Via libera alla regolarizzazione di migliaia di migranti in Spagna

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Regio Decreto che avvia un processo di regolarizzazione amministrativa straordinaria destinato a migliaia di migranti che già risiedono nel Paese.

Il provvedimento è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dello Stato (BOE) mercoledì 15 aprile ed è entreto in vigore il giorno successivo, giovedì 16 aprile.

Questa misura costituisce la prima tappa del Piano di integrazione e convivenza interculturale, un’iniziativa con cui la Spagna intende rafforzare un modello di politica migratoria basato sui diritti umani, l’integrazione e la convivenza, ponendolo al contempo in sintonia con la crescita economica e la coesione sociale.

Il periodo di presentazione delle domande ha avuto inizio giovedì 16 aprile.

A partire da tale data, gli interessati possono presentare la propria domanda online, una modalità che richiede il possesso di un certificato elettronico e che è disponibile ininterrottamente, 24 ore al giorno e 7 giorni alla settimana per tutto il periodo.

Parallelamente, lo stesso giorno è stato attivato il sistema di prenotazione per coloro che optano per la procedura in presenza.

La ministra Elma Saiz ha garantito che “la regolarizzazione sarà una procedura agile, efficace e senza intoppi e darà risposta a tutti coloro che soddisfano i requisiti”, ricordando inoltre che il termine per avvalersi di questo processo rimarrà aperto fino al 30 giugno.

La procedura è rivolta sia alle persone in situazione amministrativa irregolare in Spagna sia ai richiedenti protezione internazionale.

Per ottenere l’autorizzazione di soggiorno e lavoro, i richiedenti dovranno dimostrare di trovarsi nel paese da prima del 1° gennaio 2026 e di avervi soggiornato ininterrottamente per almeno i cinque mesi precedenti la presentazione della domanda.

È requisito imprescindibile che i richiedenti non abbiano precedenti penali e non costituiscano una minaccia per l’ordine pubblico, la sicurezza pubblica o la salute pubblica.

Per giustificare la permanenza nel territorio nazionale, saranno ammessi documenti pubblici o privati, o una combinazione di entrambi, che siano datati e contengano dati personali che attestino l’identità del richiedente.

Inoltre, al richiedente verrà assegnato un numero personale di previdenza sociale.

Una volta che il beneficiario avrà ricevuto la decisione definitiva favorevole, avrà un mese di tempo per presentare la domanda per la Carta d’Identificazione dello Straniero (TIE).

Il decreto stabilisce una protezione speciale per i minori coinvolti nel processo, ai quali sarà concessa un’autorizzazione di soggiorno della durata di cinque anni.

Per facilitare e snellire le pratiche per le famiglie, sarà possibile gestire contemporaneamente e in un unico appuntamento le richieste di tutti i membri di uno stesso nucleo familiare.

Franco Leonardi

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