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    Come cavarsela in un sequestro-lampo

    Sono fortunato poiché ho trovato un rapitore gentiluomo!

    Ero nel mio bunker a scrivere una rubrica per Leggotenerife, quando strilla il maledetto, detto anche cellulare, e una voce amica mi dice: Ciao bello come stai?

    Era il Tenente Sheridan: Ti chiamo per due cosette, un invito a bere una birra e raccontarti di una ragazza che mi ha rubato il cuore… Che te ne pare? Beato te Ezzy gli ho detto, ci sto. E la seconda cosa? Ezzy mi ha detto che voleva che gli raccontassi del mio sequestro in Brasile, per usare questa esperienza in una guida che stava facendo la polizia.

    Questo mi è accaduto nell’anno 2002 quando abitavo a Porto Alegre. Sono uscito in macchina un sabato notte, con una professoressa della polizia. Ma che ha fatto questa autista laureata? Ha parcheggiato per due volte e noi siamo rimasti all’interno dell’auto con le luci accese! In città, cioè: “signori ladri vi preghiamo di venire a rapinarci”. Sono venuti da noi Pirulito e il suo complice, si sono avvicinati ognuno a uno sportello con le loro rivoltelle! La professoressa inizialmente ha visto soltanto un rapitore e ha quasi accelerato la macchina! Quasi… o non avreste potuto godere delle mie rubriche, poiché questi sequestri-lampo possono finire con un bel morto nel portabagagli. I criminali sparano senza pietà, non hanno nulla da perdere.

    Queste sono istruzioni per l’utente, mi raccomando di leggerle con calma. Per arrivare a un lieto fine in un sequestro-lampo sono necessarie alcune competenze. La cosa più importante è vincere la paura, può richiedere qualche minuto. Se riusciamo a farlo, siamo a metà strada e siamo pronti per avere un bel rapporto con il criminale. Cioè essere capaci di seguire le sue istruzioni. È fondamentale! Però la laureata ha disobbedito alle istruzioni del rapitore, non ha fatto niente per empatizzare con il Nostro. La prima cosa che ha fatto è dirgli che non aveva dei quattrini nel suo bancomat! Dopo due orette gli ha spiegato come smontare la radio della macchina e rubarla. Per tirare fuori le viti siamo andati in un bar a rubare un coltello per improvvisare un cacciavite. Mamma mia! Io ero seduto sul sedile posteriore con la gradevole compagnia del Nostro, davanti l’autista, era il suo compagno; accanto a lui la cretina. Intanto i rapitori hanno visto la tessera della polizia della professoressa e hanno detto: un bello scherzo!

    Abbiamo visitato 3 sportelli per prelevare denaro, non sapevo che il mio bancomat funzionasse solo i giorni lavorativi. Intanto passava accanto a noi dentro dell’auto, la polizia in macchina. Le istruzioni erano di abbassare la vista perché i poliziotti non si rendessero conto che eravamo stati sequestrati. Ci credete che la “laureata” non abbassava la vista? All’inizio ho avuto paura e ho pensato perché mi sta succedendo questo? Dopo credo di aver visto il dolce sguardo della morte seduta accanto a me. Sarà che la morte ha viso di donna? Mi sono rassegnato a lasciare questo mondo, cosa che mi ha spinto a seguire le istruzioni del Nostro. Un bel rapporto significa anche essere capaci di mettersi nei panni del rapitore, come fa un detective in gamba per risolvere un delitto. Non parlo della Sindrome di Stoccolma: NB 2.

    Il sequestratore ha detto: “a noi non piace fare questo, ma siamo senza lavoro”. Nonostante la paura, credo di essermi convinto della sua sincerità, sebbene la sua mano tremasse mentre brandiva la sua rivoltella puntata sulla mia pancia! Un’altra cosa che mi ha aiutato a empatizzare è che il Nostro si è presentato pulito e ben rasato, non dobbiamo perdere l’eleganza. È stata una relazione win-win dove il delinquente ha ottenuto il risultato sperato per il suo lavoretto: i quattrini! E noi abbiamo vinto il primo premio: la nostra vita!


    Ho avuto la fortuna di trovare un delinquente con valori, come questo cavaliere della notte: lui mi ha offerto una bottiglia d’acqua! E fondamentale: ha rispettato la mia vita. Il sequestro mi è costato soltanto un cellulare che non era un granché, 400 Reais e un trench stile Sheridan! È importante dire che ancora esistono delinquenti gentili così come i crudeli, che anche avendo ricevuto il bottino del rapimento ugualmente uccidono il “cliente”.

    Ma chi è il Nostro? È Pirulito! Vorrei dargli un abbraccione se per caso lo incontrassi per strada. Mentre mi sequestravano, la mia ex ragazza, la sorella della professoressa, mi metteva le corna. Grazie a lui l’ho scoperto! Il bottegaio di quartiere mi diceva: “dobbiamo saper portare le corna con dignità”. Come architetto consiglio che le porte delle case siano alte, che si cambi la moglie invece di cambiare la porta, l’amore di una porta è eterno, l’amore di una donna non saprei… Però il 21 dicembre ho subito un dolce terremoto che mi ha fatto cambiare di opinione…

    NB 1 Porto Alegre, capoluogo dello Estado de Rio Grande do Sul, Brasile, è una città accogliente, sono vissuto lì cinque anni. Uno ogni 4 abitanti della regione è italo discendente.

    NB 2  Nel 1973 c’è stata una rapina in una banca con alcuni ostaggi, tutto è finito bene grazie all’intervento della polizia. Però al processo i sequestrati non hanno voluto testimoniare contro i sequestratori! Questo atteggiamento si conosce come Sindrome di Stoccolma. Esistono “cittadini” che non meritano il lavoro fatto con passione dalla nostra Polizia!

    Lieto Fine

    di Commissario Steneri

     

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