Credo tutte le persone per quanto indaffarate, frettolose, prese nelle loro incombenze quotidiane abbiano notato su muri di piazze, chiese, abitazioni private la presenza delle meridiane.

Immagino pochi abbiano indagato a fondo su di esse e sul loro significato, per questi motivi esse sono universalmente conosciute come oggetti e sono considerate arcana testimonianza di un tempo ormai passato, l’ora letta dall’ombra proiettata sopra ad un muro è ormai sostituita dalla gelida, infallibile precisione dell’ora al quarzo o di quella, ancor più precisa, della vibrazione dell’atomo di Cesio meglio conosciuta come ora atomica, la vita, impone a tutti noi la puntualità richiesta dalla modernità.

Personalmente penso sia molto più romantico e attinente alla nostra umana condizione di Terrestri la definizione astronomica di “minuto secondo” ossia la 86.400esima parte del giorno solare medio adottata fino al 1967 che non la fredda successiva definizione data dalla fisica moderna, ossia come il tempo impiegato dall’onda elettromagnetica emessa dall’atomo di Cesio a compiere 9.192.631.770 oscillazioni.

Da sempre la nostra vita è regolata dall’alternarsi dei grandiosi fenomeni che sono il sorgere del Sole ed il suo tramonto, fu quindi logico per l’uomo soddisfare il bisogno di segnare il tempo contando il numero di volte che si ripete un fenomeno avente sempre la stessa durata.

Il giorno solare medio è dunque il tempo medio che la Terra impiega a compiere un giro su se stessa, ossia il tempo che trascorre per avere nuovamente il Sole medio in meridiano.

Un numero di giorni pari a circa 365 costituisce invece il tempo detto anno, ossia il tempo necessario alla Terra per compiere un intero giro attorno al Sole detto Rivoluzione.


Non volendo qui scendere nei dettagli è forse solo il caso di accennare che la Rivoluzione della Terra attorno al Sole non dura 365 giorni esatti bensì 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 46 secondi, da questa “imperfezione” deriva la necessità di inserire un anno bisestile ogni 3 anni “normali”.

Tale necessità serve per avere l’inizio delle stagioni in perfetta sincronia con il loro inizio astronomico.

In particolare l’equinozio di primavera, ossia il Sole con declinazione 0° esattamente a picco sull’equatore terrestre, passante per il Punto Vernale o primo punto d’Ariete sempre “attorno” al 21 marzo.

Questa introduzione serve per dire come le meridiane, ma sarebbe giusto denominarle orologi solari in quanto la meridiana propriamente detta è uno strumento che indica solo il passaggio del Sole in meridiano mentre l’orologio solare indica un vario numero di ore, siano strumenti molto diffusi in Europa dove sono presenti sin dal tempo dell’Impero Romano.

Sono meridiane ad esempio quelle a camera oscura ottenute praticando un piccolo foro sul tetto di alcune importanti chiese in Italia e all’estero come il Duomo di Milano, San Petronio a Bologna, Santa Maria Novella a Firenze e altre.

Osservando un orologio solare siamo innanzi ad uno strumento scientifico che indica l’ora solare vera del luogo ove esso è posto (quindi a volte troviamo differenze notevoli con l’indicazione fornita dal nostro orologio da polso) e il periodo dell’anno o mese tramite la lunghezza dell’ombra dell’oggetto proiettante l’ombra denominato gnomone ossia dal greco “gnomos”… colui che indica.

L’orologio solare è dunque anche un preciso calendario oltre che un orologio.

A queste funzioni tecniche aggiungiamo l’estetica del quadrante, i suoi ornamenti e quindi  la bravura dell’artista che lo ha realizzato.

La gnomonica è la scienza e l’arte multidisciplinare di chi costruisce questi strumenti.

Sono infatti necessarie conoscenze di matematica, astronomia, trigonometria, alle quali si aggiungono quelle specifiche per la realizzazione ossia pittura, scultura, lavorazione del ferro ecc.

Questa attività, forse oggi un poco desueta, fu, un tempo, molto diffusa.

La gnomonica era utilizzata  per rifasare i primi orologi da campanile, alquanto imprecisi.

A testimonianza di questo, esiste ancora oggi a Parigi la Rue “du cherche Midi” gli gnomonisti erano infatti chiamati forse affettuosamente “Cercatori del Mezzogiorno”.

Un altro corredo immancabile su di un orologio solare è il motto, esso deve essere sibillino in quanto la persona indaffarata non può fermarsi a leggere ma esso deve essere illuminante, arguto e saggio.

Vi sono motti in latino, dedicati all’orologio solare stesso come “SINE SOLE SILEO” o alla vita, all’umana condizione e alla filosofia.

Quel  che è certo, un buon motto, ben compreso, aiuta tutti noi a meglio vivere la vita con tutto quello che di male e di bene, di giusto e di ingiusto, di gioia e di dolore essa riserva noi nel suo infinito immutabile ed eterno divenire. Nell’isola di Tenerife sono presenti alcuni quadranti solari ma la loro diffusione non è elevata come vorrei in quanto il quadrante solare è a tutti gli effetti uno strumento scientifico e Tenerife con la vicina isola della Palma rappresenta uno dei più importanti centri di astronomia al mondo, rivaleggiando con gli osservatori del Cile e delle isole Hawaii.

Un orologio solare è in buona sostanza un piccolo specchio del Cosmo, del quale riproduce, incapace di mentire, tutti i fenomeni che in Esso avvengono, ore, giorni e stagioni si susseguono sul quadrante dell’orologio solare incuranti delle vicende umane e sociali, per questo motivo tali strumenti fanno parte degli oggetti “antichi” ma non “vecchi”, suscitando anche nel passante più distratto riflessioni sulla vita, sull’uomo, sull’universo.

Un orologio solare, posto in giardino o sulla parete della propria casa rivaleggia in bellezza con qualunque altro decoro e racconta la passione per le “Cose della natura e del Cielo” dei proprietari.

Il lettore che fosse incuriosito da tali strumenti può contattarmi per avere maggiori spiegazioni e chiarimenti.

Un saluto a tutti Voi, a presto dalle pagine di Leggo Tenerife.

Rodolfo Piralla, gnomonista in Mergozzo

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