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    Bonus per il cibo: quando fare domanda, requisiti e modalità

    Il governo concede un mese e mezzo di tempo per richiedere l’assegno di 200 euro.

    Il Governo ha annunciato la creazione di un assegno alimentare per alleviare l’aumento del prezzo del carrello della spesa per le famiglie vulnerabili, con un reddito annuo fino a 27.000 euro e un patrimonio netto non superiore a 75.000 euro al 31 dicembre di quest’anno.

    L’obiettivo del governo è di rendere disponibile l’assegno a 4,2 milioni di famiglie – tra i sei e gli otto milioni di persone -.

    Il decreto può essere richiesto dal 15 febbraio al 31 marzo 2023 presso la sede elettronica dell’Agenzia statale per l’amministrazione fiscale, secondo il regio decreto legge approvato dal governo, che è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dello Stato (BOE) ed entra in vigore immediatamente.

    I pagamenti corrispondenti saranno effettuati dall’Agenzia statale per l’amministrazione fiscale, dopo la messa a disposizione dei fondi da parte del Tesoro pubblico, tramite bonifico bancario.

    Secondo i calcoli dei tecnici del Tesoro (Gestha), la comunità autonoma i cui residenti beneficeranno maggiormente è la Catalogna (1,4 milioni di persone), seguita da Madrid (1,27 milioni) e dall’Andalusia (1,22 milioni).

    L’assegno è liberamente disponibile, senza limitazioni d’uso, perché sarebbe impossibile controllarne l’utilizzo, ha dichiarato il Ministro delle Finanze, María Jesús Montero, in un’intervista a Telecinco.

    Potranno farne richiesta le persone con un reddito inferiore a 27.000 euro nel 2022, un calcolo in cui si dovrà tenere conto del reddito del richiedente, dei conviventi e degli ascendenti fino al secondo grado che condividono un’abitazione al 31 dicembre 2022.

    Altri benefici, come quelli per l’alloggio, non saranno presi in considerazione.


    Il patrimonio familiare non può superare i 75.000 euro, compresa la residenza principale.

    I beneficiari dovranno inoltre soddisfare i seguenti requisiti e alcuni profili sono esclusi:

    – aver svolto nel corso del 2022 un’attività di lavoro autonomo o subordinato per la quale si è iscritti al corrispondente regime di sicurezza sociale o di mutua assicurazione.

    – devono aver percepito un sussidio o un’indennità di disoccupazione e devono risiedere abitualmente in Spagna.

    Non avranno diritto all’aiuto:

    Coloro che, al 31 dicembre 2022, percepiscono il Reddito Minimo Vitale (IMV).

    I pensionati le cui buste paga sono pagate dal Regime Generale e dai Regimi Speciali di Sicurezza Sociale o dal Regime dei Pensionati Statali.

    Amministratori di diritto di una società commerciale che non ha cessato l’attività entro il 31 dicembre 2022.

     

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