L’aumento dei senzatetto e i problemi legati alla tossicodipendenza e alla criminalità mettono i residenti della zona di Cruz del Señor in una situazione complicata.
I residenti di Cruz del Señor, a Santa Cruz de Tenerife, hanno nuovamente alzato la voce per denunciare la grave situazione di insicurezza che, a loro dire, affligge il quartiere da oltre un anno.
L’aumento dei senzatetto e dei clandestini, i conflitti derivanti dal consumo di alcol e altre droghe e le risse alla fermata del tram hanno generato un clima di paura e disagio che i residenti non sono più disposti a tollerare.
Secondo il portavoce dei residenti, gli incontri tenuti con il Comune si sono concretizzati in promesse che non si sono mai effettivamente realizzate.
I residenti criticano il fatto che la presenza della polizia aumenti solo quando le loro lamentele finiscono sui media, ma scompaia poco dopo, lasciando irrisolti i problemi di fondo.
“È una situazione che subiamo da un anno”, ha lamentato il rappresentante dei residenti, sottolineando che la pazienza dei residenti ha raggiunto il limite.
La Cruz del Señor è una zona strategica della capitale di Tenerife, un “quartiere di passaggio” che collega altri importanti centri come La Salud, Cuesta Piedra e Los Gladiolos.
Questa particolarità rende le sue strade un continuo viavai di persone, tra cui individui in situazioni di sbando che, a volte, generano gravi alterchi.
“Siamo il passaggio di tutto” sottolineando che molte di queste persone sono sotto l’effetto di droghe e alcool e protagoniste di episodi che vanno dai disturbi alle risse e ai furti.
La fermata del tram è diventata uno dei punti più conflittuali, dove le discussioni per chiedere soldi possono degenerare rapidamente in violenza.
A questo si aggiunge la presenza di un mercatino illegale nella piazza, dove il consumo di alcol è abituale e si accumula sporcizia.
I parchi vicini, denunciano, sono utilizzati come bagni a cielo aperto, luoghi per il consumo e l’iniezione di droghe.
La paura è una costante per i residenti, soprattutto di notte. “Vai con quella paura, perché alla fine vedi quelle persone passare” descrivendo l’inquietudine che provano quando tornano a casa.
La sensazione di insicurezza non è solo una percezione.
Il presidente dell’associazione ha confermato che si sono verificati rapine e furti con violenza, al punto che lui stesso ha dovuto rivolgersi al tribunale per difendere una delle vittime.
I residenti sentono la mancanza della figura della vecchia “polizia di quartiere”, un corpo di polizia vicino che pattugliava costantemente le strade e conosceva in prima persona la realtà della zona.
Nonostante la frustrazione accumulata, i residenti mantengono un filo di speranza.
Il portavoce del quartiere ha riferito che l’assessore alla Sicurezza, Gladys de León, lo ha contattato per organizzare una riunione sulla sicurezza alla quale parteciperanno sia la polizia locale che la polizia nazionale.
L’obiettivo è quello di trovare una soluzione coordinata ed efficace, anche se la sfiducia persiste.
“La mancanza di professionisti o di polizia che abbiamo a Santa Cruz è evidente”, affermano, e criticano il fatto che molte risorse siano concentrate nel centro della città, mentre i quartieri rimangono trascurati.
I residenti insistono sul fatto che non si tratta di una questione politica, ma di benessere e convivenza.
“Qui non parliamo di politica, parliamo dei residenti, e alla fine dei conti i mezzi devono essere messi a disposizione dal Comune”, ha affermato.
Expósito ha chiesto al Comune di “ascoltare i residenti” e di “fare finalmente il proprio lavoro”, riconoscendo che, sebbene vengano messi a disposizione dei mezzi, questi “non sono sufficienti”.
La percezione generale è che la sorveglianza sia reattiva e non preventiva: “il fatto che un poliziotto passi di lì con la macchina su e giù non significa che ci dia sicurezza”.
Lo stesso Expósito ha riconosciuto che la situazione della Cruz del Señor è solo la punta dell’iceberg di un problema sociale molto più ampio che riguarda tutta la città e l’isola.
Il “problema riguarda tutta la città”, ha affermato, citando altre zone di Santa Cruz come Azorín, Somosierra, i dintorni del Mercato di Nuestra Señora de África, il ponte Zurita, il terminal degli autobus o i dintorni di El Corte Inglés e Calle Castillo.
Questa crisi dei senzatetto si estende anche ad altri comuni come Arona, Adeje, nel sud, o La Laguna.
Dietro questa realtà si nasconde un insieme di fattori che include gli alti tassi di povertà nelle Canarie, la grave “invasione” degli immigrati clandestini che pochi vengono spediti in penisola e l’aumento delle dipendenze da alcol e altre droghe.
Il sindaco della capitale ha sottolineato in altre occasioni che Santa Cruz sta accogliendo persone provenienti da altri comuni che non dispongono di rifugi, il che aumenta la pressione sulle risorse sociali della città.
La complessità della questione è anche di natura legale, troppa gente straniera è arrivata sulle Isole senza arte né parte, facendo i “figli dei fiori”, vivendo “la natura” e non cercando un lavoro.
Franco Leonardi
