Almeno secondo uno studio
Secondo una rielaborazione di Remitly basata su uno studio della Purdue University, la soglia della cosiddetta “sazietà economica” si colloca intorno ai 74.000 euro a Las Palmas de Gran Canaria e supera i 76.000 euro a Santa Cruz de Tenerife.
La felicità non ha prezzo, almeno così si dice
Quando però arrivano l’affitto, la spesa, le bollette e le altre spese quotidiane, la frase comincia a sembrare un po’ meno poetica e molto più discutibile.
Il denaro forse non compra la felicità, ma può comprare sicurezza, tranquillità, margine di scelta e la possibilità di affrontare gli imprevisti senza vivere sempre con il fiato corto.
Secondo una recente analisi pubblicata da Remitly, per raggiungere nelle due capitali canarie la cosiddetta “sazietà economica” servirebbe un reddito annuo vicino ai 75.000 euro.
Nel dettaglio, la soglia sarebbe di 73.752 euro all’anno a Las Palmas de Gran Canaria e di 76.744 euro a Santa Cruz de Tenerife.
Un elemento resta però poco chiaro: nella sintesi divulgativa di Remitly non viene specificato in modo netto se queste soglie vadano lette come reddito lordo, reddito netto o come valore adattato al potere d’acquisto.
La distinzione non è secondaria: 75.000 euro lordi e 75.000 euro netti non raccontano la stessa realtà economica.
La cifra colpisce.
Prima di prenderla come una verità assoluta, però, conviene capire da dove arriva.
Da Purdue a Remitly: ecco come nasce il calcolo
Il riferimento scientifico di partenza è una ricerca pubblicata nel 2018 da studiosi della Purdue University, un’università pubblica statunitense con sede a West Lafayette, nello Stato dell’Indiana.
Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Nature Human Behaviour, ha analizzato i dati del Gallup World Poll, un campione rappresentativo di oltre 1,7 milioni di persone in 164 Paesi, per studiare il rapporto tra reddito e benessere soggettivo.
La ricerca cercava di individuare il livello oltre il quale guadagnare di più non produce più un aumento significativo della soddisfazione personale.
Il punto centrale non è che il denaro renda felici senza limiti.
La tesi è più sfumata: esiste una soglia oltre la quale altri aumenti di reddito incidono sempre meno sul benessere percepito.
A distanza di alcuni anni, Remitly, piattaforma internazionale specializzata nei trasferimenti di denaro, ha ripreso quel modello e lo ha adattato ai diversi contesti economici, tenendo conto dell’inflazione e del potere d’acquisto locale.
Questo significa che non siamo davanti a una nuova ricerca universitaria indipendente sulle Canarie, ma a una rielaborazione divulgativa basata su uno studio accademico precedente.
Il dato, quindi, è interessante e utile per aprire una riflessione, ma non va preso come una cifra definitiva.
Le due capitali canarie nella classifica
Secondo questa elaborazione, Las Palmas de Gran Canaria occupa l’undicesimo posto tra le grandi città spagnole analizzate, con una soglia stimata di 73.752 euro annui.
Santa Cruz de Tenerife si colloca più in alto, al settimo posto, con 76.744 euro all’anno.
La differenza tra le due capitali è di quasi 3.000 euro, ma il messaggio di fondo resta simile: in entrambe le città, la soglia teorica del benessere economico appare molto distante dai redditi ordinari di una parte consistente della popolazione.
Lontane da Madrid, Barcellona e Palma
La classifica mostra differenze evidenti tra città.
Madrid guida l’elenco con 89.759 euro annui, risultando la città spagnola in cui, secondo questa elaborazione, servirebbe il reddito più alto per raggiungere quel punto di soddisfazione economica.
Seguono Barcellona, con 88.562 euro, e Palma di Maiorca, con 88.263 euro.
Più sotto compaiono Bilbao, Oviedo e Málaga.
Subito dopo si colloca Santa Cruz de Tenerife, seguita da Alicante, Valencia, Siviglia, Las Palmas de Gran Canaria e Granada.
Le due capitali canarie non sono quindi in cima alla classifica nazionale.
Il problema è che “meno costose” non significa automaticamente accessibili.
Quasi cinque volte il reddito medio locale
La parte più interessante del dato emerge quando lo si confronta con i redditi reali della popolazione.
Secondo l’Atlas de Distribución de Renta de los Hogares dell’INE, pubblicato nell’ottobre 2025 e riferito all’anno 2023, il reddito medio netto per abitante a Las Palmas de Gran Canaria è stato di 14.968 euro annui.
Il confronto va quindi letto con prudenza, perché il dato INE riguarda il reddito medio netto per abitante, mentre la natura esatta della soglia indicata da Remitly non è del tutto chiarita.
Il confronto resta comunque netto: i 73.752 euro indicati da Remitly per Las Palmas equivalgono a circa 4,9 volte il reddito medio netto per persona nella capitale di Gran Canaria.
Nel caso di Santa Cruz de Tenerife, la soglia indicata da Remitly supera i 76.000 euro annui, confermando anche per la capitale tinerfeña una distanza molto ampia tra il livello teorico di benessere economico e i redditi reali di molti cittadini.
Questo è probabilmente il punto più rilevante dell’intera analisi.
Non tanto stabilire se la felicità costi davvero 74.000, 75.000 o 76.000 euro, quanto osservare l’enorme distanza tra quella soglia e la realtà economica di molti residenti.
Il costo della vita pesa sulla felicità
L’analisi parte da un’idea semplice: il benessere economico non dipende solo da quanto si guadagna, ma anche da quanto costa vivere in un determinato luogo.
Casa, alimentazione, trasporti, servizi essenziali, tempo libero e spese impreviste incidono direttamente sulla percezione di sicurezza economica.
Una stessa cifra può garantire tranquillità in una città e risultare insufficiente in un’altra.
Nel caso delle due capitali canarie, il dato appare più basso rispetto a Madrid, Barcellona o Palma di Maiorca, ma resta comunque molto lontano dalla capacità economica media di una parte importante della popolazione locale.
Una città può anche risultare meno cara nel confronto nazionale, ma questo non cancella il problema principale: per molti residenti, il divario tra redditi e costo della vita resta ampio.
Il denaro non è tutto, ma pesa sul benessere
Salute, relazioni personali, stabilità emotiva, qualità dell’ambiente, tempo libero, sicurezza, istruzione e prospettive future restano elementi fondamentali del benessere umano.
Sostenere però che il denaro non conti sarebbe una semplificazione comoda.
Una casa accessibile, una pensione dignitosa, la possibilità di curarsi, di aiutare la propria famiglia o di affrontare una spesa imprevista incidono eccome sulla qualità della vita.
Il denaro non compra tutto, ma può comprare tranquillità, tempo, margine e la possibilità di non trasformare ogni bolletta, ogni affitto e ogni imprevisto in una piccola emergenza personale.
Forse non sappiamo se 73.752 euro a Las Palmas o 76.744 euro a Santa Cruz de Tenerife siano davvero le cifre della felicità alle Canarie.
Non sappiamo neppure se quei dati vadano letti come reddito lordo, netto o come stima adattata al potere d’acquisto.
Sappiamo però una cosa: secondo questa elaborazione, la soglia della tranquillità economica si trova molto più in alto rispetto ai redditi reali di buona parte della popolazione.
La vera notizia, allora, non è che la felicità abbia un prezzo preciso.
La vera notizia è che, se davvero esiste una soglia economica del benessere, nelle due capitali canarie quella soglia resta ancora molto lontana dalla vita quotidiana di molti residenti.
Se questa fosse davvero la misura economica della felicità, una parte importante della popolazione rischierebbe di restarne esclusa non per mancanza di aspirazioni, ma per semplice distanza dai redditi reali.
✍️ Italiano alle Canarie
