Il Ministero delle Finanze conferma che saranno applicate multe per prelievi o versamenti di contanti senza giustificazione

L’Agenzia delle Entrate rafforza e inasprisce i controlli sui movimenti di denaro contante.

Il Ministero delle Finanze conferma che saranno applicate multe fino a 150.000 euro per prelievi o versamenti di contanti senza giustificazione.

Sebbene sia sempre meno comune, il contante continua ad avere un peso importante nella vita quotidiana di molte persone non solo in Spagna.

Le banconote e le monete continuano ad essere l’opzione preferita per determinati pagamenti, eppure non è raro, infatti, che al momento del pagamento alla cassa il commesso dia per scontato che si utilizzerà la carta, offrendo direttamente il terminale POS.

Negli ultimi anni, inoltre, è stato ricorrente il dibattito sul futuro del contante.

Alcuni sostengono che la sua scomparsa contribuirebbe a combattere l’evasione fiscale e l’economia sommersa, ma, al contrario, esistono anche altre preoccupazioni.

Un sistema completamente digitale implicherebbe infatti che tutte le operazioni sarebbero registrate e che qualsiasi guasto tecnico, interruzione di corrente o problema informatico potrebbe lasciare i cittadini senza accesso immediato al proprio denaro, come è già successo durante il blackout dell’aprile 2025 in Spagna.

In questo contesto, il Ministero delle Finanze sta rafforzando da tempo il controllo sui movimenti di denaro contante che passano attraverso i conti bancari.

L’Agenzia delle Entrate si concentra soprattutto sui depositi e sui prelievi di ingenti somme che non sono stati comunicati o giustificati correttamente, con l’obiettivo di individuare il denaro non dichiarato ed evitare che determinate operazioni sfuggano al controllo fiscale.

Per questo motivo, quando una persona deposita contanti sul proprio conto, il Ministero delle Finanze può richiedere di giustificare l’origine di tale denaro.

Lo stesso vale per i prelievi di somme elevate: l’agenzia può richiedere spiegazioni sulla destinazione di tali fondi.

Sebbene non esista una cifra ufficiale a partire dalla quale si applica automaticamente una sanzione, ciò che è certo è che le banche sono tenute a segnalare qualsiasi operazione in contanti pari o superiore a 3.000 euro.

Ma per quanto piccole siano le somme delle transazioni, non passeranno inosservate, poiché non vengono monitorati solo i movimenti puntuali.

Anche depositi o prelievi ripetuti di somme vicine o pari a 1.000 euro in giorni diversi possono destare sospetti e dare luogo a verifiche da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Per accreditare l’origine o l’uso del denaro, sono accettati documenti quali fatture, contratti, prove di acquisto, eredità o donazioni che, in tal caso, devono essere tassati per pagare le imposte dovute.

Se invece non è possibile giustificarlo correttamente, il fisco può imporre sanzioni che raggiungono fino al 150% dell’importo non accreditato, il che nei casi più gravi può tradursi in multe fino a 150.000 euro.

Franco Leonardi

 

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