La fine del 2025 conferma un dato ormai evidente: il mercato immobiliare di Tenerife continua a muoversi su livelli di forte pressione, sia sul fronte delle vendite sia su quello degli affitti.
Un anno caratterizzato da prezzi elevati, domanda costante e un’offerta abitativa che fatica a rispondere alle esigenze reali della popolazione residente.
Nel corso degli ultimi dodici mesi i valori di compravendita hanno consolidato una crescita iniziata da tempo. Le zone più richieste dell’isola restano quelle costiere e i centri urbani principali, ma l’aumento dei prezzi non riguarda più soltanto il sud o Santa Cruz. Sempre più spesso l’interesse degli acquirenti si è spostato verso comuni più piccoli e aree interne, considerate fino a poco tempo fa alternative più accessibili. Località come La Orotava, Tacoronte o Icod de los Vinos hanno visto crescere la domanda, con un conseguente aumento dei prezzi anche in contesti tradizionalmente più tranquilli.
Se sul mercato delle vendite si intravede un possibile rallentamento legato ai limiti di spesa di molte famiglie, il quadro degli affitti appare ancora più complesso. La scarsità di alloggi disponibili per locazioni a lungo termine continua a essere uno dei problemi principali dell’isola. I canoni restano elevati e l’offerta è limitata non solo nelle zone turistiche, ma anche nei comuni di medie e piccole dimensioni, dove sempre più proprietari preferiscono soluzioni temporanee o flessibili. Questo fenomeno incide direttamente sulla qualità della vita dei residenti, in particolare dei giovani e dei lavoratori con redditi medi.
Nel 2025 le istituzioni hanno ribadito l’impegno ad aumentare l’offerta di abitazioni a canone agevolato e di edilizia pubblica, con progetti che coinvolgono anche diversi comuni di Tenerife. Si tratta però di interventi che produrranno effetti concreti solo nei prossimi anni e che, almeno nel breve periodo, non sembrano in grado di riequilibrare il mercato.
Le prospettive per il 2026 indicano uno scenario di continuità. I prezzi di vendita potrebbero crescere in modo più moderato, mentre sugli affitti la pressione resterà alta, soprattutto nelle zone ben collegate e con una buona qualità dei servizi. Per i comuni più piccoli la sfida sarà quella di gestire l’aumento dell’interesse senza perdere l’equilibrio tra sviluppo, attrattività e diritto alla casa.
Un ulteriore elemento destinato a incidere sul mercato immobiliare nel 2026 riguarda il tema della Vivienda Vacacional. La nuova normativa regionale, che rende più complesso e in molti casi impossibile ottenere nuove licenze, (vedi anche nostro articolo di dicembre 2025) sta già producendo effetti indiretti sui prezzi. Gli immobili che dispongono di una licenza attiva tendono ad acquisire un valore superiore rispetto a quelli privi di autorizzazione, poiché offrono una maggiore flessibilità d’uso e una potenziale redditività turistica. Al contrario, le unità abitative che non possono accedere a questo regime vedono ridursi l’interesse da parte di una parte degli investitori, con un possibile riequilibrio della domanda verso l’affitto residenziale. Nel medio periodo, questa dinamica potrebbe contribuire a una selezione più marcata del mercato, premiando gli immobili già regolarizzati e spingendo una parte dell’offerta verso formule abitative più stabili.
La chiusura del 2025 lascia quindi un mercato immobiliare ancora dinamico, ma sempre più selettivo. Il 2026 si apre con la necessità di politiche abitative concrete e tempestive, capaci di rispondere non solo alla domanda esterna, ma soprattutto alle esigenze di chi vive stabilmente sull’isola.
Marco Volpe per Asimar Tenerife
Responsabile dei servizi immobiliari, bandi e startup
