Franco Nero, la sua incredibile vita

Volete conoscere i due segreti del nostro Django?

Se vi parlassi di Francesco Clemente Giuseppe Sparanero che mi direste?

Che vi sto parlando di Franco Nero!

Per entrare in clima racconto che il regista Sergio Corbucci disse una volta: “Ford aveva John Wayne, Leone aveva Clint Eastwood, io ho Franco Nero”.

Lo sapete perché si dice m****, m****, m**** come augurio di successo prima di uno spettacolo teatrale?

Forse perché tra il Sette e l’Ottocento in Francia il pubblico borghese andava in carrozza in teatro e se nel parcheggio c’era tanta merda significava molte carrozze e cavalli e buoni guadagni per il teatro.

È come dire in bocca al lupo.

Mi sembra che il Nostro nacque sotto la buona stella per il teatro, infatti lui stesso dice che da bimbo, una volta che era sparito, fu cercato dalla mamma e dai vicini, finalmente fu trovato nel cesso dei contadini, quasi affogandosi nella m****, mamma mia!.

Ma andiamo indietro… Franco Nero nacque il 23 novembre 1941 nel piccolo paese San Prospero Parmense, frazione del comune di Parma; in un’epoca dove il cinema si apprezzava e serviva per intrattenere il pubblico e non per “consumare”, come ripetono allegramente adesso gli ignoranti, dimenticandosi che l’uomo sta letteralmente consumando il nostro Pianeta!

Quest’uomo determinato, nella scuola elementare piaceva già nella recita, fu obbligato per fare carriera a lasciare il suo paesino per recarsi a Roma; lì per arrangiarsi lavora come aiuto fotografo.

Un giorno viene al laboratorio un fotografo dello Studio De Laurentiis, lui gli fa delle foto, quelle sotto l’effetto del “battesimo contadino”, finiranno sulla scrivania di John Huston.

Dunque il regista statunitense lo scrittura per interpretare Abele nel suo film “La Bibbia”.

Senza dubbio fu un inizio alla grande; infatti con 25 anni lavorò accanto ad Ava Gardner, Peter O’ Toole, George Scott!

Com’è bello vedere la umiltà di FN, e questo nel benedetto XXI secolo, infatti lui racconta che deve tutto a Huston non soltanto perché lo contrattò ma anche perché fu di fatto il suo professore di inglese, io direi che fu come un papà, lui gli consigliò perché migliorasse molto bene il suo inglese dato che per il suo fisico potrebbe fare tutto un certo tipo di personaggi.

A un certo punto gli regala un disco fatto dagli attori che avevano interpretato Shakespeare.

Mi credete che lo studiò a memoria ma senza capire il suo significato?

Nello stesso anno 1966, mentre girava un western, e raccomandato da Huston, riceve la chiamata da Londra di Joshua Logan.

Per lui, uno dei grandi registi di Hollywood, farà Lancillotto nel film “Camelot”.

Per valutare i pregi di FN vi dico che il costoso film fu conosciuto come la stravaganza di Logan; nelle riprese conosce Vanessa Redgrave, lei diventerà sua compagna di vita.

Logan gli fece un contratto per girare cinque film con gli studi Warner Bros.

In una riunione con Jack Warner conobbe quali erano questi film, ma il contratto non sarà mai compiuto perché il Nostro preferì ritornare in Italia a fare cinema con i suoi amici.

L’anno 1966 fu un anno fortunato per il Nostro poiché lavorò con Huston e Logan e conobbe Jack Warner.

Tutti da Hollywood all’epoca la mecca del cinema mondiale.

Il consiglio di Huston si rivelò saggio perché la bellezza maschile del Nostro era il prototipo fisico di eroe preferito da Hollywood.

La profezia di Huston si compì, il Nostro lavorò per i migliori registi come Buñuel, Fassbinder, Chabrol, Zeffirelli, Pupi Avati, Tarantino.

Credo di non sbagliarmi ma mi sembra che il vero mattatore del cinema italiano è Franco Nero!

Certo che sono veggente.

Quando ho detto all’editore Franco che stavo scrivendo la cronaca su Franco Nero, lui mi disse: “un grande”.

Bingo!

Riflessione: FN era maturo e pronto per il successo presto della carriera, invece oggi ad esempio ci sono calciatori giovani che senza cultura e né una famiglia di supporto prendono la strada sbagliata dei falsi piaceri e della droga.

E tanto maturo quanto per dire che non gli è mai piaciuta la pubblicità fuori del set, dice che il pubblico doveva sognarlo sullo schermo.

Lo sapete che questo non amico dell’innominabile pubblicità, anch’io la detesto, nell’anno 2022 dà una svolta e decide di pubblicare il suo libro?

Adesso il lieto fine con i due segreti del Nostro: in un’occasione l’attore Laurence Olivier gli domandò se voleva fare la star o l’attore.

Fare la star è la sicurezza della zona di conforto; invece fare l’attore significa fare tutti i tipi di ruoli, a volte con successo e a volte senza.

Quanta ragione aveva l’attore britannico!

La vita non è mangiare il popcorn, la vita è impegno e lavoro.

Il secondo parere fu di Marlon Brando quando gli consigliò di non fare mai secondi ruoli, ma di fare sempre il protagonista.

La vita di Franco Nero, attore e regista con sessant’anni di carriera e 250 film circa, è strabiliante!

Se volete approfondire vi raccomando il suo libro “Django e gli altri”, scritto insieme a Lorenzo De Luca, dove racconta la sua vita e carriera in un improbabile dialogo con il suo celebre personaggio Django.

Allora vi va di giocare al Lotto lo 03?

Ma come?

Sì, per le tre foto triple e le mie tre confessioni:

La prima: sento invidia di non aver ricevuto il battesimo contadino del Nostro.

Però ho ricevuto, da San Gennaro, un pregio migliore: sono l’unico al mondo che può vantarsi di avere come musa una sirena partenopea.

La seconda: io per trovare l’ispirazione per scrivere devo allontanarmi dal PC, a volte la trovo sdraiato nel divano, e altre seduto nel “trono” dal bagno, io sono come il cucciolo di Pavlov.

Finalmente la terza: questa cronaca mi aprì il cervello per vedere meglio il cinema, ho iniziato ad apprezzare Tarantino grazie a Franco Nero!

Potete seguirmi su: https://www.instagram.com/commissario_steneri/

Articoli correlati