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    La lotta contro le termiti sotterranee a Tenerife

    Il Cabildo sta preparando una potente campagna informativa per il 2024; quattro persone si uniranno al team dell’azienda pubblica Tragsatec per rafforzare il lavoro sul campo.

    Il Cabildo de Tenerife sta rafforzando le sue risorse per combattere la termite sotterranea Reticulitermes flavipes, una specie esotica invasiva individuata per la prima volta una decina di anni fa a Tacoronte, ma che già colpisce altri quattro comuni, ovvero La Laguna, Adeje, Arona e Santiago del Teide.

    L’obiettivo è evitare che il parassita si diffonda e si trasferisca nelle aree naturali protette vicine alle zone colpite, come il parco rurale di Anaga o la costa di Acentejo.

    A tal fine, questo mese quattro persone si uniranno al team di Tragsatec, l’azienda pubblica incaricata dell’eradicazione, per rafforzare il lavoro sul campo, soprattutto nella parte meridionale dell’isola, dove è necessario controllare alcuni nuovi focolai in cui è necessario dare un’intensità maggiore al trattamento.

    Questo rafforzamento e il successivo monitoraggio sono due delle richieste che i comuni interessati hanno fatto al Dipartimento di Ambiente Naturale del Cabildo e che rafforzeranno il lavoro svolto da Mulan, Kiara e Mafia, i tre cani addestrati per individuare Reticulitermes flavipes, migliorando l’efficacia e risparmiando sui costi di eradicazione.

    Inoltre, per quest’anno, la Corporazione insulare sta progettando una campagna di informazione più incisiva per sensibilizzare l’opinione pubblica su questa specie che ha causato tanti grattacapi agli abitanti delle città citate, “perché ci sono ancora persone che le vedono e non sanno di che insetto specifico si tratti e quali danni possa causare”, afferma Guacimara González Delgado, tecnico dell’Unità di Biodiversità del Dipartimento di Ambiente dell’isola, in un’intervista a questo giornale.

    “Le persone possono chiamare, inviarci una foto per fare una piccola identificazione preliminare e uno screening e poi andiamo sul posto per verificare se si tratta del Reticulitermes flavipes e, in caso affermativo, agire immediatamente”, sottolinea González Delgado.

    Questo dipartimento sta lavorando sulla base di due linee principali, una di precauzione, in modo da non intaccare gli spazi naturali protetti, e un’altra di obbligo, visto che nel 2019 sarà inserito nel catalogo nazionale delle specie aliene invasive.


    Franco Leonardi

     

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