Trekking Mindful a Puerto de la Cruz: quando camminare diventa rinascita

Puerto de la Cruz si scrolla di dosso la pioggia che ha spazzato via la Sfilata dei Re Magi del 5 gennaio.

Ma forse è proprio questo il messaggio dell’isola: oltre le luminarie e il chiasso delle feste, c’è un altro modo di celebrare.

Un modo che profuma di terra bagnata, di oceano selvaggio, di vulcano addormentato.

Immagina di svegliarti all’alba, quando la luce ancora esita tra notte e giorno.

L’aria sa di sale e muschio. Allacci gli scarponi, inspiri profondamente, e ti avvii verso un sentiero che serpeggia tra felci giganti e rocce nere lucide di rugiada.

Non stai semplicemente camminando: stai dialogando con millenni di storia geologica, con foreste che respirano nebbia, con te stesso.

Benvenuto nel trekking mindful di Tenerife, dove ogni passo è una meditazione in movimento, ogni curva del sentiero un invito a lasciar andare il superfluo.

Tre sentieri per tre rinascite

Il sentiero dei sensi: l’alfabeto della natura

Il PR-TF 10 è un anello gentile di 4 chilometri che abbraccia Puerto de la Cruz, da Odón González de Chávez fino alla costa.

Difficoltà bassa, tempo 1-2 ore: perfetto per chi muove i primi passi nel trekking consapevole, o per famiglie che vogliono regalare ai bambini un’avventura sensoriale.

Qui il muschio cresce folto come un tappeto verde smeraldo. Sfioralo con le dita: è umido, vivo, quasi palpita.

Chiudi gli occhi e ascolta: il fruscio ipnotico delle foglie di laurisilva, quell’antica foresta subtropicale che rivestiva il Mediterraneo milioni di anni fa e ora sopravvive solo in questi lembi atlantici. Più avanti, l’aria cambia registro: arriva la brezza salmastra, carica di iodio e libertà.

Pratica mindfulness a ogni stazione sensoriale: fermati, appoggia la schiena a un tronco muscoso, inspira per quattro secondi riempiendo il diaframma.

Trattieni il respiro. Poi espira lentamente, visualizzando tensioni e pensieri ossessivi che si dissolvono come schiuma sugli scogli. Il mare laggiù ruggisce la sua antica litania. Tu, finalmente, ascolti.

Roque de Taborno: dove il fuoco incontra l’acqua

Saliamo di difficoltà con il PR-TF 63: 6 chilometri tra scogliere basaltiche vertiginose e terrazze di banani che si aggrappano alla montagna come pensieri ostinati.

Difficoltà media, 3 ore di camminata che ti lasciano sudato ma euforico.

Dal belvedere, lo spettacolo ti toglie il fiato: il Teide – quel colosso di 3.718 metri, terzo vulcano più alto del mondo dalla sua base oceanica – domina l’orizzonte come un gigante assonnato.

Sotto di te, l’Atlantico ribolle contro faraglioni neri, creando arcobaleni di schiuma. È un paesaggio di contraddizioni primordiali: fuoco pietrificato e acqua indomabile, altura che sfiora le nuvole e costa che ne viene battuta.

Qui sperimenta la tecnica del respiro 4-7-8: inspira per 4 secondi dal naso, trattieni per 7, espira per 8 dalla bocca. Ripeti cinque volte. Sentirai il sistema nervoso che si placa, la mente che si schiarisce.

Questo è il luogo ideale per meditare su nuovi equilibri, su modi di vivere che onorino le contraddizioni invece di negarle. Come questo sentiero che unisce vulcano e oceano, puoi integrare ambizione e quiete, solitudine e connessione.

Anaga Rural Park: nella cattedrale verde

E poi c’è lei: la foresta incantata degli Anaga, patrimonio della biosfera UNESCO. Dal punto d’accesso di Punta del Hidalgo, preparati a un trekking impegnativo: 8 chilometri, alta difficoltà, 4 ore che ti porteranno nel cuore di boschi nebbiosi dove il tempo sembra essersi fermato al Terziario.

Le salite sono ripide, le gambe bruciano, ma ogni sforzo viene ripagato. Quando emergi su un crinale, l’Atlantico si spalanca sotto di te in infinite tonalità di blu cobalto.

Le nuvole attraversano la foresta a mezz’aria, accarezzando tronchi contorti di erica e laurisilva endemica. Il silenzio è rotto solo dal canto acuto dei fringuelli blu delle Canarie e dal sussurro del vento tra le fronde.

Pratica la camminata consapevole: sincronizza ogni passo col respiro, nota la sensazione del piede che tocca terra, il gioco di luce tra le foglie, il profumo umido di humus e vita.

Questi boschi hanno migliaia di anni. Camminandoci dentro, diventi parte di una storia molto più grande della tua piccola esistenza quotidiana. È una connessione primordiale, quasi sacra.

Ma c’entra tutto questo con l’Edenamismo? Questa filosofia emergente invita a immaginare “Edeni sospesi” – luoghi e stati d’essere dove risorse naturali e consapevolezza umana si intrecciano per creare armonia.

Niente utopie irrealizzabili: solo la riscoperta che possiamo vivere meglio con meno frenesia, più autenticità, meno catene consumiste.

Tenerife diventa così un laboratorio vivente. Nei suoi trekking sperimenti la riduzione delle distrazioni digitali (niente notifiche nel bosco di laurisilva).

Abbracci le contraddizioni – fuoco-mare, altura-costa, solitudine-comunità – per rigenerare corpo e spirito.

Consigli per Camminatori Consapevoli

Pratico, sempre pratico: porta almeno 1,5 litri d’acqua per persona, scarpe da trekking con suola scolpita (il basalto bagnato è traditore), protezione solare anche in inverno.

Scarica mappe offline su Wikiloc o Komoot: la connessione cellulare negli Anaga è capricciosa.

Parti all’alba, quando la luce è dorata e la temperatura ancora clemente. I sentieri si riempiono dopo le 10, ma alle 7 del mattino appartengono solo a te e agli uccelli.

Unisciti a ritiri mindfulness locali o agli eventi che combinano trekking, yoga e meditazione guidata. Dopo il trek, concediti una sosta rigenerante in un chiringuito di pescatori: un piatto di papas con mojo rosso piccante, una cerveza Dorada ghiacciata, i piedi ancora impolverati di sentiero.

I sapori vulcanici di questa terra – aglio, peperoncino, cumino, coriandolo – ti ricaricano come nessun energy drink farebbe mai.

L’invito della montagna

Questi percorsi non sono semplici escursioni domenicali. Sono inviti sussurrati dalla natura: Vieni. Rallenta. Respira. Ricorda chi sei sotto la crosta delle scadenze e delle ansie.

Puerto de la Cruz ti aspetta, non solo con i suoi hotel fronte mare e i ristoranti pittoreschi, ma con qualcosa di più prezioso: la possibilità di rinascere.

Un passo alla volta, tra felci giurassiche e onde eterne, puoi scoprire il tuo Eden personale.

Perché alla fine, forse, è questo il vero lusso: non possedere di più, ma sentire più profondamente. Non correre più veloce, ma camminare più consapevoli.

Il sentiero ti chiama. Sei pronto a rispondere?

di Luca Bertagnon

 

 

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