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    Il Ministero della salute del governo delle isole Canarie ha aggiornato i livelli di allarme salute

    Fuerteventura sarà aggiornato al livello di allerta 2 da lunedì prossimo in vista dell’evoluzione dei suoi indicatori epidemiologici.

    Il Ministero della salute del governo delle isole Canarie ha aggiornato questo giovedì i livelli di allarme salute dopo la relazione epidemiologica della direzione generale della sanità pubblica, con dati consolidati al 10 novembre, sull’evoluzione degli indicatori di salute, che passano all’isola di Fuerteventura al livello di allerta 2, mentre il resto delle isole continuano per un’altra settimana a livello di allerta 1, identificato con il “semaforo verde”.

    Il cambio di livello di Fuerteventura entra in vigore alle ore 00.00 del prossimo lunedì 15 fino al 25 novembre, soggetto a rivalutazioni periodiche, anche prima della data indicata se necessario.

    Nella Comunità Autonoma nel suo complesso, tra il 3 e il 9 novembre, sono stati segnalati 912 nuovi casi, il che rappresenta un aumento di circa il 64,3% nella media giornaliera di nuovi casi rispetto alla settimana precedente, quando erano stati registrati 555 casi.

    Il tasso medio di IA su 7 giorni nelle isole Canarie nel loro insieme e per isola è aumentato di circa il 19,3%, così che da una media giornaliera di 28 casi per 100.000 abitanti, è passato a 34,4 casi nell’ultima settimana.

    Per le isole, tutte sono a livello di rischio medio, tranne La Palma che questa settimana è a livello di rischio basso e El Hierro a livello di rischio molto basso.


    L’evoluzione delle incidenze accumulate risponde al rilassamento generale nel mantenimento delle misure di prevenzione non farmacologiche (mascherine, distanza fisica, ventilazione, lavaggio delle mani) nonostante abbiano ampiamente dimostrato la loro efficacia.

    Pertanto, il Ministero della Salute regionale insiste sulla necessità di mantenere misure preventive per evitare il rischio di trasmissione del COVID-19.

    Indicatori di assistenza sanitaria

    Per quanto riguarda gli indicatori sanitari, la media giornaliera dei letti ospedalieri convenzionali occupati da pazienti COVID-19 durante l’ultima settimana è aumentata del 12,5% rispetto alla settimana precedente, con una media di 90 letti occupati, anche se la percentuale dei letti occupati è a un livello di rischio molto basso in tutte le isole, tranne Gran Canaria e La Palma, che sono a basso rischio.

    Il numero di letti di terapia intensiva occupati interrompe la tendenza al ribasso iniziata due mesi fa, anche se rimane a basso rischio, con un totale di 20 pazienti attualmente ammessi nelle unità di terapia intensiva dell’arcipelago.

    L’età mediana del totale delle persone ricoverate per COVID-19 negli ultimi 14 giorni è di 65 anni e mezzo.

    L’ottanta per cento delle persone ricoverate in unità di cura critica diagnosticate nelle ultime 2 settimane non aveva ricevuto il regime di vaccinazione completo e il 54,4% delle persone ricoverate per COVID e diagnosticate negli ultimi 14 giorni non aveva patologie precedenti; questa percentuale aumenta nei pazienti non vaccinati nei quali il 57,1% non aveva altre patologie note.

    Situazione a Fuerteventura

    Nel caso di Fuerteventura, il rapporto mostra che nell’ultima settimana c’è stato un notevole aumento dell’AI7d, che è aumentato del 133% tra il 3 e il 9 novembre (da 30 casi per 100.000 abitanti a 70,2 casi per 100.000 abitanti), essendo a meno di cinque punti dall’alto rischio.

    Questo aumento è ancora più marcato nella popolazione di 65 anni e più.

    Per quanto riguarda l’occupazione sanitaria, il rapporto precisa che l’impatto dell’aumento dell’incidenza sugli indicatori non è ancora evidente, ma ci si aspetta che lo diventi a partire dalla prossima settimana, dato che i casi gravi impiegano in media 14 giorni dall’inizio dei sintomi al ricovero in ospedale.

    Poiché l’isola è ad alto rischio di trasmissione, a causa di un improvviso peggioramento della situazione epidemiologica (rapido aumento del tasso di incidenza in una settimana, soprattutto nelle persone di età superiore ai 65 anni), si propone di passare al livello di allerta 2.

     

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