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    Arriva l’ora solare

    Il termine ora solare si riferisce all’orario statale usato durante il periodo invernale, quando esso coincide con quello del meridiano del fuso orario di riferimento, chiamato anche «ora civile convenzionale».

    Si badi bene tuttavia come tale riferimento valga a livello nazionale, dato che invece l’ora locale sarebbe tecnicamente diversa in ogni punto del globo terrestre, in quanto riferita alla posizione della Terra rispetto al Sole.

    Per ragioni politiche, inoltre, in alcuni paesi l’ora solare è di fatto sospesa, e si adotta l’ora legale per tutto l’anno.

    Nei paesi dell’Unione europea l’ora legale ha inizio l’ultima domenica di marzo e termina l’ultima domenica di ottobre.

    Anche il Liechtenstein, Andorra, Monaco, San Marino, Svizzera, Norvegia e Città del Vaticano seguono le stesse regole.

    Un discorso separato va fatto per il Regno Unito che fino al 31 gennaio 2020 ha fatto parte dell’Unione europea, seguendone le regole anche in termini di adozione dell’ora legale.


    Per il 2021 seguirà ancora le stesse date e modalità, dovendo ancora sciogliere il nodo Irlanda del Nord in merito ad essa.

    La scelta di come procedere negli anni a seguire sarà certamente influenzata dalla decisione, comunque ancora da prendere, relativa all’abolizione dei cambi di orario nell’Unione europea.

    L’ora legale per questo 2021 termina tra sabato 30 e domenica 31 ottobre.

    Si torna all’ora solare: le lancette si spostano indietro di un’ora.

    Si dorme di più, ma si perde un po’ di luce.

    Il cambio dell’ora, però, è un tema che fa discutere l’Europa.

    Per questo il 2021 potrebbe essere l’ultimo anno in cui dopo l’ora legale, scatta a ottobre l’ora solare.

    Ecco tutte le curiosità su questa convenzione, dalla sua storia agli effetti sulla salute, dalle differenze tra ora legale e ora solare a quali Paesi l’adottano in Europa e nel mondo.

    Nel 2018 la Commissione europea ha condotto una consultazione online sul tema del cambio dell’ora, ottenendo 4,6 milioni di risposte provenienti da tutti gli Stati membri (il numero più alto di risposte mai ricevute in una consultazione pubblica della Commissione).

    Circa l’84% dei partecipanti si è espresso a favore dell’abolizione del cambio dell’ora.

    Così, nel 2018, il Parlamento Europeo ha messo fine all’obbligo del cambio dell’ora due volte l’anno, e ha chiesto ai singoli Paesi di scegliere quale dei due orari adottare per tutto l’anno, auspicando di arrivare a una decisione unitaria.

    Il dibattito è ancora aperto e i Paesi hanno posizioni diverse.

    Il termine per decidere era stato fissato ad aprile 2021: per questo motivo si dice che quest’anno sarà l’ultimo dell’ora legale.

    In realtà, l’Italia è per mantenere il sistema attuale, ovvero il cambio dell’ora. 

    Altri Paesi sono invece favorevoli all’orario unico tutto l’anno, ma se alcuni, come la Francia, propendono per l’ora legale, i Paesi del Nord vorrebbero per 12 mesi l’ora solare. 

    Bina Bianchini

     

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