L’emancipazione giovanile raggiunge livelli minimi storici nelle Canarie

Solo il 14,1% riesce a diventare indipendente nel 2025.

Questo dato significa che ci sono oltre 20.000 giovani emancipati in meno rispetto all’anno precedente, con un calo di circa 6 punti percentuali rispetto all’anno precedente.

I prezzi degli affitti sono aumentati del 10,2% in un solo anno, raggiungendo i 1.128 euro al mese, una cifra superiore del 19,1% rispetto al salario medio di un giovane residente nelle Canarie.

La precarietà lavorativa continua a colpire i giovani, poiché le Canarie sono la comunità autonoma con i salari più bassi della Spagna e di buona parte di Europa, nonostante siano aumentati del 10,9% rispetto all’anno precedente.

Il Consiglio della Gioventù delle Canarie ha presentato i dati dell’Osservatorio sull’Emancipazione del secondo semestre del 2024 per le Canarie, un rapporto coordinato dal Consiglio della Gioventù di Spagna che stima al 14,1% la popolazione giovane emancipata (tra i 16 e i 35 anni) con un calo di 5,95 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2023.

Il rapporto, presentato in conferenza stampa dalla seconda vicepresidente del Consiglio della Gioventù Spagnola (CJE), Sara Villodre, la presidente del Consiglio della Gioventù delle Canarie, Eliana Parrilla, e il ricercatore del CJE, Manuel Mejías, riflette anche che il 23,12% dei giovani emancipati nelle Canarie vive in alloggi ceduti gratuitamente, il 75% in più rispetto al 2023.

Tuttavia, il 44% dei giovani emancipati nelle isole condivide l’alloggio e il 44,68% vive in affitto o in subaffitto.

Non migliora nemmeno la compravendita di case, poiché, sebbene il numero di giovani che scelgono questa opzione sia aumentato del 23,16% nel caso di quelli senza mutuo e del 19,85% in quello di quelli con mutuo, attualmente sono necessari 5 anni di stipendio netto affinché un giovane possa versare l’anticipo per un appartamento.

Per provenienza, solo l’11% dei giovani che si emancipano sono nati nelle Canarie, dato che contrasta con il 24,9% del tasso di emancipazione dei giovani nati in un’altra Comunità Autonoma o il 24,96% dei giovani di origine straniera.

Sul piano occupazionale, la disoccupazione giovanile nelle Canarie ha registrato un notevole calo rispetto al secondo semestre dell’anno precedente, con un tasso di disoccupazione giovanile pari al 18%.

Inoltre, è diminuito anche il tasso di occupazione giovanile (il 41,3% dei giovani aveva un lavoro nelle Canarie).

Il calo di entrambe le variabili è dovuto all’aumento del numero di giovani inattivi (49,6%, ovvero il 15,7% in più rispetto allo stesso periodo del 2023).

D’altra parte, va sottolineato che il 30,3% dei giovani delle Canarie era a rischio di povertà o esclusione sociale.

Questa cifra supera la media nazionale e colpisce maggiormente le giovani donne delle Canarie.

Inoltre, anche il 35,9% della popolazione giovane delle Canarie con un lavoro era a rischio di povertà, il che dimostra che nemmeno un posto di lavoro garantisce di sfuggire alla povertà.

A ciò si aggiunge il fatto che il salario mediano di una persona nelle Canarie è il più basso della Spagna, con 11.364,75 euro netti all’anno, 947,06 euro netti al mese.

Inoltre, la precarietà lavorativa, la sottoccupazione e la sovraqualificazione (sulla carta) continuano a colpire principalmente i giovani delle Canarie.

A questo proposito, il 67% dei giovani salariati nelle Isole Canarie ha un contratto a tempo indeterminato, il 10,8% in meno rispetto all’anno precedente, con differenze tra uomini (66,1%) e donne (59%).

Per quanto riguarda il 33% dei giovani lavoratori dipendenti con contratto a tempo determinato, la durata più comune del contratto è compresa tra quattro mesi e meno di un anno.

“Anche quando soddisfiamo tutti i requisiti richiesti (formarci, lavorare e impegnarci), non riusciamo comunque a diventare indipendenti”, infatti “3 giovani su 4 nelle isole continuano a vivere con i propri genitori”.

Per quanto riguarda l’alloggio, il prezzo medio dell’affitto alla fine del 2024 nelle Isole Canarie è di 1.128 euro al mese, il prezzo più alto della storia, con un aumento interannuale del 10,2%, che supera ampiamente il salario medio netto di una persona nelle Canarie, che è di 947,06 euro al mese.

Pertanto, un giovane che percepisce uno stipendio medio non può affittare un alloggio da solo, poiché gli mancano circa 181 euro al mese.

Per quanto riguarda l’affitto di camere, i giovani delle isole destinano il 40% dello stipendio medio.

Sebbene le abitazioni in vendita siano aumentate dell’8,6% in un anno nelle Isole Canarie, i giovani con uno stipendio medio dovranno dedicare il loro intero stipendio per 5 anni per poter pagare l’acconto.

Il 94,1% dei giovani che lavorano nelle Isole Canarie lo fanno come dipendenti, mentre si stima che circa il 3,8% dei giovani canari sia autonomo, il che rappresenta un calo del 35% rispetto all’anno precedente.

Il 43,7% dei contratti firmati dai giovani nelle Canarie è di tipo temporaneo per motivi legati alla produzione.

Se si sommano i contratti temporanei per sostituzione, la percentuale di contratti temporanei sale al 55%.

Franco Leonardi

 

 

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