“La gioia di vivere” – Henri Matisse – 1906

Semplicità

Ogni tanto ci diciamo: “Potessi ritornare indietro, di anni, farei delle scelte diverse”.

Ebbene oggi possiamo, oggi una certa situazione ci ha fatto tornare indietro e abbiamo le conoscenze che abbiamo acquisito, quindi con la capacità di poter percorrere una strada più giusta, come avremmo voluto.

Una delle strade che forse avevamo abbandonato, per poi pentirci, è la “semplicità”.

Oggi ci stiamo accorgendo che noi non consumavamo soltanto in modo ossessivo, ma ci comportavamo come affamati nevrotici che si gettavano dentro gli spot pubblicitari in modo nauseante.

Le botteghe degli stracci/brand rigurgitano, gli specchi per allodole/ipermercati sono come una Disneyland che ci fa salire su vorticose montagne russe per poi spappolarci il cervello; i nostri ideali sembrano concentrati nell’acquisto insensato di oggetti e cibo. 


La semplicità che si sta affacciando come modo di vivere è invece un’ideologia appagante, da adottare.

Semplicità e discernimento sono il godere di beni minimi e necessari.

La semplicità è il mezzo di locomozione che oggi ci potrebbe far muovere senza angosce.

Semplicità è rendersi conto, di ciò che si compra, del rapporto tra la qualità e il prezzo, il rifiutarsi di comprare robaccia, imbrogli, illusioni, roba che non dura niente asservita alla demoniaca legge della moda e del ricambio continuo.

Semplicità è assaporare il cibo: il pane, l’olio, il pomodoro, la pasta, il vino, insomma i prodotti delle isole. Imparando a conoscere questi prodotti impariamo anche a distinguere gli imbrogli e a protestare, a rifiutare. Semplicità significa, insomma, educazione elementare delle cose che ci sono utili e anche dilettevoli alla vita. Moltissime persone non sanno più distinguere la lana dal nylon, il lino dal cotone, il vitello dal manzo, un cretino da un intelligente, un simpatico da un antipatico perché la nostra sola cultura è stata finora l’uniformità piatta e fantomatica dei volti e delle voci e del linguaggio televisivi.

Il denaro è oramai qualcosa di astratto, una card di plastica che pare un pozzo senza fine, un’illusione di ricchezza quando è solo schiavitù.

Il mondo è pieno di gente tutta contenta di contrarre debiti.  

La semplicità, bisogna cominciare a impararlo, è un segno distintivo infinitamente più ricco della ricchezza. Teniamola come un bene personale, come proprietà privata, come un capitale; il solo capitale che ci salverà.

Andrea Maino

“La gioia di vivere” – Henri Matisse – 1906