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    Il magma cerca di uscire e spinge la crosta terrestre di 10 centimetri

    Gli esperti non escludono una “rapida evoluzione a breve termine” o terremoti più forti; le deformazioni sono ancora concentrate a Jedey (El Paso) e Montes de Luna (Mazo).

    Lo sciame sismico che da sabato scorso scuote la zona intorno al vulcano Cumbre Vieja di La Palma, a causa di un’intrusione magmatica all’interno della struttura, ha causato una deformazione della crosta dell’isola di 10 centimetri.

    Anche se questi dati non indicano necessariamente un’eruzione imminente, indicano che il magma sta cercando una via d’uscita, che, secondo i dati ottenuti dalle sette stazioni GPS dell’Istituto di Vulcanologia delle Canarie (Involcan), potrebbe trovarsi nella zona bassa di Jedey (El Paso) o nel quartiere Montes de Luna (Mazo).

    In particolare, Involcan stima che si tratta di 11 milioni di metri cubi di magma, come ha annunciato ieri.

    In altre parole, un quarto di quello che si sa essere stato mobilitato da Teneguía nel 1971, per cui, in vista di una supposta eruzione, si esclude che essa avvenga in modo esplosivo, così come è comparabile la sua durata; in quell’episodio, durò 23 giorni, mentre in questa occasione sarebbe inferiore.

    Tuttavia, bisogna ricordare che non si tratta di un fenomeno lineare, quindi è difficile stimare quando, se mai, queste masse di roccia fusa possono entrare in contatto con la superficie.

    Quello che si prevede è che, nelle prossime ore, si registreranno terremoti di maggiore intensità nelle quattro località che rimangono in allarme semaforico giallo per rischio vulcanico: Los Llanos de Aridane, El Paso, Fuencaliente e Mazo, e anche Tazacorte dovrebbe unirsi a loro.


    Questo è stato indicato ieri dai membri del comitato scientifico del Pevolca (Plan de Protección Civil y Atención de Emergencias de Canarias por Riesgo Volcánico), che da ieri si riunisce quotidianamente per monitorare la crisi sismica sulla Isla Bonita.

    Nelle prime ore di mercoledì mattina, le scosse sembravano aver dato una tregua ai residenti dei suddetti comuni.

    Tuttavia, da mezzogiorno di ieri si sono riattivati di nuovo, con, secondo l’ IGN, più di 50 terremoti poco profondi, in una gamma tra 1 e 5 chilometri.

    Infatti, uno di essi, identificato alle 14.32 a El Paso, con una magnitudo di 3.1 mbLg e a sei chilometri dal livello del mare, è stato sentito dai residenti locali. In totale, dall’inizio dello sciame, l’IGN parla di più di mille terremoti localizzati e 4.530 rilevati.

    La differenza tra i due è che i terremoti rilevati sono quelli che sono stati percepiti da una stazione, in questo caso, della Rete Sismica delle Canarie, che è gestita da Involcan, senza che si conoscano altri dati su di essi, per cui ai fini dell’analisi della situazione non sono molto utili, ha ricordato il direttore dell’Istituto, Nemesio Pérez.

    Al contrario, quelli che hanno rilevato almeno tre stazioni sono chiamati localizzati, rendendo possibile conoscere la loro profondità, posizione e magnitudine, tra gli altri parametri.

    Ed è proprio per questo compito, quello di studiare l’evento in prima persona, che da oggi si svolgerà un intero spiegamento della comunità scientifica, con l’arrivo di membri del Consejo Superior de Investigaciones Científicas (CSIC), droni del governo regionale per misurare la temperatura del suolo, e personale dell’Instituto Geológico y Minería (IGME), che aveva richiesto alla delegazione del governo centrale alle Canarie di attivare il programma Copernicus, che, per mezzo dell’interferometria e utilizzando il satellite Sentinel, permetterà di ottenere immagini della crosta terrestre e localizzare le coordinate esatte dei punti più deformati.

    Questi gruppi di specialisti si uniscono ai quattro membri dello staff di Involcan che stanno lavorando in loco per riparare e migliorare la rete di sorveglianza strumentale permanente, al fine di monitorare correttamente e con il minor margine di errore possibile ciò che accade alla Cumbre Vieja.

    Stanno anche partecipando a una campagna di osservazione per prendere dei campioni che saranno analizzati e dai quali si trarranno periodicamente delle conclusioni.

    Nell’ambito delle azioni di informazione e prevenzione svolte dalle istituzioni negli ultimi giorni, ieri il delegato del governo, Anselmo Pestana, ha tenuto riunioni di coordinamento con le forze e i corpi di sicurezza dello Stato e con i rappresentanti dell’esercito.

    L’obiettivo delle riunioni è stato quello di chiarire tutto ciò che riguarda i protocolli in caso di eruzione vulcanica o terremoto ad alta intensità, in modo che, in caso di attivazione virtuale di un livello di allerta Pevolca superiore, i tempi di risposta possano essere ridotti il più possibile, sulla stessa linea del direttore della sicurezza ed emergenze del governo regionale, Gustavo Armas.

    Il sindaco di El Paso, Sergio Rodríguez, accompagnato da diversi consiglieri e personale del municipio, ha visitato la zona di Jedey e Las Manchas mercoledì per informare i residenti di ciò che l’allarme giallo del semaforo porta con sé, che non è altro che essere attenti agli avvisi delle autorità.

    Ai residenti è stato consigliato di avere un kit di emergenza pronto con le basi per lasciare le loro case, e le persone con mobilità ridotta sono state localizzate in modo che, in caso di evacuazione, possano essere raggiunte.

    Tuttavia, in risposta all’allarmismo generato dalle bufale diffuse sui social network, l’assessore ha chiarito che “nessuno ha ancora detto che ci sarà un’evacuazione”.

     

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