Dopo la denuncia dei commercianti di Las Galletas, le lamentele per furti e risse si diffondono nei centri abitati della regione: «Il problema non è più isolato, ma strutturale»
Il Circolo degli Imprenditori del Sud di Tenerife (CEST) e l’Associazione degli Imprenditori di Arona (AECPA) hanno appoggiato le lamentele espresse dai commercianti di Las Galletas riguardo alla crescente percezione di insicurezza in questo centro costiero, aggravata da quasi un mese da un’ondata di furti subiti dagli esercizi commerciali e che, sulla base delle registrazioni delle telecamere di videosorveglianza, attribuiscono a una banda di minorenni che agisce nelle prime ore del mattino.
Antonio González Núñez, presidente degli imprenditori di Arona, ha esteso la denuncia ai centri di Los Cristianos, El Fraile e Las Verónicas e ha avvertito che l’insicurezza «ha smesso di essere un fenomeno sporadico per diventare strutturale, colpendo aziende, negozi, locali di svago e servizi, nonché “l’immagine esterna di una delle principali destinazioni turistiche del sud di Tenerife”».
Dopo aver sottolineato che “non si può normalizzare il lavorare con paura” o che i turisti percepiscano “una mancanza di controllo”, González Núñez ha ricordato che gli imprenditori denunciano da anni “risse, traffico di droga e furti” in zone come Las Verónicas, “in assenza di misure dissuasive, come le telecamere di videosorveglianza, richieste da oltre un decennio”.
Javier Cabrera, presidente del CEST, aveva già segnalato nel settembre 2025, in una lettera inviata al sindaco di Arona, Fátima Lemes, la preoccupazione che regnava tra i rappresentanti della Zona Commerciale Aperta di Las Galletas e Los Cristianos per gli “atti di vandalismo, alterchi sulla pubblica via, consumo di stupefacenti, vendita ambulante non autorizzata e esercizio della prostituzione in spazi pubblici”.
La lettera, che denunciava anche carenze nella pulizia e nella manutenzione urbana, la presenza di roulotte nelle zone costiere e spazi pubblici in condizioni precarie, raccoglieva il malcontento dei commercianti per la “mancanza di risposte concrete e visibili” da parte del Comune e chiedeva un rafforzamento della presenza della polizia nei punti più sensibili del centro costiero.
Un mese dopo, il CEST ha inviato una seconda lettera, questa volta per trasmettere al Comune le lamentele, quasi identiche, dei commercianti di Playa de Las Américas.
In essa si comunicava la preoccupazione e la “frustrazione” dei piccoli imprenditori per i “comportamenti violenti e le pratiche illegali che minacciano la convivenza e l’attività economica”.
“Passano gli anni, la popolazione è cresciuta, abbiamo una società sempre più complessa e tutto ciò ha portato a una situazione conflittuale e a una percezione di insicurezza che fa sì che in questo momento tutti si lamentino”, ha dichiarato Javier Cabrera, che ha individuato il problema a Las Galletas, Costa del Silencio, El Fraile, Los Cristianos e Playa de Las Américas, “dove di notte non si vede la Polizia”.
Inoltre, ha ricordato il deficit che affligge la regione meridionale in termini di effettivi delle forze di sicurezza dello Stato. “La Guardia Civil, con un’enorme area di copertura nel Sud, da decenni non dispone del personale necessario per svolgere il proprio lavoro in tutto il territorio di sua competenza”, ha sottolineato.
Da parte sua, Víctor Sánchez, presidente dell’Associazione degli imprenditori di Costa Adeje, ha chiesto una risposta strutturale da parte delle amministrazioni pubbliche.
«Non bastano interventi puntuali o arresti isolati. È necessario un piano di sicurezza integrale che includa un rafforzamento permanente delle forze di polizia, l’installazione di videosorveglianza e un reale coordinamento tra le amministrazioni», ha sottolineato il dirigente imprenditoriale.
Franco Leonardi
