
Se ti stai chiedendo cosa vedere a Buenavista del Norte, preparati a scoprire uno degli angoli più autentici e pittoreschi di Tenerife.
La storia narra che, una volta raggiunte le vette del massiccio di Teno, un gruppo di conquistatori spagnoli alzò lo sguardo verso la costa e rimase incantato dalla bellezza del luogo.
Fu allora che decisero di chiamarlo “Buena Vista”, di stabilirsi in riva al mare e di progettare un centro urbano ispirato alla città di Siviglia, da cui provenivano molti dei suoi primi abitanti.
Buenavista del Norte, come altri comuni del nord di Tenerife quali Garachico, Icod de los Vinos, La Orotava, Puerto de la Cruz o San Cristóbal de La Laguna, conserva intatta l’essenza tradizionale dell’isola.
Oltre alla sua architettura e al suo tracciato urbano, questa località si distingue per la sua vicinanza a luoghi emblematici come le scogliere di Los Gigantes, la Punta de Teno o piccoli quartieri rurali dove l’identità e il patrimonio culturale di Tenerife sono ancora vivi.
Una destinazione perfetta per godersi la tranquillità e scoprire la Tenerife più autentica.
Una delle principali attrazioni di Buenavista del Norte è il suo incantevole centro storico, un luogo che invita a passeggiare con calma e a lasciarsi trasportare dalla storia e dall’architettura tradizionale delle Canarie.
Nonostante la sua semplicità, questo complesso urbano ha un grande valore culturale, poiché è qui che ha avuto inizio l’identità del comune più occidentale di Tenerife, in una posizione strategica vicino al porto di Garachico, principale via di uscita di prodotti come la canna da zucchero e il vino durante i primi secoli dopo la conquista.
Lo sviluppo di Buenavista del Norte è stato strettamente legato alla coltivazione della canna da zucchero e alla figura di Juan Méndez “El Viejo”, che ha promosso la creazione di questo nucleo come insediamento ben organizzato.
Infatti, insieme a San Cristóbal de La Laguna, Buenavista è uno dei pochi comuni di Tenerife il cui tracciato urbano è stato pianificato prima della sua costruzione.
Questa caratteristica gli conferisce un valore unico all’interno del patrimonio dell’isola.
Nel 2005, il suo centro storico è stato dichiarato Bene di Interesse Culturale, un riconoscimento meritato per un luogo che conserva l’essenza dell’isola e permette al visitatore di viaggiare nel tempo semplicemente passeggiando per le sue strade.
Ogni passeggiata nel centro storico di Buenavista del Norte inizia davanti al suo tempio più emblematico: la chiesa di Nuestra Señora de los Remedios, patrona del comune.
Costruita nel XVI secolo, questa chiesa si trova nel cuore del paese ed è stata testimone di momenti chiave della sua storia.
Nel 1996 è stata vittima di un incendio che ha distrutto gran parte del suo prezioso patrimonio artistico.
Ciononostante, alcuni pezzi sono stati salvati, come una scultura di Santa Cecilia, frammenti del fonte battesimale e pietre originali dei suoi archi interni, che oggi rimangono in piedi come simbolo di resistenza e fede.
Proprio di fronte alla chiesa si apre la Piazza Los Remedios, il cuore sociale del paese.
Questo spazio, circondato da architettura tradizionale, è uno degli angoli più piacevoli da vedere a Buenavista del Norte, ideale per sedersi all’ombra e godersi l’atmosfera tranquilla del comune.
Al centro spicca un gazebo che anima il luogo, con un bar dove si mescolano gente del posto e visitatori.
Tra gli edifici che circondano la piazza si trovano la Biblioteca Municipale – un antico granaio -, l’emblematica Casa Matula che oggi ospita l’ufficio turistico, e una pittoresca casa dalla facciata bianca le cui porte e finestre curve rompono la consueta simmetria e catturano l’attenzione di chi vi passa davanti.
Seguendo la via Alhóndiga dalla piazza, si arriva a uno dei più importanti resti religiosi del comune: l‘ex convento di San Francisco.
Anche se ne rimangono solo la facciata e le mura esterne, questo edificio era, un tempo, un grande complesso francescano con chiesa, orto e spazi monastici.
I frati francescani che lo abitavano svolgevano un ruolo chiave nella comunità: oltre al loro lavoro religioso, si occupavano dell’istruzione nel paese.
Molto vicino all’antico convento si trova l’umile eremo di San Sebastián, costruito nel 1544 dagli stessi abitanti del paese.
La sua origine è legata alla protezione contro epidemie come la peste, motivo per cui fu costruita alla periferia del centro urbano.
Sebbene nel XIX secolo fosse sul punto di essere demolito a causa del suo cattivo stato di conservazione, fu infine ricostruito, anche se in forma più semplice e senza rispettare del tutto il suo disegno originale.
Proseguendo lungo la calle Cruz si raggiunge l’incantevole Plaza de Triana, dall’altra parte del barranco che porta lo stesso nome.
Questa piazza ha un significato simbolico speciale: i primi coloni, provenienti da Siviglia, immaginarono il letto del barranco come se fosse il Guadalquivir e battezzarono il luogo in onore del loro quartiere d’origine, Triana.
Oggi questa piazza continua ad essere un punto d’incontro dall’essenza andalusa nel cuore del nord di Tenerife.
Nelle vicinanze, a Cruz de Toledo, si trova una scultura che commemora uno degli episodi più curiosi della storia locale.
Nel 1659, una piaga di locuste devastò i raccolti del comune.
I residenti, disperati, portarono in processione l’immagine della Virgen de Los Remedios. La tradizione narra che due locuste si posarono sul suo mantello e, miracolosamente, la piaga scomparve.
Da allora, la Vergine è riconosciuta come patrona di Buenavista del Norte e, ogni cinque anni, si svolge una processione commemorativa fino a questo luogo.
Alla periferia del centro storico, ma all’interno dell’itinerario culturale da vedere a Buenavista del Norte, si trova l’eremo della Visitazione (noto anche come La Fuente o Santa Isabel), costruito nel 1536.
Qui fu sepolto Juan Méndez “El Viejo”, fondatore del comune e figura chiave nella storia di Tenerife.
Accanto alla cappella sorge la Hacienda de La Fuente, antica proprietà di Méndez.
Questo edificio signorile combina spazi residenziali con aree dedicate alla coltivazione della canna da zucchero e, più tardi, dei vigneti, lasciando intravedere l’importanza agricola della zona.
Dalla cappella, il percorso ci riporta al centro attraversando il Barranco de Triana, un vero e proprio polmone verde del centro storico.
Qui sono conservati gli antichi lavatoi pubblici, testimoni silenziosi della vita quotidiana del passato, dove le donne lavavano i panni e i pastori portavano il bestiame ad abbeverarsi.
Salendo dal parco ricreativo, si raggiunge la calle del Chorro.
Al numero 10, ancora in piedi anche se abbandonata, si trova una casa comunale dove gli abitanti di Teno Alto vegliavano i loro defunti prima di portarli a seppellire a Buenavista.
Il piccolo borgo di Teno Alto e il centro storico di Buenavista sono collegati dall’antico Camino del Risco (PR TF-58), un percorso di circa 4 km ricco di storia.
Conosciuto anche come Camino del Muerto o Camino de los ataúdes (Cammino delle Bare), era il sentiero percorso dalle processioni funebri, ma era anche testimone di matrimoni e celebrazioni religiose.
Oggi questo percorso è perfetto per gli escursionisti che cercano un contatto diretto con la storia e la natura più selvaggia del nord-ovest di Tenerife.
Torte, mousse, pasticcini e cioccolatini d’autore renderanno la tua visita a Buenavista un finale tanto dolce quanto indimenticabile.
Assaggiare al El Aderno uno dei suoi dolci è quasi d’obbligo quando si tratta di godersi appieno tutto ciò che c’è da vedere a Buenavista del Norte.
Un ottimo modo per completare la vostra visita è quello di camminare da Plaza de Los Remedios fino alla spiaggia di Las Arenas, una delle passeggiate più belle e facili della zona.
Il percorso è di circa 2,7 km (solo andata) e può essere completato in circa un’ora.
Lungo il percorso scoprirai angoli storici come gli antichi lavatoi, l’eremo della Visitación, l’Hacienda de La Fuente, il Mirador Playa de Los Barqueros, le saline e persino un piccolo sito archeologico.
Buenavista è una di quelle destinazioni dove il tempo sembra scorrere più lentamente.
La sua atmosfera tranquilla lo rende un luogo ideale dove trascorrere la notte, e soggiornare qui è un’esperienza unica.
Le case rurali e le abitazioni tradizionali della zona si distinguono per la loro architettura tipica, con pareti in pietra vulcanica e legno di pino canario.
Bina Bianchini
