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    Ley de extranjeria: cosa cambia con la riforma

    Il Consiglio dei ministri ha approvato la riforma della Ley de Extranjería (in vigore dal 15 Agosto) con l’obbiettivo di migliorare il modello migratorio spagnolo e le sue procedure, in molti casi lento e inadeguato, che genera prolungati periodi di irregolarità con alti costi sociali ed economici.

    Le modifiche mirano a favorire l’inserimento nel mercato del lavoro degli immigrati extra-europei e migliorare la gestione delle rotte migratorie regolari.

    Per quanto riguarda l’inserimento nel mercato del lavoro:

    1. vengono migliorate le regole che consentono la permanenza degli studenti, aumentando le loro possibilità di lavoro e attirando così talenti internazionali. Durante il periodo di formazione gli studenti potranno lavorare, purché si tratti di un’attività compatibile con gli studi effettuati e non superi le 30 ore settimanali. Saranno inoltre eliminate le restrizioni all’inserimento nel mercato del lavoro dopo il completamento degli studi: finora, infatti, per ottenere un permesso di lavoro era richiesto un soggiorno di almeno tre anni in territorio spagnolo.

    2) Viene aggiornata la figura dell’arraigo, in italiano radicamento, cioè il vincolo che unisce il cittadino straniero al luogo in cui risiede.

    Nel caso del radicamento lavorativo, la riforma mantiene l’applicabilità di questa figura alle persone che, pur trovandosi in stato di irregolarità al momento della presentazione della richiesta, possano dimostrare un’attività lavorativa regolare di almeno 6 mesi di durata nei 2 anni anteriori a detta richiesta, agilizzandone però i requisiti: si potrà, infatti, utilizzare qualsiasi mezzo di prova per dimostrare il periodo lavorativo, si considererà sufficiente un impiego semestrale in turni settimanali di 30 ore o uno annuale in turni settimanali di 15 ore e si applicherà questa figura anche ai lavoratori autonomi che abbiano lavorato in Spagna almeno 6 mesi in modo continuativo.

    Al contempo viene promossa la figura del confidente (soggetto che collabora con le autorità amministrative, giudiziarie o di polizia in materia di lotta all’economia sommersa) attraverso l’accreditamento di 6 mesi di lavoro ancorché irregolare.

    Per quanto riguarda il radicamento sociale, i contratti presentati per richiedere l’autorizzazione non saranno più valutati per la loro durata, ma in funzione della congruità al Salario Mínimo Interprofesional (SMI).


    Inoltre, l’impiego potrà essere inferiore alle 20 ore settimanali nei casi in cui vi siano minori a carico del richiedente.

    Viene inoltre introdotto un nuovo concetto di radicamento per formazione, che concede un permesso di soggiorno per un periodo di 12 mesi (prorogabile per altri 12) agli stranieri che sono rimasti in Spagna ininterrottamente per un periodo minimo di due anni (la permanenza dev’essere comprovabile con certificado de empadronamiento) se si impegnano a una formazione professionale regolamentata.

    3) relativamente al ricongiungimento familiare, la riforma crea un sistema specifico per il parente di un cittadino spagnolo che desidera mantenere il proprio nucleo familiare in Spagna e i requisiti di ricongiungimento familiare sono resi ancora più flessibili quando riguardano minori e persone con disabilità o in situazioni di vulnerabilità.

    Per quanto riguarda il rafforzamento dell’immigrazione regolare, sono previsti una razionalizzazione dei requisiti per l’ingresso dei lavoratori autonomi provenienti da paesi terzi ed un miglioramento delle procedure di assunzione di stranieri nel paese d’origine attraverso un aggiornamento costante del catalogo delle occupazioni a copertura difficoltosa, redatto dalla Comisión Delegada de Asuntos Económicos su proposta del Ministerio de Inclusión, Seguridad Social y Migraciones.

    Inoltre, la normativa fornisce maggiore stabilità ai lavoratori e alle imprese riducendo gli oneri amministrativi.

    In questo senso le autorizzazioni saranno pluriennali, consentendo allo straniero di lavorare 9 mesi all’anno per 4 anni, e si applicheranno a qualsiasi settore in cui vi sia carenza di lavoratori.

    Inoltre, il Real Decreto crea la Unidad de Tramitación de Expedientes de Extranjería (UTEX) con il fine di standardizzare l’applicazione delle normative sull’immigrazione in tutto il territorio nazionale.

    Avv. Elena Oldani

    Fonti:

    Real Decreto 629/2022, de 26 de julio, por el que se modifica el Reglamento de la Ley Orgánica 4/2000, sobre derechos y libertades de los extranjeros en España y su integración social, tras su reforma por Ley Orgánica 2/2009, aprobado por el Real Decreto 557/2011, de 20 de abril.

     

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