More

    Dolore in giovane età?

    A partire dai 6 anni, da quando incomincia la scuola, a maggior ragione causa limitazioni da pandemia, il bambino può incorrere nel rischio della sedentarietà: le ore trascorse dietro il banco sommate al tempo necessario per lo svolgimento dei compiti a casa e al tempo trascorso davanti a televisione e computer (e questo è particolarmente vero negli ultimi mesi di forzata istruzione scolastica da remoto) possono impigrire il bambino e condizionarne il benessere e l’equilibrio psicofisico presente e del futuro. 

    Il movimento non è solo pratica sportiva.

    È gioco spontaneo, attività all’aria aperta, corsa, passeggiata.

    Sempre più spesso i bambini iniziano a soffrire di mal di schiena in età adolescenziale, intorno agli 11 anni, e la colpa è delle abitudini scorrette, mancanza di attività motoria e passatempi sedentari, che modificano l’atteggiamento posturale.

    Se si vuole prevenire il mal di schiena, al bando dunque tablet, smartphone e videogames in nome dello sport. 

    Quando va bene, i bambini praticano attività motoria solo un’ora a settimana, la maggior parte ha la televisione in camera, in molti passano più di due ore al giorno davanti a tv e videogiochi.


    L’ideale sarebbe praticare almeno un’ora di attività fisica ogni giorno, sport, gioco all’aria aperta, corsa o passeggiata.

    Lo sport aiuta nel percorso di crescita fisica e psichica e, insieme a sane abitudini alimentari, contrasta sedentarietà e cattive abitudini posturali.

    In tutti gli sport è bene iniziare con esercizi propedeutici all’attività sportiva che si andrà a svolgere, per avere una maggiore consapevolezza del proprio corpo ed andare a svolgere al meglio la futura pratica sportiva.

    Esercizi che allenino quindi gli schemi motori di base (correre, saltare, strisciare, rotolare…), la coordinazione, l’equilibrio.

    E attenzione… postura sbagliata significa creare i presupposti per disfunzioni in vari distretti corporei come la colonna vertebrale, che possono sfociare successivamente in vere e proprie patologie, aumento dei rischi di traumi ed infortuni, diminuzioni delle prestazioni sportive o delle performance agonistiche.

    È bene quindi approfondire la situazione posturale di ogni bambino per individuare il percorso motorio più adeguato per ognuno.

    Vuoi saperne di più?

    Dott.ssa Silvia Ragazzini, Chinesiologa e Posturologa Clinica

    Clinica Saber – Tenerife

     

    Articoli correlati