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    La Farnesina lancia “chatbot” al servizio degli italiani all’estero

    È stato lanciato l’8 febbraio alla Farnesina il nuovo assistente virtuale (“chatbot”) del sito web della Farnesina e dei siti delle Ambasciate e dei Consolati italiani all’estero: uno strumento innovativo che permetterà un più veloce e pratico supporto a servizio dei connazionali all’estero.

    A presentare il progetto il Segretario Generale della Farnesina Riccardo Guariglia, che lo definisce “uno strumento innovativo per migliorare le relazioni con il pubblico e la qualità dei servizi offerti all’utenza”, dal momento che “l’assistenza ai connazionali è uno di quei settori per noi prioritari in cui unire innovazione e tradizione”.

    “Essere in contatto e al servizio dei connazionali all’estero è per noi una sfida che vogliamo vincere.

    Vogliamo far sentire i nostri connazionali vicini al nostro Paese”, ha concluso Guariglia.

    “Alcune sedi avevano già introdotto dei chatbot e abbiamo colto questi fermenti per metterli a sistema e per far sviluppare dalle venti sedi pilota questo nuovo passaggio a complemento del lungo percorso di digitalizzazione della rete diplomatico-consolare”, ha detto il Direttore Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie della Farnesina, Luigi Maria Vignali.

    Gli italiani “sono moltissimi”, ha chiosato Vignali, e l’assistente virtuale è un “banco di prova per una maggiore vicinanza ai connazionali tramite i servizi digitali”, senza comunque “andare a sostituire l’attività delle sedi consolari”.

    L’assistente virtuale offrirà un’interazione immediata tra l’Amministrazione e il pubblico.

    Attraverso una serie di domande e risposte basate sui tipici sistemi di messaggistica, guiderà l’utenza verso il raggiungimento dell’informazione desiderata, coprendo una vasta gamma di quesiti – prevalentemente in materia di assistenza consolare e visti – frequentemente rivolti all’Ufficio Relazioni con il Pubblico e alle Sedi all’estero. Questo strumento, a servizio di 20 sedi consolari pilota del progetto, si è reso necessario a causa “dell’aumento della richiesta dei servizi in tutta la rete diplomatica e consolare, soprattutto nel periodo Covid 19 – come sottolineato dal Direttore Generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale della Farnesina, Alessandro De Pedys -. Negli ultimi tre anni i numeri dei contatti sono triplicati”.


    De Pedys ha poi illustrato il funzionamento del chatbot che “partirà con sei lingue”, ma nelle “prossime settimane se ne aggiungeranno altre”.

    Lo strumento “vuole offrire un servizio migliore e accorciare i tempi”, oltre ad “ottimizzare l’utilizzo delle risorse”.

    (NoveColonneATG)

     

     

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