Questo mese vorrei portare all’attenzione dei lettori un problema che sta assumendo contorni sempre più seri a Tenerife, soprattutto con l’arrivo dell’inverno: l’aumento di persone senza risorse economiche che vivono in strada e che, in molti casi, fanno uso abituale di alcol e stupefacenti a basso costo.
Una situazione che non riguarda più solo il disagio sociale, ma che sta iniziando ad avere ripercussioni concrete sulla sicurezza, sulla convivenza e sull’immagine dell’isola.
Negli ultimi mesi si è registrato un incremento di accessi ai pronto soccorso per motivazioni non sempre riconducibili a vere emergenze sanitarie. Con l’abbassarsi delle temperature, alcune persone cercano volontariamente il ricovero notturno per ottenere un letto, un pasto caldo e la possibilità di lavarsi. In molti casi, però, queste richieste sono accompagnate da stati di alterazione dovuti all’abuso di alcol o sostanze, che rendono la gestione delle strutture sanitarie particolarmente complessa.
Il problema si sposta rapidamente anche all’esterno degli ospedali e nei quartieri turistici. Residenti e operatori segnalano un aumento di episodi di aggressività verbale, comportamenti intimidatori e situazioni di degrado che coinvolgono direttamente turisti e famiglie. Zone un tempo considerate tranquille iniziano a essere evitate nelle ore serali, con un impatto evidente sulla percezione di sicurezza e, di conseguenza, sulla reputazione di alcune aree a forte vocazione turistica.
In questo contesto, il lavoro delle forze dell’ordine e della sicurezza privata diventa centrale. Pattugliamenti rafforzati, interventi preventivi e una presenza costante nei punti più sensibili stanno contribuendo a contenere situazioni che, senza controllo, rischierebbero di degenerare. In particolare, il personale di vigilanza privata impiegato in ospedali, centri commerciali e strutture ricettive si trova quotidianamente a gestire persone in stato di alterazione, spesso aggressive e imprevedibili, proteggendo clienti, pazienti e lavoratori.
Va sottolineato come questi operatori svolgano un ruolo fondamentale non solo nel controllo, ma anche nella prevenzione. La loro presenza dissuasiva riduce il numero di episodi critici e consente alle forze dell’ordine di intervenire in modo mirato quando necessario. È un lavoro silenzioso, spesso poco visibile, ma indispensabile per mantenere un minimo di equilibrio in una situazione sociale sempre più fragile.
Il rischio, se il fenomeno continuerà a crescere, è quello di alimentare una cattiva fama che potrebbe avere conseguenze dirette sul futuro del turismo, settore vitale per l’economia dell’isola. La percezione di insicurezza, anche quando basata su episodi circoscritti, tende a diffondersi rapidamente e a influenzare le scelte di chi visita Tenerife.
