La più piccola delle sette isole Canarie (NdR non più, adesso sono otto e la più piccola è La Graciosa) è un intero universo.

L’UNESCO ha riconosciuto pochi anni fa le particolarità dell’isola di El Hierro con un nuovo titolo aggiunto a quello di Riserva della Biosfera, nominando l’isola primo Geoparco della Spagna per il particolare rapporto degli abitanti di El Hierro con la natura.

Questa piccola isola di appena 278 chilometri quadrati ha più del 60% del suo territorio protetto e possiede anche una delle riserve marine più importanti della Spagna.

La messa in funzione dell’impianto a ciclo combinato (vento e acqua) a Gorona del Viento ha fatto di El Hierro il primo territorio al mondo ad essere alimentato al 100% con energia pulita.

Un progetto del governo dell’isola mira anche ad eliminare i veicoli a combustione interna nei prossimi anni.

È, insomma, un posto speciale.


Ecco quindi dieci luoghi affascinanti che non possono mancare nell’agenda del vero viaggiatore.

Le dimensioni dell’isola, la buona rete stradale e l’accessibilità di tutti i suoi punti di interesse turistico e di interesse la rendono facile da esplorare, ma vale la pena andare lentamente.

Ideale per un lungo weekend.

El Garoé, l’albero che piange:

Pochi luoghi esemplificano lo stretto rapporto che gli uomini e le donne di El Hierro hanno avuto con la loro isola.

In questa zona dell’isola, gli alisei carichi di umidità si scontrano con la vegetazione e producono quella che alle Canarie viene chiamata pioggia orizzontale, cioè la precipitazione dell’acqua quando le nuvole “si scontrano” con le cime degli alberi.

Il Garoé era un enorme tiglio che “grondava” acqua dolce.

Gli antichi herreños (bimbaches) crearono un complesso sistema di piscine, pozzi, fossati e canali che servivano per condurre e immagazzinare l’acqua che questo, e altri alberi della zona, rubavano dalle nuvole.

Un piccolo ma completo centro informazioni (accesso dalla Carretera de Los Lomos) aiuta a comprendere il luogo e i suoi legami con la storia della regione.

Il vecchio Garoé fu abbattuto da una burrasca nel XVII secolo.

Oggi, un tiglio piantato nel 1957 prende il suo posto.

Mirador de la Peña:

Qui si incontrano lo spettacolare paesaggio di El Golfo e il genio dell’artista canario César Manrique.

El Mirador de La Peña (accesso dalla HI-10 (Guarazoca) è un balcone privilegiato sull’abisso di El Golfo. L’edificio, una reinterpretazione dell’architettura popolare dell’isola, è totalmente integrato nel paesaggio e offre una vista impressionante grazie alle sue grandi finestre e alle terrazze all’esterno.

Imperdibile per chi visita l’isola!

L’interno ospita uno dei migliori ristoranti delle Isole Canarie.

El Tamaduste:

Baia perfetta a pochi chilometri da Valverde (accesso per la HI-20), El Tamaduste è una delle zone “balneari” più popolari per la popolazione locale.

Acque calme, un ambiente idilliaco (arricchito da solarium, scale di accesso all’acqua e trampolini) e alcuni dei migliori ristoranti di pesce fresco dell’isola si trovano in questo piccolo villaggio di pescatori che, oggi, dispone di una modesta infrastruttura turistica.

Ideale per fare un tuffo e dimenticare tutto.

Pozo de las Calcosas:

(accesso per la carretera Juan Moreno da HI-150).

Un antico villaggio di pescatori vicino a una delle più belle piscine naturali dell’isola.

Una delle particolarità di questo insediamento è che si è rispettata l’architettura tradizionale della zona.

Piccole case in pietra con tetti di paglia completano un magico tratto di costa formato dalle colate di antiche eruzioni vulcaniche.

Un posto irreale.

Ecomuseo della Guinea e del Lagartario:

(Carretera de Las Puntas (HI-5).

Questo piccolo centro museale comprende il centro di recupero della lucertola gigante, una specie endemica dell’isola che era in via di estinzione e un vecchio insediamento agricolo oggi restaurato e diventato uno dei punti di riferimento turistici dell’isola.

Il recupero di un simbolo naturale come la lucertola gigante e la cura del patrimonio sono un chiaro esempio degli herreños per lo sviluppo sostenibile.

Molto vicino, sulla costa, si trova l’Hotel Las Puntas, il più piccolo del mondo.

Le spettacolari foreste di Laurisilva:

La strada HI-1 collega, attraverso le vette dell’isola, le due città più importanti di El Hierro (Frontera e Valverde).

Nelle zone esposte alle nebbie settentrionali prospera la Laurisilva, una foresta magica dominata da felci, muschi e una ventina di specie arboree che lasciano a malapena entrare la luce del sole.

Prendendo l’HI-40 in direzione di El Pinar, si passa attraverso le foreste aperte del Pino Canario, l’altro ecosistema stellare degli altipiani dell’isola.

Dal Mirador de Tanajara (nella città di Taibique) si può ammirare una vista panoramica della foresta in tutta la sua pienezza.

Il fascino marinaro di La Restinga:

Il piccolo villaggio di pescatori di La Restinga occupa la punta meridionale dell’isola e si è guadagnato una reputazione tra gli appassionati di immersioni come porta d’accesso alla Riserva marina di Las Calmas, uno dei migliori posti al mondo per godersi la vita sottomarina.

Ma c’è molto di più: dalle spiagge, come La Restinga o l’affascinante Tacorón, ai siti archeologici come i petroglifi a pochi metri dalla città.

Un altro punto di forza del luogo è il suo bellissimo paesaggio vulcanico.

Gli “enigmi” di El Julan:

La strada che costeggia il lato sud dell’isola (HI-400) permette di ammirare l’impressionante caduta della terra verso il de Las Calmas.

Su uno di questi versanti, i bimbaches hanno lasciato una moltitudine di tracce sotto forma di incisioni rupestri che si distribuiscono nelle colate vulcaniche della Ladera del Julan; sono popolarmente conosciuti come “Los Letreros” (I segni).

La maggior parte di essi sono motivi alfabetici dell’antica scrittura libica berbera.

Le sabinas (Ginepri) contorte di La Dehesa:

L’estremità occidentale di El Hierro riassume in pochi ettari tutto ciò che l’isola rappresenta; natura, autenticità e surrealismo paesaggistico.

La Dehesa è uno dei luoghi più autentici e, allo stesso tempo, più simbolici per dare un’’immagine dell’isola.

È il sito della Ermita de Nuestra Señora de Los Reyes (accesso per la HI-506), patrona dell’isola, è il centro della ricca cultura pastorale dell’isola e ospita uno dei suoi siti più singolari: il Sabinar.

Qui il vento ha creato un paesaggio di alberi contorti che ricorda i dipinti surrealisti.

La fine del mondo è a Orchilla – La Punta de Orchilla:

(Accesso per HI-503) era, fino alla scoperta dell’America, il pezzo di terra più occidentale e la fine del mondo conosciuto dagli europei.

Per secoli è stato anche il punto di attraversamento del meridiano zero.

Impressionante per un posto così piccolo, ma ne vale davvero la pena.

Dal Faro de Orchilla di oggi la sensazione di essere alla fine del mondo è reale.

L’immensità dell’Atlantico e la configurazione stessa del paesaggio creano quell’atmosfera.

Il posto ideale per vedere un tramonto indimenticabile.

Franco Leonardi