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    Il Parlamento approva il rapporto dell’esecutivo sull’estensione della ZEC

    Appoggia anche l’estensione della proroga per la materializzazione degli investimenti RIC fino al 2023, un’altra modifica del REF.

    Il Parlamento delle Canarie ha approvato, con i voti favorevoli dei gruppi che appoggiano il governo, l’estensione della Zona Speciale delle Canarie (ZEC) fino al 2029 per recuperare la differenza di sei anni tra la data di registrazione e quella di sfruttamento dell’incentivo fiscale.

    Questa relazione, presentata dal PSOE, Sí Podemos Canarias, Nueva Canarias e l’Agrupación Socialista Gomera, è obbligatoria in quanto riguarda una modifica del Regime Economico e Fiscale (REF), e richiama l’attenzione sulla necessità di sollecitare il governo centrale a prendere le misure necessarie per estendere la ZEC fino al 31 dicembre 2029, e ad avviare i passi necessari con la Commissione Europea a tal fine.

    Nel progetto di decreto reale inviato dal Ministero delle Finanze al Parlamento regionale per informazione preventiva, la ZEC è prorogata almeno fino al 2027, periodo che potrebbe essere esteso fino al 2029 se autorizzato dalla CE.

    In questo modo, intendono modificare ed estendere l’articolo 29, paragrafo 1, della legge 19/1994, che stabilisce che la durata della zona speciale delle Canarie sarà limitata al 31 dicembre 2026.

    L’opposizione ha votato contro la proroga della ZEC fino al 2029, se la Commissione Europea la autorizzerà, perché ritiene che il governo debba garantire il beneficio fiscale della Zona Speciale delle Canarie e non rimandarlo a una decisione futura.


    In particolare, Rosa Dávila (CC-PNC-AHI) ha criticato il fatto che il governo quadripartito sta scendendo a compromessi con l’intenzione di ridurre il periodo di benefici fiscali per le imprese nella ZEC, “da sei a quattro anni”.

    Il sig. Dávila ha sottolineato che negli anni in cui la ZEC è stata in funzione, la Commissione europea non ha mai espresso la sua opposizione a questo periodo, e quindi ha detto che non poteva capire “la posizione di compromesso” con “la chiara intenzione del governo spagnolo di ridurre il REF”.

    Nel documento approvato dal legislatore canario, si difende che il REF “è giustificato dai suoi fatti differenziali, come la sua natura insulare, la lontananza, le condizioni geografiche, geologiche e climatiche, così come la scarsità di risorse”.

    Il REF comprende una serie di misure economiche e fiscali volte a promuovere l’espansione economica e sociale delle Isole Canarie e a compensare le difficoltà derivanti dal loro status di regione ultraperiferica.

    Un’altra relazione sullo stesso argomento, presentata dall’opposizione, è stata discussa in plenaria, che è stata respinta ad eccezione di un punto che è stato compromesso da tutti i gruppi e sostenuto all’unanimità.

    Questo aspetto si riferisce alla modifica degli articoli 27, paragrafo 11 e 29, paragrafo 1 della legge 19/1994, del 6 luglio, sulla modifica del regime economico e fiscale delle isole Canarie.

    Con riferimento alla sezione 11, vengono introdotte modifiche con effetto dal 1° gennaio 2022 per favorire gli investimenti anticipati, che saranno considerati come materializzazione della riserva da accantonare a fronte degli utili ottenuti nel periodo d’imposta in cui viene effettuato l’investimento o nei tre periodi d’imposta successivi, purché siano rispettati gli altri requisiti.

    Queste assegnazioni devono essere fatte con gli utili ottenuti fino al 31 dicembre 2023.

    Il vicepresidente della Comunità Autonoma e ministro regionale delle Finanze, del Bilancio e degli Affari Europei, Román Rodríguez, ha detto ieri alla sessione plenaria del Parlamento che “non ci sono dubbi” sulla proroga della RIC fino al 2023, e, per quanto riguarda la ZEC, ha riconosciuto che “è il momento di combattere”, il che “è facile”.

    “È sufficiente notificare alla Commissione europea la proroga fino al 2029.

    Rodríguez ha detto che questo aggiustamento “avrebbe potuto essere fatto prima”, dato che è stato fissato in aprile e NC aveva avvertito da settembre.

    “Spingono sempre i negoziati del REF al limite”, ha riassunto.

    Sarà nel Consiglio dei ministri oggi, attraverso un decreto legge reale.

    Anita Caiselli

     

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