Negli ultimi anni molti italiani residenti a Tenerife hanno imparato a conoscere da vicino il funzionamento dell’amministrazione Canaria.
Tuttavia esiste un aspetto poco visibile ma decisivo per comprendere la politica locale: l’uso massiccio e sempre più politico delle imprese pubbliche, strumenti che nelle isole assumono un ruolo molto diverso rispetto a quello delle partecipate italiane o europee in generale.
In Italia, la pianificazione urbanistica, la gestione ambientale o i progetti finanziati con fondi europei vengono affidati agli uffici tecnici comunali o a società esterne selezionate tramite gara pubblica.
Nelle Canarie, invece, accade qualcosa di molto diverso: i comuni e il governo regionale affidano direttamente questi compiti a imprese pubbliche, senza concorso e senza concorrenti.
Tra le più attive troviamo: GESPLAN, presente in quasi tutti i piani urbanistici e ambientali; GESTUR impegnata in edilizia, infrastrutture e sviluppo territoriale e PROEXA, dedicata all’internazionalizzazione e allo sviluppo economico.
Queste società non sono semplici strumenti tecnici, ma rappresentano una vera e propria amministrazione parallela, capace di decidere tempi, priorità e orientamenti strategici dei territori.
L’aspetto più sorprendente è la forte politicizzazione dei vertici stessi: i presidenti delle imprese pubbliche canarie sono spesso viceconsiglieri del governo regionale, segretari organizzativi, membri della Presidenza o dirigenti politici in carica.
In Italia, un assessore regionale non potrebbe presiedere una società che riceve incarichi dalla stessa regione.
Nelle Canarie invece è sufficiente una dichiarazione di “assenza di conflitto di interessi” firmata dal presidente del governo per risolvere il problema del conflitto di interesse.
Come avvenuto per il presidente di Proexa che è anche viceconsigliere di presidenza del governo Clavijo; il presidente di Gesplan viene nominato direttamente dal consigliere di Politica territoriale e Gestur dipende dallo stesso dipartimento che le assegna i progetti.
Il risultato è un sistema dove politica e gestione coincidono, riducendo la trasparenza e aumentando il rischio di clientelismo.
Durante lo svolgimento del proprio ruolo di coordinatore regionale, di segretario, di vicepresidenza si può essere presidenti di enti pubblici che ottengono incarichi per decisione politica.
Alla luce delle infinite possibilità non sorprende che quasi tutte le imprese pubbliche canarie includono nei loro statuti competenze in materia di pianificazione urbanistica, gestione del territorio, attività immobiliari, misure in ambiente e sviluppo territoriale.
Questo significa che decidono dove si può costruire, che ricevono somme di denaro per costruire e appaltare, decidono in definitiva cosa si può proteggere e come si sviluppano i comuni.
Naturalmente un comune carente di ufficio tecnico deve rivolgersi a una di queste imprese pubbliche cedendo di fatto la sovranità decisionale all’interesse generale governativo ponendo la decisione del modello urbanistico in un’impresa governativa che probabilmente avrà anche una visione opposta dell’urbanizzazione e sviluppo del territorio.
Il sistema indebolisce e pone sotto la politica governativa i piccoli comuni che dovranno seguire le linee guide dell’impresa pubblica.
Ma anche l’interesse generale, non solo quello locale, viene deciso da un’impresa pubblica a marca politica: così è stato per il PRUG del Teide, per le nuove aree localizzate per la costruzione di nuove case o alberghi come per i casi polemogeni e conflittivi di Guaza e Cuna del Alma.
Tutti esempi concreti che dimostrano come la pianificazione possa essere influenzata da logiche politiche più che tecniche.
Molti comuni e molti proprietari non sanno bene quale sarà il destino dei loro possedimenti terrieri, perché da urbano può diventare rustico o al contrario, ciò dipenderà dalle linee governative delimitate che uno studio promosso da un’impresa pubblica ha stabilito per il governo commissionario.
Il governo si atterrà senza contraddittorio determinando di fatto la volontà politica unica.
A marzo 2025 è stato annunciato che Gestur e Proexa avrebbero avviato l’ufficio di previsione e strategia per analizzare progetti strategici di interesse per le isole Canarie.
Ebbene chi è il presidente di PROEXA? Alfonso Cabello, viceconsigliere di presidenza del governo di Canaria.
Il suo ruolo non risulta in conflitto d’interesse pur essendo le due cariche potenzialmente incompatibili, ma per Cabello è stata formalmente autorizzata la compatibilità per decreto della direzione generale di Modernizzazione e Qualità dei servizi.
Lo stesso per Gestur ente a titolarità pubblica dal 1979 che però dal 2023 risponde alla consejeria di politica territoriale, coesione territoriale e acqua del governo di Canaria.
Il 2023 è l’ anno in cui ha subito un incremento di valore mai raggiunto prima.
L’impresa gestisce i servizi e ottiene sovvenzioni per i progetti Officina Verde, autoconsumo, agenda 2023 e MOVE III.
Tra le sue prerogative costruzione di case, la piscina del Puerto de la Cruz, il circuito di motore di Abona, il poligono industriale di San Isidro al Chorillo, il centro di interpretazione e conservazione dei valori del territorio e patrimonio e a Tazacorte un progetto di area per adattarla al cambio climatico.
Gesplan è invece chissà la più attiva tra tutte ed è di fatto il braccio tecnico del governo di Canaria e del suo dipartimento di transizione ecologica, pianificazione e territorio.
Si presta a coadiuvare i comuni nell’individuare zone abili a costruzioni, prevalentemente del nord dell’isola.
Il suo presidente viene nominato da un consiglio di amministrazione presieduto dal consejero di politica territoriale del governo di Canaria. La nomina è strettamente legata alla volontà politica del governo regionale.
Proexa è interessata a rendere più internazionali le imprese locali con workshop informativi, viaggi alle fiere di settore, e assistere le aziende non alla firma di accordi internazionali ma alla presentazione di possibili mercati internazionali.
Ossia viaggi pagati e iscrizioni pagate a eventi di interesse di sviluppo commerciale. I beneficiari di queste operazioni sono state le cantine che già godono di un apparato amministrativo interno capace di gestire fatturazioni con l’estero.
Il commercio dell’area metropolitana è quello risultato più beneficiario.
Nel 2024 PROEXA ha dichiarato di aver creato 700 posti di lavoro come risultato della promozione per il settore audiovisivo e tecnologico attirando potenziali contratti per 80 milioni di euro.
Cercando di approfondire non troviamo riscontro e neanche si riescono a trovare le voci di spese specifiche per ciascuna entità pubblica prevista nel presupposto appena votato: il bilancio delle isole per il 2026 è di 12 milioni di euro, la cifra destinata alle società pubbliche mercantili non è dettagliata.
Di fronte alla concorrenza sleale, di fronte al rischio di clientelismo il sistema canario ovvia, certamente, a ritardi nelle licenze edilizie, piani urbanistici che cambiano più volte, progetti immobiliari in aree sensibili e scarsa chiarezza nei processi decisionali.
Le imprese pubbliche operano secondo il diritto commerciale, non amministrativo, sono imprese mercantili controllate dal governo, questo permette loro di assumere personale senza concorso, ottenere incarichi senza gara, competere con le imprese private in condizioni di vantaggio, rispondere direttamente agli interessi del governo in carica.
Velocizza i lavori per comando diretto del governo.
Per gli imprenditori attivi nei settori edilizio, turistico o immobiliare, questo crea un mercato distorto e poco prevedibile. Una parte significativa dei progetti gestiti da queste imprese è finanziata con fondi europei: Next generation, programmi ambientali e di transizione energetica.
Se la gestione avviene attraverso strutture politicamente controllate e prive di concorrenze, il rischio di uso improprio dei fondi è concreto.
Per questo motivo, sarebbe auspicabile una maggiore vigilanza da parte delle istituzioni europee, come già avvenuto in altri Stati membri.
Il sistema in uso tradizionale a Tenerife ed in generale in Canaria è un modello che richiede riforme, pur riconoscendo che imprese pubbliche possono essere strumenti utili, il loro uso attuale nelle Canarie presenta criticità evidenti come eccessiva politicizzazione, scarsa trasparenza, concorrenza sleale con il settore privato e forte dipendenza dei Comuni dal governo regionale e debolezza dei controlli amministrativi.
Sarebbe opportuna una riforma che separi politica e gestione tecnica nell’interesse di tutti: cittadini canari, residenti stranieri e imprese private che di fatto si vedono tagliate fuori da un sistema in cui non possono competere né essere concorrenziali.
Il danno lo riceve l’imprenditoria privata a beneficio di una nuova forma di lavoro pubblico fisso.
Imprese pubbliche come Gestur o Gesplan di fatto mettono a disposizione architetti e specialisti integrati condannando di fatto l’impresa privata e gli studi professionali privati.
Un modello da rivedere se si vuole una Canaria efficiente e più trasparente dato che è libera o una Canaria servile e immobile.
Una sfida a cui i politici locali sono chiamati a prendere posizione presto o tardi.
Giovanna Lenti
