufficiali dell’Istituto Nazionale di Statistica (INE) riflettono che la velocità con cui aumentano i registri comunali nella regione meridionale è molto superiore a quella indicata dai dati dell’area metropolitana: una media del 18% nella zona meridionale contro il 4,5% nella capitale.
Particolarmente sorprendente è l’evoluzione demografica negli ultimi quindici anni di San Miguel de Abona e Granadilla de Abona, con un aumento che sfiora rispettivamente il 29% e il 24%, mentre Adeje, con il 9,5%, e Arona, con il 9%, registrano aumenti leggermente più contenuti.
Santa Cruz de Tenerife raggiunge i 212.080 abitanti e le donne sono la maggioranza.
Le Canarie superano i 2,2 milioni di abitanti.
La capitale di Tenerife ha invece ampliato il proprio registro anagrafico del 3,8% e La Laguna del 5,1%.
La differenza potrebbe essere anche maggiore, poiché gli aggiornamenti dei registri comunali aumentano, nel caso del sud, fino al 20% il numero di residenti rispetto a quanto riportato dalle statistiche dell’ente statale.
L’attrattiva migratoria della zona meridionale di Tenerife è direttamente correlata al boom turistico registrato dal settore dopo la pandemia, nel 2020, che ha azzerato il contatore dei visitatori.
Un boom che potrebbe essere più pronunciato se non fosse per la grave crisi abitativa e i prezzi proibitivi degli affitti e delle vendite nella zona.
Gli esperti sottolineano anche la prospettiva demografica, più dinamica nel sud rispetto all’area metropolitana e, soprattutto, al nord, che a sua volta contrasta il calo generalizzato della natalità sull’isola.
La tendenza alla crescita del numero di abitanti è generalizzata nella maggior parte dei comuni del sud, regione in cui oggi risiedono (senza contare la popolazione turistica fluttuante) quasi 45.000 persone in più rispetto al 2015, secondo l’INE.
Di fronte a questa realtà, i comuni del sud chiedono un maggiore sostegno economico da parte delle amministrazioni pubbliche per garantire servizi, infrastrutture e risorse adeguati all’esplosione demografica che hanno vissuto i loro comuni.
Sottolineano lo sforzo che stanno compiendo per affrontare questa situazione e mettono in guardia sul divario che si sta aprendo tra la popolazione reale e la dotazione di servizi pubblici essenziali.
Inoltre, collegano l’impatto demografico a un problema sempre più preoccupante e diffuso: la proliferazione di alloggi inadeguati e baracche su terreni rurali a causa della carenza di alloggi nel sud di Tenerife.
Franco Leonardi
